Inizia la fase adattamenti. Ed è una fase indecente, già il campo dell'adattamento cinematografico è spinoso di per sé, se lo facciamo fare ai dilettanti e agli incapaci, e se gli diamo da adattare film che di per sé sono parecchio riusciti non possiamo che avere sterco di vacca acida con l'ulcera alla coscia. Sì, mi riferisco al manga di Monsters & Co, un insulto al comune compratore. Mi chiedo se a Cordara non rimorda un pelettino la coscienza ad avermi fatto profumatamente pagare una cosa del genere, e probabilmente un po' sì, visto che l'ha prontamente accoppiato con l'adattamento di Lilo & Stitch, stavolta riuscito meglio e disegnato fedelmente. Humor nero a parte, mi chiedo chi sia questa Hiromi Yamafuji (visto che manca persino la consueta biografia), e se per caso sono davvero andati a pescarla tra i banchi di scuola e perdipiù in occidente, dove ci sono le bambinette incapaci che disegnano in stile forzatamente manga per mascherare il fatto di non averne uno proprio. Sulley e Mike sono trasfigurati in pupazzetti che non hanno niente a che vedere con gli originali, senza alcuna cura e con una gamma di espressioni da torcibudella. Ovviamente ogni traccia di caratterizzazione humor, in cui alla Pixar sono maestri, viene qui bellamente persa per sfoderare invece espressioni assolutamente out of character. E la cosa peggiore è che, pur nell'infedeltà, non c'è traccia di un briciolo di qualità: pose sballate, tratto incerto, ambienti scarni fatti col righello. Bella porcheria. Un po' meglio la sceneggiatura, ma anche quella ha le sue belle magagne visto che taglia l'inizio e persino tutta la parte con lo Yeti. Che ragione di essere potrà mai avere un prodotto simile? Mi sto addirittura ricredendo sul fatto che sia opportuno che questo materiale faccia capolino dalle nostre parti.
Quanto a Lilo & Stitch, come dicevo sopra, è meglio, decisamente meglio. Pur avendo una sceneggiatura compressa al massimo che impedisce di capire bene alcuni passaggi della trama, presenta quantomeno dei disegni buoni. Solo Lilo e Nani vengono ridisegnate con un altro stile, peraltro non terribile a vedersi (anche se probabilmente il giudizio è alterato dalla precedente lettura) e piuttosto carino, mentre Stitch, Jumba e gli altri alieni sono i personaggi che conosciamo. Stitch in particolare è disegnato benissimo, tanto da ricordarmi la fedeltà al modello che Shiro Amano aveva sfoderato in Kingdom Heart. Un plauso consolatorio quindi per Sanami Suzuki.