MD # 33 – La Scuola di Rapallo
Zio Paperone e il Trabiccolo (Bottaro): l’ultima, l’ultimissima storia del tanto rimpianto Maestro che infatti accusa la vecchiaia in alcune vignette nei quali i personaggi non sono molto accurati. Ma se non per qualche piccolo particolare, Bottaro si dimostra ancora bravissimo a tratteggiare i personaggi disneyani con il suo stile fluido e dinamico, ed è altrettanto abile a deformarli e strapazzarli come di consueto. Anche la trama è abbastanza interessante e vede un gradito ritorno sulle scene, anzi sulle tavole, di un personaggio che… ma no, non voglio rovinarvi la sorpresa nemmeno con uno spoiler. Interessante, anche se poco approfondito, i bizzarri personaggi popolanti i buchi neri, tanto desiderosi di disfarsi di ogni forma di ricchezza, cosa non esattamente inedita nell’ambito fumettistico ma vabbè. Eppoi splendidi i colori, che per quanto insoliti (basti vedere l’insolita gamma cromatica con qui è realizzato Archimede), non mancano di affascinare il lettore in un tripudio di colori, vortici misteriosi e personaggi deformati. Il grande Maestro ci ha lasciati, regalandoci però questa ultima, bellissima perla. Grazie, Luciano.
Zio Paperone e la Festa Mascherata (Studio Disney [soggetto]/Chendi/Bottaro): non ho mai gradito particolarmente le storie dello Studio Disney e questa non fa eccezione. Una storiellina anonima, non particolarmente eclatante, impreziosita da qualche piccola trovata di Chendi (la Stanza del No) e dai disegni di Bottaro, dinamico e particolareggiato che sbizzarrisce la sua vena comica nell’accozzaglia di costumi differenti della festa.
Le Miniere di Re… Paperone (Chendi/Bottaro): la villeggiatura, tematica tanto cara ai Disney Italiani degli anni ’50 e ’60 (Martina su tutti) è lo spunto di questa avventura, bellissima dimostrazione dell’abilità di Chendi anche nella sua prima storia in casa Disney. Certo, per un lettore “veterano” risulta un po’ prevedibile, ma non per questo meno bella; scorrevoli ed efficaci i dialoghi, simpatiche le gag, ben caratterizzati i personaggi, curate le ambientazioni. Irriconoscibili i disegni di Bottaro,con qualche vaga ispirazione barksiana. Ma dopotutto, è la sua sesta storia e l’artista ha già dimostrato la sua forte personalità, discostandosi dagli stilemi altaliaferriani imposti all’epoca.
Topolino e la “Banda Ombra” (Studio Disney/ Milazzo/Rebuffi [chine]): stesso discorso che per Zio Paperone e la Festa Mascherata; la storia è un giallo poco ispirato, un mix tra le avventure del west di Paul Murry con una spruzzatina di Gottfrerson. Particolareggiati i disegni di Milazzo, anche se molto influenzati dagli inchiostri di Rebuffi.
Zio Paperone e la Melodia Misteriosa (Scala): storia di stampo fiabesco, molto congeniale a Scala (basti vedere la serie di Paper-Alì), unita alle tematiche marinare classiche che prevedono misteriose sparizioni, relitti affondati, tesori sommersi e popolazioni sconosciute. Pur trovando il personaggio di Acciuga piuttosto antipatico, qui Scala lo gestisce al meglio, al contrario di Paperino, utile solo per qualche gag. Belli puoi i disegni accurati e meticolosi che si esprimono al massimo in alcune tavole spettacolari (soprattutto quella d’apertura e la sestupla mozzafiato di p. 132).
Zio Paperone e la Stella di Burbank (Sudio Disney/Rebuffi): ancora Studio Disney?!? Ma basta! Insomma, siamo italiani, abbiamo una produzione nostrana vastissima e con perle assai più interessanti di queste storie, magari non ristampate da anni e insistono a propinarci gli Studi americani?!? Bah. Storiella carina, certo, un buon riempitivo ma niente di più. Graditi i disegni sintetici, particolareggiati e dinamici, soprattutto quelli ricreanti la simpatica Genoveffa.
Topolino e il Ritorno dello Struzzo Oscar (Chendi/Uggetti/Colantuoni[chine]): il ritorno nella simpatica bestiola ideata da Gottfredson & soci nei lontani anni trenta. Beh, certo, in confronto all’originale questa ci fa una magra figura, ma come storia a sé stante è un ottima avventura breve (in questo caso non mi va di usare il termine di “riempitivo”), con gag carine, anche se in alcuni casi troppo simili a quelle della magnifica Topolino e lo Struzzo Oscar. Ritorna ancora una volta il meschino e fraudolento Tony Dinero (personaggio IMHO affascinante e dotato di una grande carica comica, peccato non sia riuscito a conquistare le simpatie dei lettori e a ritagliarsi uno spazio fisso nell’universo dei Topi) che ha nuovamente la peggio sull’astuto Topolino. I disegni non sono fantastici (e infatti la Uggetti non è mai stata un' eccelso disegnatrice), ma riesce a fasi apprezzare in questa sede grazie ai molteplici influssi gottfredsoniani (come l’adorabile sorriso obliquo di Minni).
Articoli sempre interessanti e ben realizzati, con una tavola-strip inedita, disegni inconsueti (mi sono piaciute tantissimo i disegni di Milazzo per I love Paperino!), un intero paginone in memoria di Luciano (poteva anche essere messo prima, però), un toccante editoriale della Muci (!) e ovviamente la foto di gruppo della delegazione del Papersera a Reggio (Grrodon, che sguardo truce!), della statuetta e del libro Un Gioviale Omaggio, cui molti di noi hanno contribuito.
Insomma, questo mare di parole per dire: ottimo numero, consigliato a tutti!