Quando sento odor di storie che valgono, specie se scritte e disegnate da autori che amo e stimo, il mercoledì mi fiondo sempre in edicola a comprare "Topolino"

Questo succede per Casty, per Faraci, per Gagnor... e ovviamente per la coppia formata da Teresa e Stefano, che ormai da molti mesi ogni volta che compaiono sulle pagine del settimanale Disney offrono sempre una vera e propria perla.
Non fa eccezione nemmeno questa settimana, dove i due coniugi tornano con
Tip & Tap in: Operazione Tazza Rossa (Radice/Turconi), una storia particolare sotto molti punti di vista, che avrebbe IMHO meritato l'onore della copertina... ma capisco che la settimana era piena di eventi a cui dare risalto; lo ammette la stessa Valentina nel suo editoriale, che comunque rimedia spendendo parole di elogio per questa bella storia.
La quale contiene tematiche molto importanti, d'attualità e quindi molto delicate, di cui non è facile parlare senza peccare di facili moralismi o di eccessivo didascalismo, a maggior ragione in una storia su "Topolino": la fame nel mondo, i continenti e i Paesi più sfortunati, la sofferenza che portano i disastri naturali, e in tutto questo evidenziare l'importanza del lavoro degli aiuti umanitari, come il Programma Alimentare Mondiale che viene qui omaggiato e pubblicizzato nelle sue importanti attività.
Della difficoltà di parlare di questi argomenti ne parla Teresa stessa
nel topic a lei dedicato.
Ma la sceneggiatrice è riuscita perfettamente nell'impresa, dimostrando una volta di più di avere grande padronanza dei personaggi Disney e di saperli capire fino in fondo, sapendo le loro potenzialità e sapendo sfruttarli alla bisogna anche per soggetti più impegnati. Lo ha dimostrato nelle storie più recenti della serie
Pippo Reporter, dove personaggi e temi di cultura erano ottimamente espressi dal cast messo in campo, lo dimostra ancora di più stavolta, dove si alzava il livello di difficoltà.
Qui Teresa decide di mettere in campo Tip e Tap, personaggi che da un po' non si vedevano in un ruolo attivo, li divide in due continenti diversi e in questo modo riesce in maniera efficace a offrire due punti di vista differenti su queste situazioni, quello di chi è sul posto e quello di chi vede tutto da lontano, come noi del resto. Tip è formidabile, comunque: il suo destreggiarsi in questa situazione d'emergenza, la sua amicizia con i due ragazzini, Malik e Lily, viene raccontata in modo bellissimo e infine sentire il topino dire frasi come
Ho scoperto che mi piace essere dento gli avvenimenti! Non so ancora se diventerò un inviato speciale o un operatore umanitario, ma so che ora andrò a scoprire che cosa succede laggiù, costi quel che costi
sono cose che emozionano il lettore.
La caratterizzazione "umana" di Gambadilegno e Plottigat richiema, specie per quest'ultimo, quella già vista in
Pippo Reporter, e oltre ad essere funzionale allo svolgimento della trama è credibile. E bello è anche il modo di vedere Topolino: nella storia appare poco, se ne sta in disparte, ma dalle parole di Tip sappiamo che si è subito fiondato ad aiutare gli operatori umanitari. E' questo il Mickey Mouse bello, sempre pronto ad aiutare ma non per mettersi in mostra, solo perchè è la cosa giusta da fare.
Infine, il simbolo della tazza rossa che campeggia fin dal titolo e che ci accompagna anche nell'ultima, poetica vignetta, è un'immagine così immediata ed evocativa che dona anche lei un tocco in più alla storia.
Ma se devo essere onesto, parte dell'ottima riuscita della storia è data anche dai disegni di Turconi: ormai è chiaro che quando i due lavorano insieme, la storia non si può dividere in due compartimenti stagni testo/disegni, ma il risultato finale risulta un'alchimia dovuta a queste due componenti inscindibili, che creano qualcosa di eccellente. Stefano si sbizzarrisce nel variare l'aspetto dei comprimari, processo che ha già attuato da tempo ormai e che lo scenario africano spinge ancora di più: e allora tra gli operatori ecco cinghiali, tucani, leoni e una fauna variegata che è una gioia per gli occhi. Oltre a ciò, non si possono ignorare gli splendidi sfondi e ovviamente i suoi Topi, che sono deliziosi.
Dopo la storia, Teresa stessa firma una paginetta dove spiega l'importanza della Giornata Alimentare Mondiale e del World Food Programme.
Altra storia "celebrativa" è quella di apertura,
Qui Quo Qua e la Grande Storia della Chimica dei Paperi (Ambrosio/De Lorenzi-Vian-Limido-Dalena-Gervasio) che ricorda che il 2011 è l'anno della chimica. Non poteva che essere Stefano Ambrosio, il quale è perito chimico, a scrivere un'avventura che ripercorresse alcuni tra i fatti e personaggi più importanti e significativi di questa disciplina. E allora ecco riemergere lo schema più classico per queste occasioni, quello di Pico de Paperis che racconta una serie di aneddoti storici in cui antenati dei Paperi sono stati coinvolti. L'idea di base è interessante, e non è nemmeno svolta male, anche se al terzo episodio inizia ad avvertire un po' di stanchezza nella lettura. Una discreta prova, valorizzata dai disegni di Vian, Limido, Gervasio e soprattutto dell'ottimo Antonello Dalena che offre un'ottima prestazione.
Il resto del libretto contiene la simpatica
Posta del Cuore di Dinamite Bla - Colpo d Fulmine (Gagnor/Soldati)
Sai cos'è successo all'ultimo che mi ha chiamato "metaforico"?

, la ciminiana (in senso negativo)
Zio Paperone e l'Idolo di Wabonga (Del Conte) e
Paperino e la Sorgente di ZImpa-Zirlù (Martinoli/Held), che non è niente di che e nemmeno si può dire che sia originale, ma mi pare scritta abbastanza bene.
Insomma, la storia dei BigTurks vale il prezzo del giornale assolutamente. E la prossima settimana sono ancora qui, che anche il prossimo "Topo" si preannuncia interessante, molto interessante
