@ Mark
Personalmente sono dell'idea che stai andando TROPPO OT..
Io ti ho detto il mio pensiero.
La chiudo qui

Abbiamo entrambi espresso il nostro pensiero ed è giusto che sia così, che si abbia idee diverse sulle cose

Ci tengo a chiarire una cosa, verso di te e verso di tutti, non per sostenere il mio pensiero ma solo per far capire da cosa nasce.
Quel che si succede nella vita ci segna, in positivo o in negativo. Ammetto che spesso mi lascio prendere da quella che considero da quando ero piccino la mia battaglia: quella per la libertà e l'individualità.
Sono sempre stato un po' diverso dagli altri. Quando alle medie i miei compagni parlavano di auto e di potenza di motori, io ancora vedevo Paperone in tv. Alle superiori gli altri idolatravano Ronaldo e company, vestivano di nero e cercavano di omologarsi il più possibile. Il mio mito era (ed è ancora) il tenente Colombo, mi sono sempre piaciuti i colori accesi (vestivo quasi come i cattivi di Batman negli anni '60) e non ero disposto a rinunciare a me stesso per integrarmi. Con gli anni le differenze sono via via aumentate, quantomeno fino alla fine dell'Università. Gli altri amavano il rock, punk o quello che è. A me piace il liscio. Gli altri andavano in discoteca e al pub a bere. A me piacciono le balere (di classe, com'era lo Studio Zeta di Caravaggio) e sono astemio. A 30 anni puoi uscire e prenderti una coca cola mentre gli altri bevono birra; a 20 no, non diciamo balle, perché ti prendono per il c... a morte.
Ho vissuto anni in cui compagni e professori volevano che cambiassi, che mi adattassi. E guarda che non è che a scuola avevo problemi o non parlavo con i compagni. Semplicemente preferivo non frequentarli anche fuori dalla scuola.
Allo stesso tempo ho visto persone a me vicine rovinarsi la vita proprio per la paura suddetta. Mia nonna era terrorizzata all'idea di morire. E' morta a 93 anni ed era sulla carrozzina da circa un anno e mezzo. E le gambe le funzionavano perfettamente. E non aveva lesioni ai nervi o alla schiena. Era finita sulla carrozzina perché, dopo essere stata ricoverata per la polmonite, essendo stata 3 settimane in ospedale, 3 settimane in cui gli infermieri non l'hanno mai fatta muovere e alzare, non aveva più forza nella gambe. Fa fatica a muoversi un 30enne che sta a letto 3 settimane, figuriamoci un 90enne. Il punto è che lei, anziché cercare di riprendere pian piano a camminare, ha preferito restare sulla carrozzina perché così si sentiva sicura di non cadere. Ha lasciato che la sua vita fosse guidata dalla paura e questo le ha tolto moltissimo. Non usciva più, perché la casa in cui viveva aveva l'ascensore ma nell'ingresso c'erano 4 gradini che erano impossibili da fare con una carrozzina. Ha dovuto adeguarsi a lasciarsi imbiancare i capelli e ti assicuro che per una come lei, che 1 90 anni suonati se li faceva tingere di rosso, è stato un duro colpo. Ha perso tutto, pur di cercare una sicurezza, quella di non cadere.
E' per questo che trovo stupido cercare sicurezza, è per questo che mi incavolo quando la gente è disposta per una maggiore sicurezza (che è solo un'illusione) a rinunciare a libertà o al piacere, è perché quel che ho vissuto mi porta ad avere più paura di non vivere che di morire, è perché sono abituato a scontrarmi con una massa che mi vuole diverso da come sono, che mi vuole uniformato.
Non ho scritto questo per cercare di convincere qualcuno, ma solo per desiderio di far capire quello che provo