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I Grandi Classici Disney (Seconda Serie) - Discussione Generale

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edrdpl
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PolliceSu
    Re:I Grandi Classici Disney (Seconda Serie) - Anno 2024
    Risposta #1950: Sabato 13 Lug 2024, 18:53:37
    [...]
    La discriminante per l'acquisto è: ci sono censure?
    A una prima sfogliata mi pare di no, man mano che lo leggo aggiornerò questo messaggio per smentirmi o confermarmi.

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      Re:I Grandi Classici Disney (Seconda Serie) - Anno 2024
      Risposta #1951: Domenica 14 Lug 2024, 15:28:08
      [...]
      La discriminante per l'acquisto è: ci sono censure?
      A una prima sfogliata mi pare di no, man mano che lo leggo aggiornerò questo messaggio per smentirmi o confermarmi.
      Alla fine l'ho comperato lo stesso, dopo averlo sfogliato per controllare eventuali cambiamenti di lettering. Non mi convince solo quel "villanzone" nella penultima vignetta di pagina 94.

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        Re:I Grandi Classici Disney (Seconda Serie) - Anno 2024
        Risposta #1952: Lunedì 15 Lug 2024, 08:56:53
        Mi aspettavo nei redazionali qualche accenno alla genesi di "Paperino a Botte e Risposte";  l'ideatrice della trama, allora giovanissima, se ancora al mondo dovrebbe navigare verso gli 80 anni

          I Grandi Classici Disney 102
          Risposta #1953: Lunedì 15 Lug 2024, 15:12:34
          Recensione I Grandi Classici Disney 102


           Nel giugno che festeggia i 90 anni di Paperino, i Grandi Classici dedicano a quest’ultimo tutta la sezione Superstar e gran parte dei redazionali, lasciando il resto dell’albo – un terzo abbondante – ad altri personaggi (molto saggiamente, a parere di chi scrive, perché la cosa permette una buona celebrazione dell’evento senza rendere il numero troppo monotematico), attingendo a storie del periodo fine anni Sessanta-inizio anni Settanta.

           Si parte quindi con Zio Paperone e le fragole di Brigitta, del fantastico trio Cimino (testi)/Scarpa (matite)/Cavazzano (chine), storia riprodotta con ottimo merito, in quanto non tra le più famose ciminiane (anche se il nome dell’avvocato Cavillo Busillis è diventato proverbiale), ma non per questo dalla poca dignità: infatti, la stessa si stacca, e parecchio, dal canonico stilema del viaggio avventuroso a caccia di tesori durante il quale Paperone incontra una qualche popolazione strampalata (come ci si attenderebbe dato il nome dello sceneggiatore), e ci riporta, seppur non senza comiche e divertite esagerazioni, nell’alveo delle sfide affaristiche con le quali Brigitta cerca di arrivare al cuore del vecchio Cilindro. Le risate non mancano, come pure abbondano gli spunti di riflessione.

           Segue Topolino e l’enigma del campanile, del più che solido Ennio Missaglia coadiuvato da un Massimo De Vita ancora lontano dai suoi picchi di otto/nove anni dopo, guardando più ad un periodo di rielaborazione del (e di distacco dal) tratto simil-Murray che lo contraddistingueva fino a poco tempo prima. Il mistero è godibile e divertente, pur con qualche eccesso, con un Pippo in primo piano, dalla battuta fulminante nell’ultima vignetta.

           
           Pippo ha da sempre ragione, anche quando non sapevamo ancora che egli fosse un Maestro tra i Signori della Galassia

           Topolino e la goccia che scoccia (Abramo e Giampaolo Barosso/Scala) e Topolino e la caccia ai grilli (Abramo e Giampaolo Barosso/Gatto) sono invece due esempi di delirante quotidianità topolinese, strabordanti di gag e di assurdità varie, al solo scopo di far ridere il lettore. E ci riescono benissimo, ricordandoci che Topolino è capace di slanci comici e demenziali pari a quelli che troppi autori hanno saputo relegare al solo mondo di Paperopoli, purtroppo. Un plauso va quindi fatto alla scelta di recuperare anche questo lato del buon Mickey, troppo spesso ingiustamente pretermesso anche in tempi recenti.

