Questo numero suscitava in me forte attesa: in un colpo solo il "vero" Macchia Nera, Paperinik vendicatore e Reginella, troppa grazia!

Tralasciando le vicende della sovrana di Pacificus (in attesa di completamento), parto da Macchia.
A me la prima puntata era piaciuta: una bella atmosfera noir, scene d'impatto, qualche situazione in un certo senso "disturbante" (mi aveva colpito quando Minni non riconosce Topolino), un piano diabolico che ancora giustamente non veniva svelato ma lasciava supporre grandi cose.
Nella seconda (e ultima, sottolineo) parte, invece, accade ben poco: ho avuto più o meno la stessa sensazione di quando lessi la seconda parte della prima storia di Mr. Vertigo... Sembra proprio che lo sviluppo sarà simile, e magari per sapere cosa Macchia ha davvero in mente e arrivare alla resa dei conti dovremo attendere un anno, o giù di lì.
A me piace leggere delle belle storie con un inizio, uno svolgimento e una conclusione: non riesco ad apprezzare questo modo di intendere la serialità. Mi rendo conto, però, che è un mio limite e che anche il mondo del fumetto sta evolvendosi in questa direzione. Evidentemente, con questo metodo di "fidelizzazione" a lungo termine il direttore sta ottenendo buoni risultati, specie tra i lettori più giovani, e allora a me, ampiamente "fuori target", non resta che alzare le mani!
Sempre magnifici, comunque, i disegni di Casty!
Ho gradito, invece, la storia di Paperinik, a partire dalla prima tavola, che mi ha strappato una risata di gusto. E poi sentir riparlare di usucapione, come già la settimana scorsa, non ha potuto che riportarmi alla mente "Il matrimonio di Zio Paperone" di Massimo De Vita, una storia che fece epoca...

Comunque, anche qui abbiamo una "continuity" con altre avventure, e non solo dello stesso Gervasio (si veda la distinzione tra Qui, Quo e Qua). Però la storia si può leggere anche a sé stante: ha un inizio, uno svolgimento e una conclusione. Poi, magari, in futuro si ricollegherà ad altre, ma in ogni caso resta comprensibile e godibile anche da sola. Per quanto mi riguarda, l'ho trovata interessante e divertente: ancora una volta, a mio parere, avventure meno pubblicizzate si rivelano più soddisfacenti di altre presentate in pompa magna.