
E alla fine, la triste ora è scoccata.
Perchè si può star tanto a dire e discutere che Zio Paperone ormai era alla frutta, non aveva più niente da pubblicare, la sua esistenza non era giustificata e via dicendo. Tutte cose vere, il più delle volte. Ma di certo la fine di questa testata non può lasciare comunque indifferente l'appassionato di fumetti Disney, e anche di fumetto in generale. Perchè ultimamente hanno chiuso tante testate Disney, ma nessuna era nemmeno lontanamente importante quanto ZP.
Perlomeno non hanno chiuso solo con una nota di addio a inizio albo come PK, Imperdibili o altro - che pure c'è anche qua - ma hanno dedicato tutto il numero al commiato.
Vediamo nel dettaglio.
Copertina. Da tempo Marco Rota non fa più le copertine di un tempo, a mio parere. Forse stavolta era meglio fare le cose in grande e eliminare la tradizione della copertina dedicata a una storia contenuta e farne una da commiato, una di addio con un bel Paperone insieme ad altri Paperi. Una stile n. 213. Ma vabbè. Ho visto comunque di peggio. Il soggetto è tratto dalla prima storia del numero, vede Paperino legato ad una sedia con Paperina che lo obbliga a mangiare e Paperetta Yè Yè che sbircia dietro alla cortina di fumo.
Editoriale. Gli editoriali di addio alla chisura di una testata hanno sempre saputo di posticcio. Questo no. Sarà per le parole che ripercorrono velocemente la storia del mensile, sarà per la spiegazione pura e semplice del perchè si chiude, sarà per le foto di Boschi, Becattini, Cannatella (non la immaginavo per niente così), Rota e Ceresa in fondo, come se fossero di famiglia con lettore, ma di certo mi ha quasi commosso.
Zio Paperone, 20 anni (e mezzo) dopo [articolo]. Boschi apre il numero con un articolo che ripercorre in una facciata la storia di Zio Paperone (bellissimo rivedere la copertina del numero 70), e poi fa una spiegazione d'insieme per tutte le storie presenti nel numero, spiegando che sono state scelte come ideale "consuntivo" di quello che ZP ha sempre offerto come tipologie di storie e autori.
Paperetta Yè Yè e il ricettario abbuffatorio. Simpatica storia di Scarpa da autore completo (chine di Cavazzano), nata per "Topolino" e ristampata prima di oggi solo una volta. Vedere Paperetta protagonista di una storia non è così usuale, il bello è che si amalgama bene col resto del cast paperopolese, con un'irresistibile Paperone in formissima e un duo Brigitta/Filo Sganga molto divertente. Insomma, non un capolavoro, ma gradevole e simpatica. (LOL a pagina 35, quando Brigitta pensa che Filo sia scoppiato, e splendida faccia di Paperone nellultima vignetta a pag. 37)
Paperino in: un giorno della vita di un papero. Una delle storie di Barks dopo il suo pensionamento ridisegnate da Jippes. Che dire? La trama è totalmente fuori di testa, assurda quasi, con un Paperino caratterizzato in maniera strnianante quasi, con la sua smodata passione per la sua macchina da corsa. Senza contare che per ben due volte gareggia su strade di città con quella macchina!!! Be', eppure anche così lo riconosco come il nostro solito Paperino. Adoro quel papero, ha mille sfaccettature il suo carattere, possono variare sempre e resta sempre lui!
La storia risulta gradevole proprio perchè assurdamente divertente. Per i disengi...che dire? A me il tratto di Jippes piace, e tanto, quindi ho gradito questa versione (specie se confrontata con la tavola della preceente versione, pubblicata nell'articolo di Boschi).
