Il primo episodio di
Topolinia 20802 mi ha lasciato un po' perplesso per una serie di cose che, più o meno, sono già saltate fuori nei commenti altrui.
All'inizio della storia troviamo non Topolino, ma una sua parodia, che, a sua volta, è la parodia della giornata-tipo di una delle tante candide Principesse Disney. Il trasferire Topolino in centro è assai pretestuoso: forse sarebbe stato meglio iniziare "in medias res", senza la farsa iniziale. Altro disappunto: Topolino parla sempre da solo a voce alta come un vecchio arteriosclerotico (o, appunto, come una delle tante candide Principesse Disney)... non sarebbe stato meglio l'utilizzo delle "nuvolette" del monologo interiore? D'altra parte gli stessi
baloons utilizzati (elettronici e non fatti a mano) li trovo parecchio ingombranti. Topolino che non conosce il centro della sua città mi pare un altro espediente forzato. Ormai penso, poi, che Topolinia 20802 sia volutamente modellata come la Metropolis di Superman: al "Topolina Daily" (ehi, ma non era meglio "Mousetown Daily" come si legge nell'editoriale?) lavora pure Jimmy Olsen... :
Altro? Sono troppo legato al "mio amico" Topolino, che così non mi convince pienamente: troppo imbranato e fessacchiotto... sembra, a tratti, lo spaesato contadinotto Clark Kent appena giunto a Metropolis, dopo aver risposto ad un annuncio sul giornale che lo porta a lavorare al "Daily Planet" (tanto per continuare la similitudine).
Secondo me Fausto si è pure divertito a prendere in giro il "perfettino" Topolino, proponendo, però, alcuni schemi comici che vedo adatissimi all'universo di Paperopoli, ma, imho, non perfetti per quello di Topolinia. A tratti mi sembra pure di rivedere il Topolino della "
Rapina del millennio" della Ziche (il cui "Gulp" della settimana, è, fra l'altro "sciocchino").
Vengo all'apparato grafico. Ghiglione è bravo soprattutto con i Topi: i personaggi secondari non sono un granchè e Basettoni - nell'unica vignetta in cui compare - è inguardabile. Vedo, tuttavia, Ghiglione come un bravo illustratore, più che un disegnatore di intere storie a fumetti: i suoi "quadretti" ancora a matita sono qualcosa di quasi sublime (come si può vedere nel servizio che segue la storia): imho, è stato perso tanto (soprattutto sul versante della dinamicità) dopo il ripasso a china. I colori, infine, non sono niente di eccezionale.
Per il resto, il ritmo della narrazione è pregevole, la satira sulla vita frenetica di una delle tante grandi città moderne è appropriata e il finale aperto, nonostante tutto, fa ben sperare.
Mi unisco, infine, a coloro che si sono un pochetto lamentati del fatto che, dopo l'ostentato ecologismo, il giornalismo è diventato l'elemento portante degli ultimi numeri del settimanale. La serie è appena iniziata e ogni paragone è pretestuoso, tuttavia, al momento, preferisco nettamente
Pippo Reporter dei Turconi, un prodotto semplice che pare fatto con tanta passione e umiltà, a differenza, forse, di questa mega-produzione redazionale. Ma, come già detto, mi riservo di commentare il prodotto prossimamente, quando si avrà più materiale su cui discutere.

Per il momento
trovate qua la mia recensione al numero, che è, imho, complessivamente buono.
