Visto che tutto sto casino è nato da una mia storia e dal ‘colorito’ intervento di Grodon mi piacerebbe dire due parole anch'io nella speranza di chiudere ogni polemica. Confesso di non essere un assiduo lettore del vostro sito limitandomi a guardarlo di tanto in tanto, e certamente questa polemica mi sarebbe sfuggita se qualche amico e collega non me l'avesse fatta notare. Comincerei, quindi, con alcune considerazioni: Primo: Le storie di Indiana Pipps sono nate come storie avventurose con un personaggio bizzarro (in quanto un 'Pippide' anche lui), ma comunque tosto. Indiana Pipps era impegnato in misteri vari (con chiavi di soluzione disneyana, ovviamente) e , permettetemi di dire, non festeggerebbe certamente i vent'anni nel 2008 se non avesse avuto alle spalle storie come La città di ghiaccio o I calzari di Lancillotto che hanno dato spessore al personaggio e spinto altri colleghi a volersi cimentare con Indiana, garantendogli lunga, almeno spero, vita. Sono queste le storie che mi piaceva e mi piace scrivere e, praticamente, sfondate una porta aperta ad invitarmi a tornare alle origini.
Secondo: Indiana Pipps , però, è nato anche come personaggio comico (nella primissima storia disegnata dalla Uggetti era particolarmente buffo), perché difficilmente avrebbe avuto lunga vita senza quelle manie o tic su cui si sono costruite altre storie come, ad esempio, La fonte della Bellezza (come autore è quella che preferisco ) o L'idolo dei Fifones. Ne consegue che le storie dovevano essere un mix tra la storia misteriosa e quella comica non calcando troppo sulla prima (altrimenti i lettori potevano comprarsi Martin Mystére con molta più soddisfazione) e nemmeno sulla seconda altrimenti si rischiava di snaturare il personaggio.
Terzo: Quest'equilibrio di storie è particolarmente delicato se pensiamo ad una rivista come la nostra dove il target di riferimento è dai sei ai dodici anni, ma più del 50% dei lettori ha superato i diciott'anni (...e i navigatori del forum rientrano in questi). A seconda, quindi, di dove si posiziona la linea editoriale del momento (linea dettata,ritengo, non dal capriccio, ma da strumenti conoscitivi (marketing, interviste) che né io né voi possediamo) anche i 'generi' delle storie cambiano. In particolare , per quanto riguarda Indiana Pipps, mi era stato chiesto di non ripetermi troppo con il solito cliché dell'avventura misteriosa e di fare storie più divertenti, magari anche commedie dove il lato comico del personaggio potesse emergere meglio . Mi pare di capire che ai frequentatori del Papersera questo tipo di storie (che personalmente non rinnego e mi sono anche divertito a scrivere) non sia piaciuto molto,ma non posso dire altro che è difficile accontentare tutti. La buona notizia è che si voglia tornare alle vecchie storie di Indiana (magari un ritorno alle due puntate, spero io) e se è così spero di riconquistare i lettori persi, Grrodon compreso.
A proposito di Grrodon vorrei spendere due parole ricollegandomi non ai suoi primi interventi che volutamente ignoro , ma a quanto ha detto più avanti dove mi è parso il tifoso (per usare il paragone di Fausto) che innamorato della propria squadra (il TOPOLINO) si incazza con uno dei suoi beniamini (o meglio un ex beniamino perché mi sembra gli piacesse solo come giocava da giovane) perché ha sbagliato un passaggio. Ovviamente non è un tifoso della tribuna, ma un caldo supporter degli ultra che, come possiamo dire... è un po' troppo veemente? In ogni caso, caro Grrodon, è tuo diritto farlo; hai pagato il biglietto e puoi 'sparare' sulle storie e sugli autori ; ma non puoi pretendere che sul TOPOLINO appaiano solo le storie che piacciono a te tacciando chi non le scrive secondo i tuoi gusti di essere un ignobile scagazzatore (uhm.. .negritas che fanno cagare, potrebbe anche essere un buon spunto per una storia). A proposito della mia storia sul Molare hai potuto vedere quanti giudizi contrapposti abbia scatenato e se chiedi ai ragazzini ti assicuro che troveresti moltissimi giudizi positivi. Naturalmente si può criticare una storia ( e personalmente ho apprezzato molto l'ultimo intervento di Breda ...spero di essermi ricordato bene il nome),e come diceva lo stesso Grrodon questo deve servire a noi autori come pungolo e stimolo a fare meglio. Ben vengano, quindi...ma quello che , a volte infastidisce noi autori (e mi collego all'amico Bosco) è che taluni pontifichino su questa o quella storia sul tale o talatro autore con la sicurezza e l'arroganza di chi è convinto di avere la verità in tasca . Un po' più di autoironia ,forse, non guasterebbe ; a prendersi troppo sul serio ( mi si permetta di chiudere questa polemica con una battuta) si può rischiare il classico commento 'pikappiano': "Poche ragazze da quelle parti, eh?"