Inaspettatamente, la storia di punta del numero delude abbastanza le mie aspettative, mentre il resto del numero s dimostra leggermente più interessante della media recente (ma, essendo questa piuttosto bassa, il risultato è solo relativamente positivo).
La grande corsa contro il tempo, nel suo primo episodio, non centra l'obiettivo. Il pretesto di partenza non risulta convincente, il "fattore scatenante" della storia non è approfondito come dovrebbe e tutto porta al bisogno di gareggiare in una gara automobilistica "perché sì". Il folletto promotore della corsa sarebbe anche un personaggetto interessante, ma viene caratterizzato troppo velocemente e lascia un po' perplessi.
Anche l'idea della corsa in sé,che riunisce buoni e cattivi del cast paperopolese, non mi sconfinfera più di tanto, ricordando anche a me - come ad altri - il presupposto di Raceworld, storia dagli esiti non certo felici. Comunque in Bruno Enna io ho fiducia, quindi aspetto curioso di vedere gli sviluppi del progetto, anche perché in questo primo capitolo la qualità di scrittura dello sceneggiatore non manca di emergere negli scoppiettanti dialoghi imbastiti, soprattutto nelle frasi di Paperone, splendido esempio di espressioni vivaci e credibili, rese benissimo dal sempre bravo Alessandro Perina.
Topolino e le cene con mistero è una storia simpatica e solida, che mette insieme in modo intelligente la variante disneyana delle cene con delitto e l'acume investigativo di Topolino, che in un contesto del genere rovina la festa a tutti i partecipanti. Lo spunto è interessante e viene sviluppato con garbo da Giulio D'Antona, perlomeno fino al finale che appare invece piuttosto moscio. Molto buoni i disegni di Alessia Martusciello, che rende in modo efficace le reazioni di Topolino e Minni.
Ho apprezzato la gag del distributore di bibite nel deserto, imbastita da Zemelo in Indiana Pipps e la sete nel deserto, mentre ho trovato nell'avventura di Paperino e Paperoga il punto meno coinvolgente del numero. Per finire, La leggenda del pirata canterino è una storia buona, non eccelsa e dal'impianto molto classico, ma è comunque un sana caccia al tesoro che, pur con esito già visto più volte, sa farsi seguire con interesse.
Menzione d'onore per la striscia di Enrico Faccini, che mi ha strappato una genuina risata grazie alla solita comicità dell'autore.