
Aperto in contemporanea il
girone preliminare G
Avete
[size=12]DUE[/size] opzioni di scelta a disposizione e
[size=12]SETTE[/size] giorni per decidere; le storie che passeranno il turno saranno solo
due.
* PAPERINO E IL RITORNO DI REGINELLA (1974): Gli eventi precipitosi della prima avventura con la sovrana di Pacificus qui sono sostituiti dall’architettura a contemplative “bolle temporali” per l’idillio fra lei e Paperino, ricco di sorrisi e musica. Il peggio avviene all’esterno, col popolo di Pacificus che rischia di venire distrutto se non lascia il pianeta Terra in tempo. Le macchine non vogliono saperne di partire senza la sovrana:
“Sono più sagge di voi”, dice lo sfortunato cittadino che ha compiuto pochi passi nell’atmosfera terrestre ed è invecchiato di botto,
“lo so perché sono diventato vecchio e saggio in pochissimo tempo”.
“Perché sono nata regina?!” si dispera Reginella e lascia Paperino addormentato per raggiungere l’astronave in partenza. La lettera che lascia a Paperino si apre a un tema portante del resto della saga: il destino che divide sempre e comunque i due amanti. Cavazzano è già quasi techno e ci delizia perfino con la primissima parte della storia in cui Paperino, dopo l’Avventura sottomarina, è tornato nel mondo di tutti i giorni con Anacleto Mitraglia che organizza dispetti e il gatto randagio Amilcare che dorme o scappa a seconda di cosa il barometro annuncia nel rapporto tra Anacleto e Paperino.
* PAPERON DE’ PAPERONI VISIR DI PAPATOA (1962): Difficile, per i ricchi paperopolesi, pagare fior di tasse quando il Giudice Gufo prova un piacere sadico nel fare il rendiconto di tutte le loro entrate. Lo Zione quindi si fa nominare Visir in un’isoletta nel Pacifico. Anche lì l’avidità lo metterà nei guai, e come se non bastasse ci sono i soliti Bassotti… Unica storia di Cimino da lui scritta e anche… inchiostrata, per le matite di Scarpa.
* ZIO PAPERONE E IL RAGGIO SFALDATORE (2005): I Bassotti in una lontana scuola di riabilitazione gestita da saggi. Questi ultimi (i Tritonghi), però, ricorrono a punizioni piuttosto leggere: minestrone freddo, salto della cena. Ma i Bassotti sono i più testardi tra i numerosi detenuti da riabilitare. Usciti dalla scuola, infatti, grazie a un potente raggio sfalderanno le pareti del Deposito di Paperone come si sbuccia una banana.
PAPERINO, PAPEROGA E LA PENTOLA BUGIARDA (2001): Vinto un viaggio in Europa grazie al concorso indetto da una ditta di caramelle, in Inghilterra Paperino e Paperoga incontrano un anziano viandante con cane al seguito… ma forse si tratta di due spettri! Il viandante racconta loro quella che probabilmente non è una leggenda: di una pentola opportunamente tarata secoli prima dal Mago Merlino per indebolire gli avversari di Re Artù ai tornei. Il cibo cucinato in questa pentola “bugiarda” diventerebbe del cibo non-cibo assolutamente de-nutriente per chi lo ingerisce. Paperino e Paperoga torneranno in Inghilterra a spese di Zio Paperone il quale vuole rintracciata la magica pentola. Il finale non è a sorpresa, ma resta il fascino del viaggio europeo con le sue suggestioni e le sue leggende.
NONNA PAPERA E I RACCONTI ATTORNO AL FUOCO: MARTIN IL MARINAIO E LE PERLE NERE DEL PACIFICO (1990): Questa volta i temi sono: l’amore scanzonato e l’amore profondo, il tempo che scorre portando modifiche a corpo e cuore, l’avvicinarsi del destino, la morte di amici e familiari. È stata notata, da qualche commentatore, la volontà di Cimino di dar vita a una serie di personaggi semplici ma con un’idea precisa di onestà, in grado di trasmetter qualcosa alle generazioni future in opposizione all’agire animalesco e incattivito di altri personaggi come i pirati Cicimbalini (che saltano in aria con la loro nave). Forse un po’ sopravvalutato il modo in cui Cimino accenna alla morte in questa storia: non è la prima volta che Cimino ricorre a certe perifrasi e lo ha fatto in maniera anche più fantasiosa e suggestiva, inoltre in questo caso non sono sicuro ci fosse un motivo per essere così indiretto e vagamente poetico (un languore “a tavolino” come l’ultimo Corto Maltese di Hugo Pratt, insomma: è questa l’impressione).
ZIO PAPERONE E L’ORO… SUPERIORE (2000): Zio Paperone ha la fissa dell’oro più puro e prezioso possibile, appunto superiore. Sembra che un oro del genere, indenne alle oscillazioni del mercato, si trovi all’interno di una strana montagna, custodito da statue colte nell’atto di correre. In realtà i Paperi incappano in uno strano popolo: per raggiungere la condizione massima di felicità e ricchezza del mondo intero, Paperone deve sottostare – come tutti gli altri membri del popolo – a prove di forza soprattutto in ambito mangereccio. Chi alla mensa ordina “il peggio” ottiene il meglio che l’arte culinaria possa servire, chi ordina “il meglio” si ciberà con piatti striminziti. Paperino, Qui Quo Qua e Battista ordinano ogni giorno “il meglio”, Paperone soffre e ordina costantemente “il peggio” nella speranza di guadagnare l’agognato grado superiore. Ma ci sarà la fregatura, e a salvare tutti penserà l’irruenza del robot Camillino. Diverse espressioni dei Paperi cozzano coi relativi dialoghi: è probabile una revisione verbale dalle fondamenta ad opera di Stefano Ambrosio o di chi ne fa le veci, come sarà per l’allarmante caso di
Zio Paperone e l’oro del governatore/conquistatore (2003), anch’essa disegnata da Chierchini.
* teste di serie