Una pagina verde palude – al tramonto (ma non del tutto a sera)
L’undici gennaio 2018 ricorre il quinto anniversario della scomparsa del caro amico Abramo Barosso, brillante ed erudito autore di storie disneyane a fumetti. In attività negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, in un insolito sodalizio artistico e familiare scriveva le sue storie, seppur a distanza, insieme al fratello Giampaolo, a sua volta scomparso l’anno successivo, il 27 febbraio 2014. La coppia, con Abramo che vergava i soggetti a penna stilografica e li spediva per posta a Giampaolo il quale li sceneggiava pagina per pagina prima di inoltrarli in Mondadori alla redazione che li avrebbe assegnati a un disegnatore, ha prodotto nel corso degli anni centinaia di ottime storie di Topolino e Paperino.

Abramo Barosso mostra il libro dedicatogli dal Papersera in occasione del Premio del 2008.
I fratelli Barosso hanno lavorato in un anonimato pressoché assoluto per tutta la durata della loro carriera disneyana, in quanto all’epoca il giornalino non attribuiva le storie agli autori. Eppure hanno scritto storie divertentissime, coniato frasi memorabili e introdotto in Italia dagli USA molti dei comprimari dell’universo fumettistico disneyano, da Amelia (la fattucchiera che ammalia) a Pico de’ Paperis, da Gilberto a Paperoga, per non parlare di Rockerduck, l’acerrimo rivale di Zio Paperone. Fin troppe sarebbero, per poterle citare tutte qui, le espressioni barossiane che hanno lasciato il segno; ma va senz’altro ricordata, a titolo di esempio, quella della storia della casacca cosacca in cui un insistente commesso riesce a sbolognare al povero Paperino un orrido maglione di colore “verde palude al tramonto ma non del tutto a sera“, irresistibile locuzione che per diversi lettori dell’epoca è diventata un tormentone familiare. Chi leggesse il volume che abbiamo dedicato ad Abramo e Giampaolo Barosso ne scoprirebbe moltissime altre. Chi scrive non ha potuto esimersi dal fotografare un lamellobranchio presso l’acquario di Enoshima in Giappone, memore del celebre quesito di un conferenziere barossiano: “Il lamellobranchio, nella California, alligna?“.
Il nostro gruppetto si costituì verso la fine del secolo scorso per catalogare i fumetti disneyani di cui eravamo e siamo appassionati: uno sforzo che, nel corso di oltre vent’anni, ha prodotto fra le altre cose la sezione italiana del sito di riferimento http://inducks.org, a partire da un indice delle storie italiane avviato dal compianto Franco Fossati e poi curato per decenni da Marco Barlotti; il sito e la comunità https://www.papersera.net, fondati da Paolo Castagno; e, dal 2006, l’annuale Premio Papersera, anch’esso fondato da Paolo Castagno e consistente in un libro autoprodotto e dedicato a uno sceneggiatore disneyano.
Nel lontano 2004 uno di noi, l’esimio fumettologo Armando Botto di Genova, si avventurò a scrivere all’indirizzo di un Abramo Barosso che aveva trovato sull’elenco telefonico della sua città, ricevendone gradita risposta. Qualche anno dopo toccò a me rinnovare il contatto, quando decidemmo di attribuire il Premio Papersera 2008 ai fratelli Barosso: bisognava infatti presentarci ed invitarli alla festa nel corso della quale avremmo consegnato loro il premio. Il contatto fu prima epistolare e poi telefonico e fu l’inizio di un’amicizia duratura con entrambi. Riuscimmo a convincere il quasi ottuagenario Abramo: andammo a prenderlo a casa e lo portammo con noi a Rapallo per una memorabile cena presso il celebre ristorante fumettistico U’Giancu. Mancava purtroppo Giampaolo, che abitava in Umbria e per il quale la spedizione sarebbe stata troppo impegnativa, ma l’eloquente fratello tenne banco e rappresentò degnamente entrambi. Aveva persino preparato un lunghissimo discorso di accettazione del premio, che poi ci diede per iscritto perché lì per lì, vista l’atmosfera di confidenza, decise di andare a braccio. Quella sera rimanemmo tutti incantati da questo magico affabulatore che aveva allietato la nostra infanzia con le sue storie e che a decenni di distanza continuava a rallegrarci con il suo arguto e modesto umorismo e la carica vitale di un ragazzino.

