E’ Archimede e l’inattesa vacanza a sorpresa, scritta da Augusto Macchetto e disegnata dal bravissimo Andrea Freccero, ad introdurre Topolino n°2960. Dare un giudizio su questa storia è più difficile di quanto non si pensi. A colpo d’occhio, dalle prime battute che accompagnano le vignette, si oserebbe presumere che si tratti di un’altra di quelle sfortunate vicende in cui Zio Paperone, una volta distribuito un nuovo marchingegno non-sperimentato approfonditamente da Archimede, scopre che tale invenzioni sono difettose ed è costretto, quindi, o a risarcire i clienti o a trovare una soluzione più affidabile. Nonostante le molte scelte nella trama, Archimede e l’inattesa vacanza a sorpresa non rientra in questo ciclo (un po’ lo si intuiva anche dal titolo) ma è più indirizzata ad essere una storia “semplice e piacevole” destinata ai quei lettori che se la leggono o sulla spiaggia sotto l’ombrellone o in montagna o in una qualsiasi altra meta dove trascorrono le ferie. Nonostante alcune divertenti battute, degli inaspettati cambiamenti nella trama, la storia, in sé, non ha tutte quelle caratteristiche per essere ricordata a lungo, se non, appunto, dai vacanzieri che sfogliandola ricorderanno con nostalgia quell’estate speciale. Voto:7\10
In parte ispirata dalla divertente Paperino, Paperoga e le vacanze ispiranti del 1997, Alessandro Del Conte, impersonandosi in un autore unico (è sia ai testi che ai disegni), sforna una carina ma appena sufficiente comedy con protagonisti i due cugini più simpatici dell’universo Disney, intitolata Paperino e Paperoga Survivor. La storia non ha i suoi difetti nella trama scorrevole o nello stile del fumettista (che a dire il vero non mi ha mai entusiasmato) quanto nel riproporre gag vecchie viste e riviste che, per carità, potranno piacere ai lettori più giovani ma per coloro che di storie ne hanno lette e strarilette non dice niente. L’unica nota positiva può essere il rovesciamento dei personaggi nell’ultima vignetta ma in ogni caso si ha sempre il dubbio che il Paperone rappresentato non sia caratterizzato come dovrebbe e risulta un po’ lontano dalla “classica idea” che si ha del papero. Voto: 5.5\10
Pippo e Gancio e l’eventissimo storico vede il ritorno (non proprio glorioso) del poco utilizzato personaggio di Gancio, del quale si continua ancora a preferire la versione di Romano Scarpa, nonostante i sforzi di Carlo Panaro di ripresentarlo in una avventura. Anche il personaggio di Pippo è un po’ sotto la media. Detto ciò, quest’ultima fatica dell’autore, illustrata da un bravo Maurizio Amendola, risulta essere una storia convincente e stabile nonostante si noti che in molti passaggi sia piuttosto semplificata e poco avvincente. Rimane, comunque, una buona prova d’autore. Voto: 7\10
A chi vogliamo dare la colpa per la malriuscita storia della serie “La Soffitta di Pippo” intitolata Il giro del mondo in 80 click? In questa storia non convincente – che tra i soli punti a favore ha i disegni di Mazzarello e un’eccessiva colorazione assai soprelevata alle altre storie del numero – il trio Ambrosio\ Gagnor\ Pavanelli tenta di riadattare il conosciuto romanzo di Jules Verne (già più volte parodiato) attraverso un marchingegno di un antenato di Pippo (Stevens Pippins) che tanto ricorda i tablet di oggi. Né il tipico stile punteggiante di Gagnor avvertito in poche vignette, né la bravura di Pavanelli sono la salvezza di questa storia nella quale la tipica mediocrità raggiunta da Ambrosio in molte delle sue storie colpisce ancora una volta. Pur utilizzando l’idea dell’ inedito ricongiungimento del trio Mickey – Goofy – Donald (se non si conta la saga di WoM), la storia precipita sin dall’inizio. Voto: 3,5\10
Ottimo andamento della serie Dove osano le papere sulla quale vorrei porre un commento generale al suo termine. Nel frattempo, questo secondo esempio si merita un alto punteggio. Voto: 8\10
Voto finale del numero: 6\10