Questo numero l'ho sinceramente apprezzato appieno, dandomi modo di appurare quello che per me è un netto ribaltone (in termini della qualità delle singole storie) rispetto alla scorsa uscita.
Marco Nucci scrive tre delle quattro storie presenti nell'albo e lo fa, a giudizio di chi scrive questo commento, in modo intrigante e molto ben riuscito.
La Leggenda della Spada di Ghiaccio mi ha preso molto di più in questo suo terzo episodio piuttosto che nel capitolo precedente e alla lentezza e alla poca fluidità che avevo avvertito la scorsa settimana fa spazio un prosieguo accattivante, che mi ha saputo coinvolgere in quanto accade e che mi ha fatto seguire l'avventura dei nostri con gusto, lasciandomi infine con tanta curiosità di sapere come andrà a concludersi la nuova incursione della coppia di grandi amici topolinesi nelle terre dell'Argaar.
Mi è piaciuta tanto anche la conclusione della saga calcistica, dove i diversi momenti di commozione che fanno capolino nell'episodio non risultano affatto stucchevoli né troppo calcati.
Il calcio è passione, è lotta, è fatica (come, del resto, ogni altro tipo di sport) e il vedere le emozioni dei giocatori sul campo e fuori mi ha trasmesso l'impressione palpabile che quella cui stavo assistendo era la diretta di una partita vera e non di un fumetto incentrato su di una partita di calcio.
Un capitolo, questo, che dà una degna conclusione al ciclo iniziato con il "Torneo delle Cento Porte" di due anni addietro e che posso dire di essermi stato assai gradevole per tutte le quaranta tavole che lo costituiscono.
E poi, finalmente, anche quel musone del barone - il ct della Carpazia - si è fatto una risata!

Spetta a "Fama", invece, aprire le danze delle storie presenti in sommario ed è un'altra storia che ha incontrato decisamente i miei favori.
Una storia celebrativa molto graziosa, che si è fatta leggere con piacere e che mi ha reso accattivante il vedere l'evoluzione, da uno
step all'altro della sua esistenza, dello Zio Paperone, toccando alcuni momenti salienti che lo hanno reso, anno dopo anno, esperienza dopo esperienza, il papero che tutti conosciamo.
Quanto alle matite: i disegni di Giorgio Cavazzano non saranno al sommo apice delle vette artistiche toccate negli anni dal Maestro, ma altroché se li ho apprezzati!
Il suo tratto ha accompagnato con poesia il racconto della vita dello Zione, facendo imprimere negli occhi miei una bellezza intensa e di cui gli sono, veramente, grato.
Chiude il numero il prologo della "storia-evento" di Fabio Celoni. Le premesse per un racconto con tutti gli attributi del caso ci sono eccome ed oltre a gradire la storia in sé (per quanto sia un preludio ad una serie di avventure che si svilupperanno in seguito), posso dire di avere molto apprezzato anche lo
stile di scrittura di Celoni e la sua resa dei dialoghi.
Non ho letto i suoi lavori extra-Disney, per cui lo conosco qui per la prima volta in veste di autore completo e questo esordio è stato molto soddisfacente, appunto anche per merito della verve e della vivacità nel condurre avanti la narrazione di vignetta in vignetta.
Non so con certezza se è il mio numero preferito dell'anno ma sicuramente, per quanto mi riguarda, si candida fortemente ad esserlo, per cui...
Ne consiglio la lettura!