Letto questo
best of.
E la lettura ha soddisfatto pienamente le mie aspettative

La particolare comicità di quel periodo disneyano a fine anni '90 l'adoravo e ho continuato ad adorarla, sia in alcune sceneggiature particolarmente ispirate di Faraci, Artibani ed Enna sia nelle rubriche (tanto su
PKNA quanto sul
Topo), ciononostante non acquistai mai
Ridi Topolino, leggendone a scrocco solo un paio di numeri qualche anno dopo.
Questo albetto rappresentava quindi per me un'occasione imperdibile.
Plaudo innanzitutto alla scelta di riproporre tutte le storie inedite create per la testata da
Tito Faraci (all'epoca all'apice della sua verve comica) e
Giuseppe Ferrario, perché le ritengo dei gioiellini di umorismo dissacrante raro da trovare in maniera così esplicita, tanto all'epoca quanto oggi.
Giusto
Un cuore d'oro e
Colpo grasso si presentano come le meno riuscite, ma tutte le altre riescono a far divertire sfruttando tormentoni, svolte paradossali e un'ironia spesso dissacrante nei confronti dei personaggi. Non solo con Paperoga e Manetta, veri emblemi della "stupidità" di questo tipo di umorismo e non a caso protagonisti perfetti di alcune delle storie più spassose (
Nervoniani,
Miseria e povertà,
La sfida galattica,
Occhio alla penna,
Manetta contro l'Uomo Lupo e
Una vacanza in giallo, questa particolarmente gustosa), ma anche nei confronti di alcuni personaggi principali. Emblematica in tal senso è
Topolino e i misteriosi contrabbandieri, un attacco diretto e senza mezzi termini a un certo tipo di storie gialle con Mickey protagonista, additando tutti le dinamiche ormai stanche che imperversavano e mettendo un disilluso Paperino al centro, nei panni di "sostituto Topolino".
Se in
Ridi Paperoga si avrà il coraggio di prendere in giro così sagacemente non solo i personaggi ma anche alcuni dei cliché che rimangono attualmente nelle storie, il giornale avrà una marcia in più non indifferente.
Divertenti anche i disegnini di
Marco Bolla in fondo alle tavole (deliranti e ipnotiche) e le illustrazioni a tutta pagina, al netto di qualcuna meno azzeccata, ma ancora più significativi i tre esempi di rubrica: l'oroscopo assurdo, la sfida tra Topolino e il nano di gesso e l'ironia sugli stereotipi del film horror offrono uno spaccato dei contenuti ben poco seri del giornale e del loro stile espositivo.
Carina l'introduzione di
Sio, che testimonia secondo il suo peculiare stile narrative il motivo per cui
Ridi Topolino è stato tanto importante per lui, e interessanti la prefazione e la postfazione di Faraci, che raccontano un po' origini e storia della testata.
Un volumetto a mio avviso completo e ben fatto, che fa da ottimo apripista alla nuova rivista demenziale
