Torno sul forum e scopro di essermi perso un sondaggio del genere. E, oltretutto, mi trovo davanti una delle scelte più ardue in cui ci si può imbattere nell'ambito dell'animazione Disney. Insomma, stiamo parlando dei due capolavori di due età d'oro dei WDAS, il che vale a dire che sono tra i migliori prodotti mai usciti da qualsiasi studio d'animazione del mondo.
Il cuore mi dice di votare per Il Re Leone, ma il cervello mi dice di fermarmi un attimo. Perché stabilire quale sia il miglior Classico Disney non significa dare retta solo ed esclusivamente ai propri gusti personali (che, spesso, sono influenzati da altri fattori, quali la nostalgia, i ricordi legati alla visione, ecc.) ma riuscire ad equilibrare il giudizio cercando di portare la questione su un piano un po' più oggettivo.
Il Re Leone è uno dei più grandiosi progetti mai portati a termine, secondo solo a quell'opera d'arte su pellicola che è stata Fantasia, ed è, senza ombra di dubbio, il film più potente ed epico mai realizzato nella storia dell'animazione. Ogni cosa sembra funzionare alla perfezione: trama, sceneggiatura, recitazione dei personaggi, colori, colonna sonora, canzoni. Se dovessi trovare un corrispettivo a fumetti, sarebbe sicuramente la Saga di Don Rosa. Ma, come la Saga, è un prodotto perfetto per l'epoca in cui è uscito: tanti aspetti del film risentono, loro malgrado, di una certa cultura pop anni '90 e, in fondo, la stessa storia di Simba rappresenta il vertice di quel climax nella narrazione disneyana iniziato cinque anni prima con La Sirenetta, punto di avvio di un nuovo modo di intendere l'animazione, più fresco, attuale e introspettivo di quanto non fosse prima. Ed è, appunto, in questo contesto che si inserisce quel blockbuster che è Il Re Leone, che rimane pur sempre figlio della sua epoca, seppur d'oro.
Biancaneve parrebbe sfigurare a confronto. Stiamo parlando di una vicenda assai più minimalista, in cui buona parte dello screen-time è affidato ai Nani, che altro non sono se non il punto di arrivo dell'evoluzione di quei funny animals comparsi per tutti gli anni '30 nelle Silly Symphonies e che per quasi tutto il tempo non fanno altro che divertire lo spettatore a suon di buffe gag. E poi c'è la protagonista, un personaggio assolutamente piatto e talmente tendente alla leziosaggine e al buonismo che si preferì tagliare una scena in cui, dopo esser stata quasi uccisa dal cacciatore e costretta a vagare da sola e impaurita nel bosco, perdonava la Regina nella sua preghierina della buonanotte. Senza contare che Someday My Prince Will Come non è certo The Circle of Life. Tuttavia, è praticamente impossibile trovare un vero e proprio difetto nel film, e questo perchè Biancaneve e i Sette Nani è una pellicola pressocché perfetta. Certo, i personaggi, come appena detto, sono caratterizzati in maniera piuttosto superficiale rispetto a Simba & Co., ma è un elemento da imputare perlopiù agli stilemi cinematografici dell'epoca, ben lontani dai gusti del pubblico anni '90, desideroso di immedesimarsi in figure più tragiche e intimiste. E anche la musica segue le stesse regole: non deve fungere da contorno a vicende e scenari da kolossal, ma, semplicemente, intrattenere lo spettatore nelle sequenze dove il parlato non funzionerebbe altrettanto bene. La narrazione, poi, è assolutamente impeccabile. I ritmi narrativi sono praticamente perfetti, senza alcuna sbavatura, senza alcun momento morto, capaci di catturare l'attenzione del pubblico per tutta la durata della pellicola, senza mai annoiarlo. Perché ciò che funziona in Biancaneve non sono i singoli elementi ma il loro insieme, andando a costituire una messinscena in cui ogni tassello va al suo posto, donando al film una freschezza tale da renderlo ancora perfettamente fruibile e godibile ad ottant'anni di distanza dalla sua uscita. Come dimostra il fatto che possa assolutamente reggere il confronto, se non vincerlo, con la migliore pellicola degli ultimi decenni.
Il mio voto, quindi, non può che andare alla "Follia di Walt".