Recensione Topolino 3407
Topolino 3407 è sicuramente un numero che fa parlare di sé e che concentra insieme differenti aspetti ed attrattive per i lettori, da quelli occasionali a quelli più esigenti, passando per i collezionisti e i fan più sfegatati.
Indice della grande varietà in gioco sono anche le
ben tre copertine presentate, ognuna con una sua declinazione: quella standard da edicola, quella riservata alle fumetterie dedicata a
PK e quella specifica per lo
store online Panini con una visione inedita del
deposito. E poi, come se non bastassero le
variant cover, c’è anche il
gadget. In allegato al numero in edicola si trova infatti la prima delle quattro parti del deposito di Paperone, concepito in modo da aprirsi a ventaglio su ogni piano. Alle uscite su
Topolino si aggiungono anche, volendo, i due bonus allegati ai mensili
Paperino e
Zio Paperone.
È quindi naturale che la storia di apertura si riallacci proprio al quartier generale del papero più ricco del mondo. Il primo episodio di
Zio Paperone, Battista e i segreti del deposito (
Sisti/
Facciotto) promette infatti di fornire uno spaccato inedito sull’edificio e sui suoi inquilini. Nello specifico, il focus va su Battista che, da buon maggiordomo, conosce ogni angolo del deposito, ed è proprio da ciò che cominciano i guai.
La trama è decisamente interessante anche se, per il ritmo che ha questo episodio, viene il dubbio che tre puntate possano risultare un po’ troppo allungate rispetto alla sostanza; è pur vero che Sisti non è certo un novellino, per cui attendiamo fiduciosi il seguito della vicenda, che si chiude per ora con una discreta
suspense. L’aspetto grafico risulta anch’esso decisamente piacevole.
Stavolta la scena spetta a Battista A seguire, l’altra storia evento del numero, quella legata ai
25 anni dalla pubblicazione di Evroniani, storico Numero Zero di PKNA, la gloriosa testata dedicata al supereroe paperopolese. Il vecchio mantello era assente da
Topolino da un bel po’ (dopo una nutrita parentesi tra il 2014 e il 2018, le sue avventure escono ora su
Topolino Fuoriserie), ma si è ritenuto di voler omaggiare la ricorrenza con una storia concepita a parte da quella che è la
run attualmente in corso di pubblicazione.

25 anni e non sentirli!
Una leggendaria notte qualunque (
Sisti/
Pastrovicchio) è una storia celebrativa, lo si intuisce fin dalle prime tavole, ma racchiude in sé diverse anime. È innanzitutto
un’ottima storia, ben scritta e dal ritmo vivace, che fa respirare a fondo le atmosfere presenti negli spillati di fine anni Novanta ben care ai
pkers sfegatati. È scritta con passione e lascia trasparire tutto l’amore degli autori per il personaggio.
Oltre a ciò l’elemento di novità è dato anche dall’inserimento di molteplici chicche e riferimenti non solo alla saga originale ma anche al ciclo di alcuni anni fa,
PKNE, con il risultato di creare un collegamento diretto tra le due epopee. Per contro, ai lettori avulsi dal mondo di PK la storia risulterà probabilmente troppo citazionistica, ma è un aspetto che, in un’occasione dichiaratamente celebrativa, può in fondo passare in secondo piano, specialmente se si riesce a toccare le corde giuste in chi la aspettava con un certo interesse.
A seguire troviamo
Macchia Nera in: Semplice, pulito, diretto (
Nucci/
Tosolini), spassosa avventura della banda di malfattori di Topolinia in cui lo sceneggiatore si diverte a decostruire e ricostruire i personaggi e i loro ruoli abituali con un intreccio tutt’altro che banale. La storia ha un suo ritmo ben riuscito e definito e finalmente non cede nel finale, come accaduto in alcune precedenti storie a puntate dello stesso Nucci.
Nomen omen, praticamente.
Le idee semplici sono le migliori… o no? Il resto del numero quasi svanisce al confronto con quanto letto finora.
Zio Paperone e la disfida affaristica (
Jensen/
Rota) è una breve danese di stampo classico in cui Paperone intraprende una sfida con una rivale allo scopo di dimostrare che la propria ricchezza non è dovuta alla fortuna ma al talento. Non si segnalano spunti particolari, al di là del tratto classico di Rota.
Dopo una gag con Pippo spalmata su quattro tavole a firma
Fontana/
La Torre, di cui val giusto la pena ricordare i bei disegni, chiude l’albo
Filo & Brigitta e l’impresa spaziale (
Giunta/
Vian). Alla classica accoppiata stavolta si unisce anche Gastone per dar sostegno alla nuova impresa affaristica dell’intraprendente duo. Niente di particolarmente nuovo sotto il sole, ma solo una simpatica lettura, in cui è da rimarcare anche un collegamento diretto alla storia di apertura.
Come redazionali segnaliamo
due ricchi approfondimenti sul deposito e sulla storia editoriale di PK, oltre ad un rapido
excursus su
Mister Vertigo, il cui imminente ritorno è annunciato per il prossimo numero.
Voto del recensore:
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