A me ha sempre spaventata..sembrerà una sciocchezza ma io per anni non riuscivo a finire la VHS perchè avevo paura di quella scena..per me Fantasia finiva con il coccodrillo e l'ippopotamo..poi spegnevo perchè la scena del diavolo mi faceva proprio paura 
Lo stesso vale per me. Solo che anche la Sagra della Primavera mi impauriva un po' e, quindi, la saltavo e passavo direttamente alla Pastorale e alla Danza delle Ore, dopodiché spegnevo il videoregistratore

Amarcord a parte, il mio voto va a
Fantasia.
Mi pare, comunque, che tutta la diatriba di queste pagine si debba soprattutto a due modi di approcciarsi all'animazione disneyana e, più in generale, al cinema.
C'è quello spontaneo e disimpegnato, per cui ci si vuole semplicemente godere un bel (e buon) film, senza farsi tanti problemi e lasciandosi guidare unicamente dai propri gusti. E poi c'è quello più critico e approfondito, per cui si analizza ciò che si ha davanti, cercando di valutarlo nella maniera più oggettiva possibile e inserendolo in un suo contesto storico, produttivo e artistico.
Nessuno dei due approcci è sbagliato, tuttavia, entrambi possono portare a posizioni radicali: da una parte, si può arrivare a negare i difetti o a riconoscere i meriti di un'opera basandosi solo sui propri gusti personali, perdendo del tutto di vista qualsiasi criterio di giudizio che abbia un briciolo di oggettività; d'altronde, guardare un film avendo riguardo solo del mero aspetto tecnico e delle sue qualità artistiche, può far perdere quella soggettività necessaria a godere di un'opera, facendola ritenere superiore ad altre solo perché valutata, da sé stessi o dagli altri, di maggiore valore sula carta ma, magari, incapace di coinvolgerci davvero e di risultare realmente bella ai nostri occhi. Ma nessuno, qui, mi pare abbia raggiunto questi estremi.
D'altronde, entrambe le posizioni sono assolutamente compatibili con lo spirito dell'animazione disneyana.
Certo, si tratta di una vera e propria forma d'arte che, specialmente quando Walt era in vita, ha raggiunto picchi altissimi, culminati proprio con
Fantasia, ma non dobbiamo dimenticarci che il pubblico di riferimento è sempre stato quello generalista. In Disney non si è mai pensato di realizzare qualcosa che potesse piacere ad élite ristrette e, difatti, alcuni dei loro migliori lavori si sono rivelati fiaschi al botteghino. Quello che hanno sempre fatto è tentare di proporre prodotti di alta qualità che potessero andare bene un po' per tutti e che, dunque, risultassero fruibili per la massa. Ma il Capolavoro artistico, qua e là, ci è scappato. E ci è scappato perché le anime in Disney sono sempre state tantissime e una produzione tanto vasta e di così lunga data non ha dato vita ad una filmografia omogenea ma, anzi, assolutamente schizofrenica, dove, accanto a roba come
Fantasia, uscivano i cortometraggi buffi di Pluto e un anno dopo
Chicken Little distribuivano il corto della Piccola Fiammiferaia.
Se lo stesso Walt Disney fosse in vita e dovesse scegliere a chi dare il proprio voto, probabilmente sarebbe ancor più combattuto di noi. Perché è vero,
Fantasia è uno dei progetti su cui Walt ha più puntato e in cui ha sottolineato maggiormente la propria concezione di "Arte dell'Animazione", ma si trattava pur sempre di un uomo dai gusti piuttosto semplici e, in fondo, Biancaneve lo dimostra: sì, ci sono elementi di altissimo valore lì dentro, ma se il centro di tutto sono i Nani - e, in special modo, Brontolo, personaggio capace di essere fonte di gag nella prima parte e, poi, simbolo del dramma della morte di Biancaneve nella commovente scena in cui lui, il più duro di tutti, versa amare lacrime - vuol dire che, prima di tutto, lo scopo del film era quello di divertire, emozionare, in una parola, intrattenere il pubblico, incorniciando il tutto con l'Arte, quella vera.
Quindi, nessuno è nel torto ed entrambe le posizioni (e le opzioni) hanno un loro perché. L'unica cosa che mi sento di consigliare (senza alcun atteggiamento di superiorità da parte mia, sia chiaro) a chi non ritiene che Fantasia possa considerarsi un classico film disneyano è quella di prendersi la filmografia di Grrodon sul Compendium (o sul Sollazzo, o sul Papersera, fate un po' voi

) e di trovare il tempo di farsi una cronologica delle opere animate Disney. Perché ci sono tanti, troppi lavori praticamente sconosciuti, specie dei primi e degli ultimi decenni di storia degli Studios, che darebbero un'idea molto più ampia e variegata di ciò che è realmente disneyano.