Le ultime pin-up [articolo]. Boschi chiude il capitolo "Pin-up di Don Rosa" con cinque facciate di articolo in cui prima pensa a chiarire i riferimenti di quelle pubblicate nei numeri da 197 a 215, e poi pubblica (in dimensioni ridotte e con piccola nota che le contestualuizza) quelle che mancavano dalla pubblicazione in Italia. Inedite, dice, ma a me sembra di averle viste on web. Forse si intende inedite in Italia su carta. Chissà perchè la prima, ripubblicata in piccolo, è "allo specchio"? Di certo è quello che è stato scelto per citare Don Rosa nell'ultimo numero della testata che lo ha presentato in Italia.
Paperino e le mele d'oro. Storia recente recente, su soggetto di Barks (che fu poi scartato ai tempi), che viene presa e contruita da Geoffrey Blum e disegnata dall'ovvio Jippes, è un'altra storia molto molto gradevole, e divertente. Anche qui c'è traccia di follia, meno che nel Giorno da Papero, e la trama non è scontata. Un normale siparietto tra Donald e Daisy viene ravvivato dalla leggenda di Atalanta, dalla pantomima organizzata dal sindaco e dalle donne di Paperopoli e da Amelia, che interviene a sorpresa per dare il giusto pepe (e le giuste complicazioni) al povero Paperino. Una breve di tutto rispetto, mi è piaciuta, si è fatta leggere bene.
Paperino, Paperoga e il gatto da riporto . Non poteva mancare una storia di Kinney/Hubbard con Paperoga e Malachia, in quest'ultimo numero. Divertente come al solito, ho anche scoperto da dove un utente del Papersera ha preso la sua firma (nello scambio di battute della prima pagina tra Paperino e Paperoga).
Zio Paperone dalla A alla Z [articolo]. Il contributo di Beccatini al giornale si concentra in questa "enciclopedia" dello scibile paperoniano. Niente di particlare, in effetti, se non un paio di curiosità o cose poco note perchè prese magari da una singola storia probabilmente apparsa su ZP in passato.
Zio Paperone e gli striduloni. Hans/Avenelli con disegni di Daniel Branca, per una storia un po' inverosimile e affrettata per il tema che propone, comunque scontatello. Dimenticabile, finale floscio. Nemmeno i disengi sembrano quelli di un Branca in forma...boh!
Disegno. Un bel disegno a tutta pagina realizzato da Cesar Ferioli apposta per i lettori di ZP e per l'ultimo numero di questa testata: raffigura infatti un Paperone stanco, seduto su una pila di ZP. Probabilmente arrivatoci grazie e Bacattini, come sempre con queste opere autografate di autori esteri.
Retrocopertina. Altro bel dipinto a olio di Rota, stavolta dedicato all' Arrosto della salvezza, secondo episodio con Mc Paperin.
Che dire? A parte l'ultima storia e l'articolo dalla A alla Z, un numero di tutto rispetto, la fine di un'era. Bella è stata l'idea di non limitarsi all'editoriale di inizio numero per dare l'addio ma ricordarlo in tutti gli articoli. E bello che le storie e i contenuti cmprendano Barks, Jippes, Don Rosa, Scarpa, Kinney/Hubbard, cioè un menù classico di quello che ha proposto ZP nel corso degli anni. Inoltre le pin-up Donrosiane non solo hanno citato Don Rosa ma anche un sacco di storie sue e di Barks che hanno popolato le pagine di questa testata davvero storica.
Io non ero un assiduo lettore di ZP, ho iniziato ad appassionarmici tardi, e possiedo un po' di numeri tra le ristampe dei primi, qualche Raccolta ZP e negli ultimi anni alcuni numeri che trovavo in edicola (all'inizio nessuna mia edicola lo riceveva). Ma ciononostante sono molto affezionato alla rivista e ai curatori, che hanno dato vita poi ai Maestri Disney e a tanti volumi one shot con storie preziose e commentate a puntino. Grazie quindi a Lidia Cannatella, Luca Boschi e Alberto Becattini, fulcro del team di Zio Paperone e di altre testate dalla stessa atmosfera.
In attesa di una futura nuova testata per collezionisti, come scritto nell'editoriale, godiamoci la cronologica di Barks col Corriere.