Recensione Topolino Super De Luxe Edition 12 - Angus Tales e Trip’s Strip - Storie brevi dal mondo di PK
Uno dei fiori all’occhiello della testata
PKNA – Paperinik New Adventures erano le storie brevi. Non sempre per i soggetti, ma per le
sperimentazioni grafiche e narrative che prendevano possesso di otto tavole e travolgevano il lettore con nuove idee.
La prima ad uscire fu
Angus Tales, dedicata al cinico e scorretto cronista Angus Fangus, che in origine si sarebbe dovuto chiamare Owen McMurduck. L’autrice
Paola Mulazzi scrive il primo episodio della serie, una sorta di pilota. Compare già tutto:
i colori seppiati, gli sfondi appena accennati, un tono noir ma non troppo, la voce narrante del protagonista, il mondo torbido del giornalismo investigativo.
La prima storia ha anche un certo sapore malinconico, non più replicato con l’arrivo ai testi di
Tito Faraci. Le storie diventano irresistibilmente comiche, con un Angus ben deciso a portare a casa il risultato, nonostante il palesarsi di situazioni al limite del grottesco. Qui compare l’eterno tormentone di
Baldo l’Allegro Castoro, ma soprattutto la presenza di una sequenza geniale: parliamo di
Rumori di fondo, in cui vignette mute portano il lettore a replicare le movenze dei personaggi. Questo notevole valore aggiunto è dato da
Silvia Ziche, cui bastano pochi tratti di matita per rendere chiare le emozioni dei protagonisti.
Il ballo di Angus Più ordinata dal punto di vista produttivo risulta
Trip’s Strip, con Ziche ai disegni e
Bruno Enna ai testi. Si tratta di una serie ancora più geniale: l’idea è di rappresentare i fumetti che Trip, il figlio del Razziatore, realizza in un intermezzo di
PKNA 34. Lo sfondo è un classico foglio a quadretti, compaiono tantissimi segni di matita colorata, moltissimi oggetti o edifici appaiono appena accennati, il tutto per dare veridicità all’operazione. Enna poi realizza delle
trame decisamente beffarde, in cui il bambino appare insicuro e complessato, travolto da una lunga serie di fisime e paranoie. Lo scrittore sardo ha affermato di essersi ispirato alla geniale striscia
Calvin and Hobbes di Bill Watterson, e non si tratta di un paragone azzardato. Ad aggiungere agilità alle vicende compare la
dida, ovvero la didascalia, con la quale Trip parla.
Si tratta, in sintesi, di
ottimo materiale a fumetti: divertente, spigliato, credibile. Peccato però che l’edizione sia un po’ eccessiva ed estemporanea per queste storie. La
Super De Luxe ha un formato enorme e di non semplice maneggiabilità. I contenuti speciali sono risicati, a parte tre interventi degli sceneggiatori. Bella la copertina inedita. Il voto complessivo considera questa edizione un po’ esagerata: fosse stata in
Limited De Luxe, magari includendo in futuro le altre serie di brevi di
PKNA, sarebbe stata un’operazione molto intrigante. Così, invece, appare un volume un po’ pretenzioso e dal pubblico molto ristretto.
Voto del recensore:
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