           La sezione Superstar a tema compleanno di Paperino è ottimamente fornita. 

           Anzitutto, la redazione ci offre tre storie tutte pubblicate nel 1952 su Topolino: Paperino ispettore scolastico (Barks, originariamente pubblicata negli USA nel 1949, ad essere precisi), Paperino e la pietra filosofale (Pedrocchi, peraltro ristampa rimontata sul libretto di una storia originariamente pubblicata nel 1938 sugli Albi d’Oro) e Paperino e i piatti volanti (Martina/Bottaro). Se la seconda può considerarsi la perla del numero, una ten-pager di Barks non è mai una ripubblicazione da poco; e se ad essa aggiungiamo un Martina in fase evolutiva e meno delirante rispetto a Topolino nella valle dell’incanto, unito ad un Bottaro pioneristico nel tratto, ecco che il lato più filologico della testata trova piena e completa attuazione, accompagnato, finalmente, da redazionali più che pregevoli ed all’altezza delle aspettative, anche se privi di un vero e proprio guizzo definitivo.

           
          A quanto pare, diecimila LIRE ITALIANE avevano un bel valore negli STATI UNITI D’AMERICA del 1952…[/size][/i]

           Chiudono la parata, sempre nella sezione Superstar, Paperino e la pentola genuina, leggendaria storia di Cimino corredata dagli splendidi disegni di un Cavazzano ancora agli albori (quindi molto scarpiano nel tratto), e Paperino erede universale, di Jerry Siegel e Gino Esposito, storia che risente di tante leggerezze e di altrettante illogicità tipiche dell’autore americano, e che forse rappresenta un po’ il punto debole del numero, dato che il suo vero valore sta solo nella paternità della sceneggiatura, e non certo nella bontà della vicenda narrata o, sia concesso dirlo senza volere screditare nessuno, nella bellezza o particolarità del comparto grafico.

           
          No, censurare il divisamento non è un saggio divisamento, ma proprio per nulla…

           Insomma, sarebbe un numero da cinque stelle piene, con un doppio Cimino, un Martina d’epoca, un sempre benvenuto Barks, un Pedrocchi da antologia, per tacere dei Barosso, di Scarpa, di un Bottaro primordiale, di un Cavazzano e di uno Scala agli albori, nonché di un Massimo De Vita e di un Gatto in fase evolutiva, su trame sempre interessanti. Purtroppo, però, e spiace sempre che ci siano queste contestazioni da fare, è lecito dubitare che le storie siano effettivamente state pubblicate scevre da censure e da mutilazioni successive. Ad esempio (soprassedendo al formato adattato di Paperino ispettore scolastico e di Paperino e la pietra filosofale, dichiarato e comprensibile per avere pubblicato la storia come apparsa per la prima volta su Topolino), per certo lo è Paperino e la pentola genuina, presentata senza quel mitologico “Ottimo divisamento, tesoro!” che in fondo l’aveva consegnata all’immortalità. E molti altri ritocchi ai testi appaiono graficamente palesi qui e lì nelle tavole delle restanti storie.

           Viene sempre da chiedersi, dunque, a che serva il disclaimer d’apertura, se poi le storie subiscono quegli stessi rimaneggiamenti che la presenza del predetto monito dovrebbe evitare: ne consegue un voto ridotto a quattro stelle anziché cinque.



          Voto del recensore: 4/5
          Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
          https://www.papersera.net/wp/2024/07/15/i-grandi-classici-disney-102/

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          Samu
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          PolliceSu
            Re:I Grandi Classici Disney (Seconda Serie) - Anno 2024
            Risposta #1954: Lunedì 15 Lug 2024, 17:57:19
            La storia dello "strano caso del furgone scomparso" è splendida.