La foto di gruppo a conclusione della serata da U’Giancu.
Nel corso degli anni continuai a scrivere e a telefonare a entrambi i fratelli. Con Abramo riuscimmo anche di tanto in tanto a rivederci, con gran piacere: ricordo in particolare una volta che andai a trovarlo, in compagnia del sullodato Botto, e ci offrì una squisita crostata che aveva cucinato lui. Il tumore che poi se lo portò via era causa di notevoli disagi e frequenti visite mediche ma Abramo sdrammatizzava sempre tutto con la sua saggia e bonaria allegria: l’inquietante e invasiva procedura medica della colonscopia diventava per lui una “bassa insinuazione“.
Dopo la sua scomparsa, la sua amata moglie Marisa, nel riordinare le sue carte, raccolse diverso materiale, fra cui preziosi inediti, che generosamente decise di condividere con noi appassionati. In occasione del quinto anniversario della scomparsa di Abramo, e a dieci anni di distanza dalla pubblicazione del libro Papersera dedicato ai due geniali fratelli, abbiamo deciso di allestire una versione aggiornata e ampliata del volume, nella quale figureranno alcuni dei tesori provenienti dal succitato baule di carte barossiane. Fra questi spiccano sceneggiature di celebri storie (Zio Paperone e il clavicembalo scrivano; Topolino e i casi “X”, “Y”, “Z”), descrizioni dei personaggi e comprimari Disney forse a beneficio di altri sceneggiatori e soprattutto un elenco con titoli e date delle storie spedite in redazione, preziosissima “stele di Rosetta” per i filologi disneyani che tentano di ricostruire le attribuzioni mancanti o erronee. Ci sono anche le note di Abramo per il suo discorso di accettazione del premio, che includono persino una storia inedita sulla spazzatura che il Nostro aveva inventato per l’occasione. La nuova edizione del volume sarà disponibile in occasione di Lucca Collezionando (la vecchia è ancora reperibile a prezzo di costo tramite print-on-demand) ma nel frattempo su questa pagina presentiamo un paio di queste chicche in anteprima.
Ci auguriamo che in questa occasione ci siano vecchi lettori che riscoprono le brillanti storie barossiane e nuovi lettori che, incuriositi, le godono per la prima volta. I nostri articoli offrono un entusiastico commento esegetico ma nulla vale la lettura di prima mano delle storie stesse, fortunatamente più volte ristampate sui Classici di Walt Disney e altre collane simili, di facile reperibilità sia in edicola che nelle botteghe e nei mercatini dell’usato. Il citato database Inducks, che elenca tutte le storie finora attribuite ai Barosso e che indica i volumi sui quali sono state ristampate, aiuterà i cercatori a procurarsi i giornalini giusti a prezzi modici e con relativa facilità. Per i nativi digitali c’è persino una sezione mercatino sul Papersera. Riscoprire le storie di Abramo e Giampaolo e ridere di cuore delle disavventure fantozziane-ante-litteram di Paperino supplente incaricato, di Topolino e Pippo aggiustatori scatenati o di Pippo e la pappa del pupo sarà il modo più bello di ricordarli.
Link:
– Zio Paperone e il clavicembalo scrivano
– Topolino e i casi “X” “Y” “Z”
– Topolino e la Pensione del Salice Piangente
– La serata a Rapallo nel 2008 (con i filmati della consegna del premio)
– La discussione sul forum dedicata ai fratelli Barosso
– La scheda del libro pubblicato nel 2008