Ah! Finalmente una bella discussione su Lavoradori, che il forum ultimamente stentava e così perlomeno c'è un po' di "brio"!

Ma sull'argomento mi soffermerò tra un poco. Dapprima vorrei dire che questo numero non mi ha colpito molto. Lo salva, non ci sarebbe quasi bisogno di dirlo, la storia di apertura che però anch'essa mi è piaciuta solo fino a un certo punto, premettendo che io il romanzo di Kerouac non l'ho neanche letto e che quindi sono indicato ancora meno del solito nel dare un
giudizio oggettivo. E infatti, come sempre, quella che sto per scrivere è una opinabilissima posizione personale

Il tema portante della storia, cioè la meraviglia del viaggiare, è bellissimo. Io stesso amo moltissimo vedere posti nuovi e conoscere gente nuova (anche se non mi definirei proprio un tipo avventuroso), e quindi ho apprezzato in modo particolare la scelta di rendere il viaggio l'assoluto protagonista della vicenda.
Interessante il punto di partenza con un Topolino che, come molti ragazzi d'oggi, è talmente sicuro di sè e tronfio da considerare già un capolavoro un noiosissimo (e originale, a giudicare dal titolo XD) romanzo che ha scritto. Un topolino che interpreta un ruolo che a mio avviso non gli si addice, andando a ingigantire i difetti che di solito gli vengono attribuiti (un rompiballe borghesotto, per intenderci, anche se non per molto). Anche Pippo esce un po' dalla normale caratterizzazione per interpretare un
viaggiatore (guai a confondersi con turista) temerario e intraprendente, completamente fuori dagli schemi (e in questo assomiglia a Pippo nostro) che trascina l'indolente e sedentario Topolino nell'avventura del viaggio.
Quel che non mi è piaciuto molto è la trama della storia in sè, il filo conduttore che da vita al viaggio di Topolino, in primis, che non ho trovato eccezionale, e poi la sequela di avvenimenti che accadono ai due protagonisti. Episodi isolati (come può avvenire in un lungo viaggio) che mi son rimasti impressi solo per la frase/tormentone di Pippo (espediente di cui vitaliano fa uso non di rado) e per gli straordinari paesaggi di Paolo Mottura:
Una gran quadrupla!Il disegnatore piemontese mi è sembrato particolarmente ispirato, nel disegnare questa storia, facendo anche un largo uso del tratteggio.
Molto tratteggio. Qui il volto di Topolino è solo suggeritoIn definitiva
Topolino e Pippo on the road mi è sembrata una buona storia ma che manca di qualche guizzo capace di renderla una storia memorabile.
Da ingegnere energetico, poi, ho apprezzato anche molto l'idea della serie di storie che parli dell'utilizzo razionale dell'energia. E sebbene
il pannello solare sia una storia che ha il merito di parlare del solare a concentrazione, campo di ricerca che, al contrario del fotovoltaico, sembra essere molto promettente in termini di efficienza, devo dire che la storia invece non mi è sembrata particolarmente riuscita.
E veniamo al nodo del contendere: Alberto Lavoradori. Trovo che ci sia sempre troppo bianco e troppo nero quando si parla di questo artista, che certamente si fa notare.
Non mi è piaciuta in questo caso la scelta di ritrarre spesso i bassotti di profilo, che mi ha dato in alcune vignette una impressione di arte egizia.
Per Horus!Fatto compensato allo stesso tempo dalla presenza di vignette dalla prospettiva ardita e altamente spettacolari, come questa:
Argh! Spostamose che ce viene addosso!Per il resto sottolineo la genialità delle due strip di Enrico Faccini e di quella totalmente nonsense di Donald Soffritti che mi han strappato una gustosa risata!