            Coinvolgente, intrigante, appassionante, presenta il Topolino che adoro nelle vesti del detective che pian piano, attraverso il metodo deduttivo e l'attenzione ai particolari tipica del suo modo di cercare la verità, giunge a ricostruire il quadro degli eventi che prima sembravano tanto confusi e che lasciavano adito a molti dubbi.

            Ottima la regia narrativa di Guido Martina e il suo tratteggio psicologico dei personaggi, così come il disseminare alcuni indizi in qui e là che il lettore attento può mettere insieme per accompagnare Topolino verso il passo decisivo per la chiarezza della vicenda e di come si sono svolti i fatti di questo intricato e straniante mistero.

            Quanto alle matite scarpiane (con l'inchiostrazione di Sandro Del Conte)... sono pura meraviglia!  :)

            Per compensare cotanta bellezza poi ci sono vicende che ho fatto fatica a leggere e di cui non conserverò alcun ricordo (vedi "Zio Paperone e il sistema antifurto", la breve che fa il verso a "Lascia o Raddoppia" e quella disegnata da Bradbury) ma confido che almeno tra le altre storie che mi rimangono da leggere ci sia qualcos'altro di interessante e impattante insieme alla apprezzatissima vicenda di apertura.

            Conto in particolar modo sulla storia di Astralpippo e sull'altro racconto disegnato dal Maestro Carpi.

            Staremo a vedere.

              Re:I Grandi Classici Disney (Seconda Serie) - Anno 2024
              Risposta #1955: Mercoledì 17 Lug 2024, 23:26:22
              i Grandi Classici Disney n. 103 - luglio 2024

              Un volo (spaziale) negli anni Sessanta
              T e lo strano caso del furgone scomparso

              Peccato che la (bellissima) storia del furgone scomparso sia del 1973, ormai pieni anni settanta.
              Insomma, è stato replicato il pasticcio dello scorso numero quando per la bussola del Khan si fece confusione tra 1968 e 1958 dedicando alla data sbagliata addirittura un articolo.
              Una gestione editoriale francamente inammissibile.

              ...ho la febbre, ma ti porto fuori a bere...

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                Re:I Grandi Classici Disney (Seconda Serie) - Anno 2024
                Risposta #1956: Giovedì 18 Lug 2024, 00:54:31
                i Grandi Classici Disney n. 103 - luglio 2024

                Un volo (spaziale) negli anni Sessanta
                T e lo strano caso del furgone scomparso

                Peccato che la (bellissima) storia del furgone scomparso sia del 1973, ormai pieni anni settanta.
                Insomma, è stato replicato il pasticcio dello scorso numero quando per la bussola del Khan si fece confusione tra 1968 e 1958 dedicando alla data sbagliata addirittura un articolo.
                Una gestione editoriale francamente inammissibile.
                Spezzo una Gaspa a favore di lancia: nell'introduzione al numero il nostro Pier Luigi dice chiaramente che questo numero è tutto anni '60, eccezion fatta per una capatina nel decennio successivo e due (ma in realtà è una) in quello precedente. Il titolo del redazionale si riferisce, come dimostra quell'aggettivo... cosmico, solo alle avventure di fantascienza pubblicate in questo numero.

                Concordo con Samu e Mario su questa bella avventura, tra l'altro disegnata magnificamente da uno Scarpa in pieno plasticismo, che risulta davvero una gioia per gli occhi (anche se forse, preferisco il suo Topolino gottfredsoniano degli anni Cinquanta).
                A differenza del buon Lo Galbo, ho apprezzato anche l'altra storia di Martina, con un ottimo soggetto della giovane ragazza vincitrice di un concorso – chissà se è ancora tra i vivi. Ho trovato piacevolmente sopportabili i disegni di Perego, autore che sto rivalutando positivamente proprio di questi tempi: ha avuto molti alti e bassi, soprattutto nei '60, ma anche nelle sue opere più brutte trovo qualcosa di interessante, di accattivante. Starò invecchiando.

