Diciamo allora un 7 e mezzo alle storie, un 4 alla redazione perchè non è possibile delegare una storia come quella di panaro (argomento straabusato tra l'altro e sceneggiatura da copia&incolla di molte altre storie del genere, che sia una delle rimanenze?) a chiudere il numero natalizio. Significa svilirlo completamente, mi dispiace dirlo ma se una redazione non controlla la composizione del numero allora che lavoro dovrebbe fare? Cioè uno legge salati/cavazzano natalizi e ottimi, legge enna/vian natalizi e ottimi, legge sisti/camboni natalizi e buoni (camboni magari potrebbe sforzarsi un pò di più
), una storiella di alleggerimento di bosco/gottardo e si prefigura una conclusione degna. Invece del numero gli rimane in bocca il sapore di una storiella inutile, fuori tema, da riempimento che non doveva essere lì (non me ne voglia il buon carlo perchè non è colpa sua). Meglio sarebbe stato scambiarla con quella di enna e meglio ancora se, restando quella di enna in chiusura, al posto dei volodroidi ci fosse stata una qualunque altra storiella natalizia. Ma questi lo rileggono il numero dopo averlo impaginato? E se lo rileggono gli è piaciuto? Perchè se la risposta è sì devo preoccuparmi
Ciao piccolobush,
mi dispiace che la mia storia dei volodroidi non ti sia piaciuta per niente. Non voglio certo fare l'avvocato della redazione (che non ne ha affatto bisogno!) ma vedi, secondo me, la storia non è capitata lì per caso, quasi come i cavoli a merenda, aveva, invece, una funzione logica per chiudere il numero.
Vorrei spiegarla a te ed a quanti non hanno colto la cosa nel suo intento. La prima storia, quella di Salati, riecheggiava, in un certo qual modo, un gioiello come quello della dollallergia (anche se sviluppata in modo personale), quindi era una storia un po' alla Barks, autore di splendidi capolavori, natalizi e non, ma anche iniziatore del filone delle "storielle" di Paperino che si cimenta, dimostrando un'insospettata abilità, nei lavori più fantasiosi ed improbabili. Il finale è poi il disastro d'obbligo.
La mia storia di 20 tavole, scritta con molta umiltà e modestia, era più o meno in linea con le storie del Maestro, montate su 4 strisce e concludeva un po' il percorso iniziato con la prima storia. Si tratta, infatti, di una vicenda dalla tipica struttura delle storie "Paperino genio catastrofico" (chiamiamole così), con alcune situazioni che vedono il nostro amico mostrare una strepitosa abilità in un lavoro che si è creato, per poi combinare il disastro nel finale.
Non è una storia natalizia, certo, ma non tutti i lettori amano un numero monotematico, perciò (penso di interpretare il pensiero della redazione) si è pensato di chiuderlo con una seconda storia palesemente barksiana, un Barks minore, ma, secondo me, ugualmente godibilissimo anche in quel genere di avventure. In questo modo si è chiuso un cerchio ideologico iniziato con la prima storia.
Se poi a te e ad altri è piaciuta la prima avventura (più lunga e con un Cavazzano in più, senza nulla togliere al buon Luciano Milano), mentre la mia ti è parsa stravista ed inutile, mi dispiace molto...
Voleva essere un'"avventura evergreen", buona per tutti i numeri del Topo e per tutte le stagioni, di quelle che, ogni tanto, ci stanno sempre bene.
Ti saluto con simpatia e spero che tu e gli altri che hanno condiviso il tuo giudizio, gradiate maggiormente le mie prossime storie.
A presto su "Topolino"!
