Ai salutisti bisognerebbe dire una cosa : MORIRETE TUTTI! Presto o tardi, serenamente o meno, passeranno a miglior vita. Tutti loro.
Ma va? No, dico, visto che è già il secondo commento a riguardo che leggo, non penserete davvero che siano convinti di vivere in eterno con le loro diete, no? Poi, non so, se davvero c'è chi ne è convinto (da entrambi i lati), allora la situazione è grave.
Ma in tutta onestà non capisco in che modo fumare come ciminiere, ubriacarsi come spugne e riempirsi di cibo come una pattumiera sia sinonimo di godersi la vita appieno.
Io non credo di essere un salutista, per lo meno non della massa di esaltati stereotipati e sussiegosi che state mettendo alla berlina dall'inizio di questo topic (ma esistono? o sono come i comunisti?)
Sono goloso di dolci, fin troppo (sfornato ieri sera un'altra teglia di biscotti, aspetto che cali il caldo estivo per poter fare di nuovo la pasta sfoglia per i croissant - se no il burro non si tiene compatto

- e difficilmente la domenica mi scoccio di preparare una torta per pranzo), la fiorentina al sangue piace un sacco anche da queste parti (e la mangio liscia, senza sale e non perché mi faccia delle fisse, ma perché delle cose voglio sentire il sapore, non il sale) e non ho mai dato buca ad una pizza. Nonostante questo sto attento a ciò che mangio, non compro prodotti in cui fra gli ingredienti c'è l'elenco infinito di conservanti, additivi, coloranti e chi più ne ha più ne metta affianco a mezza cosa commestibile, evito il junk food e, in linea di massima, tutto ciò che posso prepararmi io me lo faccio con le mia mani (anche perché mi diverto e mi piace un sacco avere la dispensa piena di confetture, marmellate, bottiglie di ketchup, barattoli di verdure sott'olio). Oh, e da sempre sono abituato a svegliarmi prima dell'alba e trovo che sia un piacere incredibile cominciare la giornata con un paio di miglia di corsa, arrivare sulla spiaggia vuota e farsi il bagno, poi stretching, esercizi vari a corpo libero e/o pesistica. Torno a casa con un languorino assurdo e mangio di gusto, e molto.
In tutto questo mio agire, a chi ho rotto le palle? A chi ho imposto cose, chi ho giudicato o guardato con aria di sdegno, con chi mi sono comportato da integralista islamico, da talebano, obbligando a fare secondo il mio dogma? Sto per i cavoli miei, a fare qualcosa in cui io mi sento bene. E' consentito solo se la tal cosa è omologata e consentita da tutti gli altri?
Vogliamo il rovesci della medaglia? Alle medie divenni vegetariano. Ancora una volta, non per motivi di dieta, ma per ideologia e non mi è mai venuto in mente di provare a "convertire" qualcuno. Dovunque andavo ero trattato a pesci in faccia: "Ma a chi devi rompere le palle con sta cosa?" "Ma chi se ne fotte se ti mangi un maiale?" "E guarda com'è gustosa sta bistecca". Per tacere dei coglioni che provavano a mettermi la carne nel cibo.
O si fa come dicono loro, o non si fa. Questo non è integralismo, talebanismo, mantrismo etc. etc.? O lo è soltanto dall'altro lato?
Tanto fu che, verso il terzo anno di liceo, dovetti abbandonare l'idea. Non la rimpiango perché, come ho detto, mi piace mangiare, ma...
Per non parlare del fumo. Ah, i non fumatori, che rottura che sono! Sempre intolleranti.
Oh, ma perché a voi invece pare sensato che se sono messi di posta con me? Ogni santa volta che entro in un tabaccaio sta la rappresentate di turno che mi chiede se ho già provato le sigarette che pubblicizza? Sempre? E che ca**o devo risponderle io? "No, guardi per suicidarmi conosco modi più rapidi, indolori ed economici - mi taglio con una sega circolare partendo dal culo a salire"
Discorso a parte sono i vegani. Li la penso come voi. Ne conosco alcuni e il loro modo di mangiare (?) è quanto di più inconcepibile possa esserci. Arrivare a dire che l'acqua bisogna prenderla dalla frutta, senza berne altra, è da malattia. E questo di certo non è un vivere sano.