                Gaspa ha perso di sicuro l'occasione di citare, per la seconda volta tra le pagine di questo volume, Alberto Becattini: il toscano ha partecipato infatti a "Lascia o raddoppia?", e a dire il vero la sua carriera di concorrente è stata piuttosto turbolenta. Vi lascio indovinare il tema da lui scelto per partecipare alla trasmissione: la risposta in questi due video sul canale di Sprea.
                https://www.youtube.com/watch?v=6RhYX1eMqRA
                https://www.youtube.com/watch?v=fw3tIXksXQ0

                *

                MarioCX
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                  Re:I Grandi Classici Disney (Seconda Serie) - Anno 2024
                  Risposta #1957: Giovedì 18 Lug 2024, 11:17:09
                  i Grandi Classici Disney n. 103 - luglio 2024

                  Un volo (spaziale) negli anni Sessanta
                  T e lo strano caso del furgone scomparso

                  Peccato che la (bellissima) storia del furgone scomparso sia del 1973, ormai pieni anni settanta.
                  Insomma, è stato replicato il pasticcio dello scorso numero quando per la bussola del Khan si fece confusione tra 1968 e 1958 dedicando alla data sbagliata addirittura un articolo.
                  Una gestione editoriale francamente inammissibile.
                  Spezzo una Gaspa a favore di lancia: nell'introduzione al numero il nostro Pier Luigi dice chiaramente che questo numero è tutto anni '60, eccezion fatta per una capatina nel decennio successivo e due (ma in realtà è una) in quello precedente. Il titolo del redazionale si riferisce, come dimostra quell'aggettivo... cosmico, solo alle avventure di fantascienza pubblicate in questo numero.

                  E' vero, ne ho preso atto questa mattina sbirciandolo dal mio edicolante, sono stato precipitoso...chiedo venia.

                  Concordo con Samu e Mario su questa bella avventura, tra l'altro disegnata magnificamente da uno Scarpa in pieno plasticismo, che risulta davvero una gioia per gli occhi (anche se forse, preferisco il suo Topolino gottfredsoniano degli anni Cinquanta).

                  Si...l'unica cosa un po' fastidiosa è la mancanza assoluta, non dico di assoluzione, ma almeno di riflessione nei confronti del "colpevole", indotto al suo poco encomiabile comportamento dalla sua miserabile condizione esistenziale e sociale.
                  Ma sarebbe forse pretendere troppo.

                  A differenza del buon Lo Galbo, ho apprezzato anche l'altra storia di Martina, con un ottimo soggetto della giovane ragazza vincitrice di un concorso – chissà se è ancora tra i vivi. Ho trovato piacevolmente sopportabili i disegni di Perego, autore che sto rivalutando positivamente proprio di questi tempi: ha avuto molti alti e bassi, soprattutto nei '60, ma anche nelle sue opere più brutte trovo qualcosa di interessante, di accattivante. Starò invecchiando.

                  Con Perego con me sfondi una porta aperta, non voglio ripeter cose già scritte altre volte, ti basti andare sul topic di questo autore e cercare i miei interventi.
                  ...ho la febbre, ma ti porto fuori a bere...

                  *

                  Geronimo
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                    Re:I Grandi Classici Disney (Seconda Serie) - Anno 2024
                    Risposta #1958: Giovedì 18 Lug 2024, 11:47:30
                    Si respira una bella atmosfera in questo GCD, il profumo di anni così lontani eppure così affascinanti  :heart:
                    Luca Giacalone

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                      Re:I Grandi Classici Disney (Seconda Serie) - Anno 2024
                      Risposta #1959: Sabato 20 Lug 2024, 14:55:54
                      La storia dello "strano caso del furgone scomparso" è splendida.

