Ora che ho concluso la lettura dell'albo posso dare una mia valutazione con un po più di cognizione di causa.

Come sospettavo dai commenti degli altri utenti, questo numero 10 di Topostorie è molto ben realizzato!
A partire dagli ottimi disegni della Molinari, è un piacere vedere un prologo - seppur breve, solo 4 pagine - che introduce direttamente la prima storia del volume: Paperino e gli scherzi di carnevale non posso che apprezzare e plaudire alla sua scelta perchè è una delle storie cui, lette da piccolo, sono più affezionato; Martina, come sempre, delinea il rapporto conflittuale zio despota/nipote pigro in maniera fluida e divertente. Si prosegue - purtroppo a via di ricordi (ma una tantum ci può stare) - con una breve storia barksiana sul turismo "mordi-e-fuggi" (molto fuggi in questo caso), abbastanza simpatica che nelle prime tavole ci presenta alcuni aspetti caratteristici della citta lagunare. Si torna brevemente in presa diretta per l'ultimo (per fortuna) flashback del volume: in effetti, una storia ambientata nel 18° secolo difficilmente la si sarebbe potuta inserire senza ricorrere all'escamotage della narrazione; anche in questo caso la scelta è ottima, una simpatica storia che riprone "in costume" l'eterna disputa tra ZP e RK a colpi di nuovi oggetti (ottici) da lanciare sul mercato. D'ora in poi il volume prosegue su di un unico livello narrativo, e la differenza si sente.
L'avventura a Venezia è una storia particolare e merita una trattazione a parte: graficamente la trovo davvero ottima, non potrei usare altro aggettivo; i disegni, le vedute, le atmosfere della città sono riprodotte alla perfezione, la storia sembra quasi un depliant turistico a fumetti! Quanto alla trama, invece, devo dire di non averla trovata particolarmente azzeccata, fin dall'inizio, infatti, ho trovato poco riuscita la caratterizzazione di ZP: è alquanto strano che un esperto conoscitore del denaro come lui si faccia truffare come uno sprovveduto (guarda caso da un napoletano, ma che originalità!), non capendo che la proposta della "vendita delle banconote" non poteva che essere un imbroglio, e nemmeno riconoscendo la falsità delle banconote. Ma, proseguendo, vi è di peggio: come è possibile che i paperi - armati di attrezzi da scavo - vengano fatti entrare dentro al Palazzo Ducale? E' credibile che Paperon de Paperoni rimanga senza neppure uno spicciolo? E' serio che dopo essere stati scoperti ad aver danneggiato il monumento nessuno li arresti? E la guardia, che è sempre la stessa (e pure guida turistica)? E la fantomatica "zia Elvira" che interesse ha in tutta la vicenda? Perchè si occupa dei nipotini, addirittura offrendogli un alloggio? E del ponte traforato ne vogliamo parlare? La guardia (sempre lui!) si limita a scacciarli in malo modo... assurdo. E tale è anche il modo in cui Paperino ritrova il fantomatico elmo, con una testata nel muro... mah! Banale la disputa sulla proprietà dell'elmo (peraltro, sempre con la solita guardia), conclusa con uno trattativa col sindaco priva di senso. Ridicolo che ZP si faccia truffare un'altra volta dallo stesso tipo; privo di motivazione il fatto che la tipa anziana continui a seguire i protagonisti fino all'isolotto del finale.
Insomma, una storia che è davvero uno spettacolo per gli occhi, ma con una trama con troppi punti privi di logica e, forse, anche eccessivamente prolissa nello sviluppo (ben 44 tavole).
Le successive due storie sono graficamente molto ben realizzate (rispettivamente, Cavazzano e Gatto) e propongono lo stesso tema: risolvere una volta per tutte il problema dell'acqua alta. Entrambe, seppur con lo stesso oggetto e gli stessi (quasi) antagonisti, le trovo divertenti e riuscite. Una chicca sicuramente apprezzabile ritengo che sia il riferimento alla prima che è contenuto nella seconda delle due: aiuta tantissimo nel dare un senso di sequenzialità alla narrazione, complimenti a Marconi.
Infine, con Paperino e il rarissimo violino si chiude il volume: a mio avviso la meno coinvolgente del numero, per quanto i personaggi siano ben caratterizzati.
In definitiva, un volume molto ben realizzato, buona selezione delle storie, tutte interessanti per un motivo o per l'altro, e pazienza per quei due flashback, un po di elsticità serve anche da parte di noi lettori, no?

PS:
anch'io ho cercato ieri nell'inducks questo urios, non l'avevo mai sentito. Mi incuriosiscono molto queste tre storie purtroppo inedite in italia. :(
http://coa.inducks.org/story.php?c=D+88067
http://coa.inducks.org/story.php?c=G+A+++9
http://coa.inducks.org/story.php?c=G+A++10
la colorazione ha una tonalità molto accesa, la adoro. 
Anche io non lo avevo mai sentito. Da inducks si evince che il tipo (argentino) ha disegnato quasi esclusivamente storie per il mercato nord-europeo, infatti solo la storia presente in questo numero è stata ristampata anche in paesi quali il nostro, in Francia, in Grecia ed in Brasile; da notare anche che la gran parte di queste è composta da 44 tavole, stando ad inducks ne ha realizzato solo due brevi (una da 10 e una da 2 dedicata ad Ezechiele Lupo).