Per un elenco delle citazioni presenti nell'opera, scorri le pagine indietro, mi pare dalla 15-16 in poi.
Già lurkate un paio d'anni fa (se non tre); proprio da lì mi ero reso conto di quanto, in un certo senso, per capire PKNA mi mancassero proprio le basi...
Tornando a parlare delle storie, rileggendo "La notte più buia" l'ho trovata davvero un gioiellino. E dire che le prime due sceneggiature di Gianfranco Cordara, "Spore" e "Le sorgenti della luna", mi erano sembrate a dir poco pessime; non credo per incapacità dell'autore, dato che all'epoca scriveva belle storie per il Topo, se non vado errato; tuttavia, la volontà di sperimentare, a mio avviso, le rendeva eccessivamente frammentarie, senza dialoghi significativamente umoristici, penalizzate inoltre dal non avere una trama con veri e propri colpi di scena.
Qui, invece, non so se per una normalizzazione dell'autore (i dialoghi suonano in effetti più spigliati e con buoni scambi di battute) o per una definitiva messa a punto della sua innovativa regia, tutto funziona a puntino: bello il personaggio di Marjory, ben costruito il rapporto fra Uno e Paperinik (al riguardo ho trovato deliziosa la scena del centro commerciale: quando, nelle prime due serie di PK, gli autori andavano sul quotidiano, facevano sempre centro), splendida la caratterizzazione di Camera 9, personaggio fondamentale della serie, ma molto sottoutilizzato, qui al suo massimo storico ("Manutenzione straordinaria" non mi faceva esattamente impazzire... vedrò alla rilettura). Anche le scene con la famiglia di Marjory, a proposito del già citato quotidiano, funzionano egregiamente. Per non parlare del finale molto... malincomico, direi con un neologismo.
In sintesi, "La notte più buia" non è certo un caposaldo della saga pikappica, ma uno di quegli episodi medi che ti ricordano perché ami la serie: ci sono gli sconvolgimenti spazio-temporali, gli evroniani, blablabla... ma c'è anche altro. C'è un papero che, come tutti noi, cerca regali di Natale per il suo migliore amico; c'è una ragazza che non è una supereroina, ma è coraggiosa e sa farsi valere. Mi è piaciuta di più di "Urk", la cui rilettura mi ha lasciato ancora più freddo della prima volta, complice una trama non perfetta e un battutismo esasperato e anche un po' vuoto che da un ottimo autore come Artibani non ti aspetti.
I disegni di Guerrini ripetono i fasti di "Terremoto": spettacolare la doppia tavola con l'arrivo degli elicotteri. Lyla, che pure non è il suo forte, in un paio di primi piani è molto carina, in modo diverso dal modello sciarroniano.
Alla fine, scusatemi, ma vorrei dedicare una lacrimetta alla prima compagna di Horny la pulce d'acqua...
