Sono indeciso sul titolo della storia per il cinquantennale: "La badante droide di PK" o "Ritratto dell'eroe da vecchio"?

!
Mi fa molto piacere leggere i messaggi di Alessandro Sisti in merito alle sue storie.
Come detto da Lucio, Paolo (e probabilmente altri che adesso non ricordo...

) la disponibilità al dialogo e al confronto da parte degli autori dei nostri fumetti preferiti, che creano materialmente le storie che poi andremo a leggere, è uno stimolo sia per noi lettori che per gli autori stessi.
E il Papersera è sicuramente il luogo più adatto per discuterne e scambiarsi pareri e opinioni, soprattutto nel periodo surreale che stiamo vivendo che, purtroppo, limita la possibilità di incontrarsi dal vivo e dialogare
face-to-face.
Detto questo, passo anch'io a dire la mia sul numero di questa settimana, che ho letto oggi tutto d'un fiato.
Ed è un numero davvero bello!
Ma andiamo con ordine.
Zio Paperone, Battista e I Segreti del Deposito mi è piaciuta davvero tanto.
Sono sempre stato curioso di leggere e sapere qualcosa di più sull'edificio più famoso di Paperopoli e questa storia, al di là dell' "operazione gadget", risponde proprio a questa mia curiosità.
Mentre la leggevo, ho notato l'attenzione e l'intento quasi "filologico" (inteso come "preciso") da parte dell'autore di dare una visione dettagliata del Money Bin, come sia articolato, le varie stanze, i suoi
segreti...
Mi è piaciuto molto vedere Battista protagonista della vicenda e anche lo spunto su cui si basa la storia si può dire vincente.
Infatti, se Battista è il fedele maggiordomo dello Zione da una vita, allora ne saprà quanto (e forse addirittura di più) del suo principale sulla composizione del Deposito.
Veramente un'ottima prima parte, che scorre fluida, con naturalezza e con delle gags simpatiche (mi hanno divertito le facce straniate di Battista alle richieste insolite dei...ehm... "colleghi").

Molto bravo anche Facciotto, il cui stile mi piace sempre di più.
L'altra colonna portante del numero è un'altra storia celebrativa ed è scritta dallo stesso Sisti.
Lo ammetto sinceramente, io di Pikappa (soprattutto per motivi di età) ho letto solo le storie più recenti (neanche tutte, a dire il vero) pubblicate sul Topo.
Quindi non sono sicuramente un
pker della prima ora e mi stupisco (in positivo, ovviamente) di fronte alla conoscenza "filologica" che gli appassionati di lunga data dimostrano oggi a venticinque anni dall'esordio di questo nuovo universo narrativo.
Però, posso dire una cosa?
Io, leggendo questa storia, mi sono quasi emozionato.
E non perché ho colto un riferimento specifico a qualche spillato storico o ad un evento storico per la saga (perché non ne sono in grado), ma semplicemente perché si sente, si percepisce che questa storia è stata scritta con il cuore (e qui non sto facendo nessun paragone, sto solo parlando della storia di questa settimana).
L'intento celebrativo è presente ma ciò che più coinvolge è la voglia di festeggiare, insieme ai lettori ("storici" appassionati e nuovi) quella che indubbiamente è stata una rivoluzione nel settore dell'editoria per ragazzi, a partire dagli anni '90.
E niente, me la sono goduta dalla prima all'ultima pagina, conscio del fatto che non avrei colto tutti i riferimenti (forse qualcuno in qui e là), ma certo di leggere una bella storia.
È una storia che ha ritmo, suspence, che crea atmosfera, con una narrazione "serrata " con situazioni incalzanti (così come ho letto nelle storie di Artibani) e che conquista.
Molto divertente il riferimento al "PRDQP"(questo non potevo non coglierlo

) e davvero simpatici gli scambi di battute tra Uno e Paperinik, con la "freddezza" da macchina dotata di un'intelligenza superiore del primo che fa da contraltare all' "emotività schietta" di Paperino/Pikappa.
Mi è piaciuto ritrovare il temibile Grrodon che era stato sconfitto a suo tempo in Potere e Potenza ma che giurava di ricostituire il suo esercito di Evroniani e minacciare ancora la Terra.
Il tutto viene esaltato alla massima potenza dai disegni superlativi di Lorenzo Pastrovicchio, i quali, per potenza espressiva e soluzioni visive, sembrano possano uscire dalla "gabbia" da un momento all'altro.
E veniamo all'altro gioiellino del numero: la storia di Marco Nucci.
Era da tempo che volevo leggere una storia con i villain classici di Topolinia (mi piacerebbe vedere ripresi anche Ciccia e Lupo) che architettano qualche colpo "sensazionale".
Confermo e ribadisco l'abilità di Nucci non solo nell'imbastire ottime sceneggiature, ma anche nel muovere i personaggi con tempi comici e "teatrali" perfetti.
All' inizio sembrava che la storia stentasse un po' a decollare ma nel momento in cui la parola di Sgrinfia viene messa in opposizione a quella di Macchia, la trama si snoda con fluidità, presentando dei colpi di scena che sinceramente non mi aspettavo.
Anche in questa occasione, l'autore è riuscito a stupirmi, confezionando un'ottima storia comica.
Forse gli amanti del Macchia Nera duro e puro storceranno il naso di fronte a questa sua interpretazione, ma, personalmente, mi sono goduto la storia senza problemi.
Certamente, anch'io vorrei vedere più spesso il Macchia delle origini, ma se viene usato in una versione più "comica" all'interno di una storia davvero ben riuscita come quella di questa settimana, io accetto volentieri questo "compromesso".
Per quanto riguarda i disegni, nonostante preferisca Tosolini con i paperi, qui, il suo stile "umoristico" si sposa benissimo con la sceneggiatura.
Molto carina la breve danese che si fregia dei bellissimi disegni
old-style del Maestro Marco Rota (anche se vedere lo Zione che cede con così tanta leggerezza la Numero Uno ad una estranea mi ha fatto un certo effetto :

) e simpatica la ancor più breve storia con Pippo, con i disegni dell' esordiente Giulia La Torre che, però, già da ora promette benissimo per il futuro.
L'ultima storia è quella che mi ha convinto meno.
Non è brutta però, secondo me, si svolge tutto troppo rapidamente e in maniera anche prevedibile.
Belli come sempre i disegni di Vian.
Infine, permettemi di segnalare i due articoli a corredo delle prime due storie.
Veramente interessanti e che integrano benissimo la lettura delle suddette storie, con riferimenti alle origini e all'evoluzione del Deposito e di Pikappa.