Allora, passiamoli un attimo in rassegna questi film "reietti".
I Robinson è figlio di un'epoca davvero confusa e turbolenta dei WDAS: concepito in animazione tradizionale, fu poi convertito in CGI all'indomani della scelta della dirigenza di terminare la produzione di pellicole in 2d. E il cambio forzato si vede tutto, l'inesperienza degli animatori è palese, gli scenari e gli sfondi sono poverissimi e i modelli dei personaggi presentano quella resa plasticosa tipica delle prime produzioni in CGI di un lustro prima. Il villain, poi, pur essendo approfondito e caratterizzato piuttosto bene, risulta poco adatto
tanto è vero che hanno dovuto inserirne un altro
mentre i membri della famiglia protagonista sono simpatici, ma veramente troppi per avere tutti un proprio spazio e una propria importanza, senza contare la regia, a tratti, un po' ingenua
la scena nel futuro con i Robinson sottomessi dalle bombette è quasi imbarazzante
Il ché è davvero un peccato, perché di spunti interessanti ce ne sono, dai viaggi nel tempo al messaggio di fondo del film, davvero atipico ma straordinario nel suo enfatizzare il valore del fallimento, specie in una società come quella di oggi, basata sul raggiungimento del successo personale e sull'essere sempre vincenti. Tuttavia, nonostante questi elementi me lo facciano apprezzare, devo dire che un po' tutto il film risulta caotico e pasticciato e, dunque, uno dei miei due voti va a lui.
Taron e la Pentola Magica è il Classico "maledetto", occultato dalla stessa Casa Madre per più di un decennio per via della sua natura e del suo flop ai botteghini, letteralmente da record. Ma, nonostante i toni, tematiche e ambientazioni cupi e i suoi protagonisti alquanto scialbi, non l'ho mai trovato un bruttissimo film. Racconta la sua storia, intrattiene ed ha un suo fascino particolare, dovuto alle atmosfere lugubri e fantasy, alla sua natura sperimentale ed al fatto di raccontare una storia con esseri umani in epoca xerox. Non è nulla di ché, certo, ma ha una sua dignità.
Musica Maestro,
Bongo e i Tre Avventurieri e
Le Avventure di Ichabod e Mr. Toad rappresentano il filone dei film ad episodi anni '40 (mancano solo la bilogia sudamericana e
Lo Scrigno delle Sette Perle), con il primo inserito nel genere delle fantasie musicali animate, assieme allo Scrigno, e gli altri due costituenti quello delle pellicole narrative.
Musica Maestro non è, ovviamente,
Fantasia ed è complessivamente inferiore rispetto al suo successore, ma è pur sempre un concentrato di grande animazione anni '40, con sequenze davvero belle, come Pierino e il Lupo o La Balena Ugoladoro. Certo, ce ne sono altre che non sono granché e, alla fin fine, è un contenitore per materiale dalla natura più disparata, ma resta pur sempre molto gradevole da guardare. Per quanto riguarda gli altri due, Bongo pecca di una prima sequenza fin troppo lunga e un po' noiosa (adattisima, invece, per un corto di una decina di minuti), ma viene salvato della seconda, assolutamente ottima e che, infatti, avrà grande successo come mediometraggio autonomo, di cui adoro anche la presenza, nella versione originale, dei pupazzi di Bergen, artefici di alcune gag davvero esilaranti. Ichabod, tuttavia, è di gran lunga superiore, costituito com'è da due sequenze tanto buone come
Il Vento fra i Salici e, soprattutto,
La Leggenda della Valle Addormentata, piccola perla dell'animazione disneyana, che riesce, in meno di mezz'ora, a raccontare per bene la sua storia, fatta di opportunisti, triangoli amorosi e scene dal sapore quasi horror e che tocca il proprio culmine con la scena notturna nel bosco. Peccato averlo conosciuto solo una decina di anni fa, perché penso che durante l'ultima infanzia lo avrei letteralmente adorato.
Chicken Little è il fratello maggiore dei Robinson, anch'esso concepito in epoca 2d e convertito, poi, in CGI. Tuttavia, nonostante sia una sorta di opera prima degli Studios con questa nuova tecnica, la resa grafica è migliore di quella del fratellino, forse anche a causa della natura animale dei suoi protagonisti. Interessante l'idea di proporre una comunità di creature antropomorfe (seguendo l'esempio di Robin Hood e anticipando di dieci anni Zootropolis) e anche il gruppetto di protagonisti non è male e dà la possibilità di offrire uno spaccato della vita scolastica da ragazzini delle medie piuttosto realistica. La scelta di discostarsi dal racconto originale, già spunto di un corto propagandistico del 1943, lascia un po' perplessi, alla luce della sostituzione della volpe Foxy Loxy con
ma ciò che rovina il film è il suo continuo tentativo di imitare le produzioni Dreamworks dell'epoca. Se da un lato
Chicken Little risulta essere assai più raffinato di uno
Shrek e con un po' più di sentimento, le trovate fuori luogo per rendere il film accattivante per il pubblico "ggiovane" rovinano un po' tutto. Ne risulta, infatti, un prodotto dalla natura ibrida, che non convince al 100% ma nemmeno si può definire davvero inguardabile. Il mio secondo voto va a lui.
Oliver & Company è un classico film d'animali in stile anni '80, uscito sulla scia dei vari Fievel, Brisby e Basil, e, pur non essendo tanto male, la sua ambientazione moderna lo invecchia più di quanto non lo sia e i suoi personaggi non sono tanto memorabili. La storia è carina, lo spunto di partenza anche, ma rimane un Classico minore, finito nel dimenticatoio anche per via del successo de
La Sirenetta, uscito l'anno seguente, che distolse definitivamente l'attenzione del pubblico da questo genere di film (cosa che il concorrente principale della Disney dell'epoca, Don Bluth, non comprese).
Mucche alla Riscossa è un film minore e non ne fa mistero. La vicenda è minimalista, i protagonisti sono gli animali di un fattoria, l'umorismo la fa da padrone. Come qualcuno disse a suo tempo, è una pellicola xerox uscita con quarant'anni di ritardo. In fondo, il kolossal del 2004 era stato
Koda Fratello Orso e gli scenari spensierati e bucolici di
Mucche alla Riscossa sono un perfetto contraltare. Rimane pur sempre triste constatare che l'epoca dell'animazione tradizionale si sia conclusa in maniera tanto dimessa.
Lo scarso apprezzamento per
Dinosauri, invece, non l'ho mai condiviso. Certo, ne comprendo i motivi: primo film in CGI dei WDAS, personaggi dall'aspetto fotorealistico, sfondi live-action. Ce ne è abbastanza per restarne quantomeno interdetti. Eppure, continuo a vederlo come un buon film avventuroso, con la sua buona dose di pathos e le sue scene spettacolari. I lemuri possono essere fastidiosi e lo stesso protagonista può risultare piuttosto piatto e banale. Ma il messaggio di fondo, pur non essendo originalissimo, non è affatto male. E poi, vederselo ad otto anni, in piena dinomania, dà il giusto imprinting
Bolt non mi ha mai preso più di tanto. La storia presentava tanti spunti molto interessanti, ma non ne viene sviluppato quasi nessuno e la vicenda fila liscia fin quasi alla fine. Ma rimane un buon film, un road-movie che ripropone, in chiave moderna, le classiche pellicole xerox con animali degli anni '60 e '70. E poi c'è l'animazione che, ad appena un anno da
I Robinson, ha già raggiunto ottimi livelli, iniziando già a mostrare un certo stile disneyano nella CGI, che avrà poi il suo exploit con
Rapunzel.