                      Coinvolgente, intrigante, appassionante, presenta il Topolino che adoro nelle vesti del detective che pian piano, attraverso il metodo deduttivo e l'attenzione ai particolari tipica del suo modo di cercare la verità, giunge a ricostruire il quadro degli eventi che prima sembravano tanto confusi e che lasciavano adito a molti dubbi.
                      E' interessante che tu la pensi così, dal momento che io l'ho trovata estremamente carente nella caratterizzazione di tutti i personaggi.
                      La volontà di andare a fondo nei misteri è sicuramente una caratteristica di Topolino, ma qui si riduce a quello.
                      Si...l'unica cosa un po' fastidiosa è la mancanza assoluta, non dico di assoluzione, ma almeno di riflessione nei confronti del "colpevole", indotto al suo poco encomiabile comportamento dalla sua miserabile condizione esistenziale e sociale.
                      Ma sarebbe forse pretendere troppo.
                      Perchè "pretendere troppo"? Non sarebbe neanche stata la prima volta di un caso del genere.

                      In ogni caso, segnalo che (perlomeno nella mia copia, ma credo non soltanto) le pagine 176 e 177, all'inizio dell'impresa cosmisubacquea, sono invertite.

                      *

                      Samu
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                        Risposta #1960: Sabato 20 Lug 2024, 16:08:33
                        La storia dello "strano caso del furgone scomparso" è splendida.

                        Coinvolgente, intrigante, appassionante, presenta il Topolino che adoro nelle vesti del detective che pian piano, attraverso il metodo deduttivo e l'attenzione ai particolari tipica del suo modo di cercare la verità, giunge a ricostruire il quadro degli eventi che prima sembravano tanto confusi e che lasciavano adito a molti dubbi.
                        E' interessante che tu la pensi così, dal momento che io l'ho trovata estremamente carente nella caratterizzazione di tutti i personaggi.
                        La volontà di andare a fondo nei misteri è sicuramente una caratteristica di Topolino, ma qui si riduce a quello.
                        Ma bisogna saperla descrivere questa caratteristica di Topolino e con questo racconto Martina secondo ma ha fatto centro in primis nella sua caratterizzazione  e degli altri personaggi e, in seconda battuta, nello sviluppo di una trama molto interessante e affascinante.

                        Io, parlo per me, l'ho trovata una lettura davvero coinvolgente.
                        Mi ha appassionato dall'inizio di stampo domestico e rilassato alla risoluzione del caso e ho amato le scene sotto la pioggia che introducono al clima di incertezza e mistero che proseguono per tutto il racconto avvolgendolo in maniera calzante ed intrigante.

                        Ritengo inoltre che la caratterizzazione dei personaggi sia tutt'altro che "estremamente carente".
                        Basta vedere il lavoro fatto sul personaggio che si rivela poi il colpevole, la simpatia mista alla tipica ingenuità di Pippo, il piglio duro di Basettoni... oltre alla già citata capacità di tratteggiare un Topolino arguto, riflessivo ed attento osservatore che non si lascia abbindolare dalle suggestioni che gli vengono lanciate ma che si guarda attorno, raccoglie indizi, lavora sul campo e infine spiazza tutti per l'intelligenza con cui dipana la matassa smascherando la vera mente dietro l'organizzazione del sequestro.

                        Mi ha intrigato così tanto che mi è sembrato di assistere alla proiezione di un film poliziesco (connaturato nelle caratteristiche disneyane), il che è tutto dire.

                        Sensibilità diverse, opinioni diverse.  :)

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                        PolliceSu   (1)
                          Re:I Grandi Classici Disney (Seconda Serie) - Anno 2024
                          Risposta #1961: Sabato 20 Lug 2024, 21:36:22
                          i Grandi Classici Disney n. 103 - luglio 2024

                          Un volo (spaziale) negli anni Sessanta
                          T e lo strano caso del furgone scomparso

                          Peccato che la (bellissima) storia del furgone scomparso sia del 1973, ormai pieni anni settanta.
                          Insomma, è stato replicato il pasticcio dello scorso numero quando per la bussola del Khan si fece confusione tra 1968 e 1958 dedicando alla data sbagliata addirittura un articolo.
                          Una gestione editoriale francamente inammissibile.
                          Spezzo una Gaspa a favore di lancia: nell'introduzione al numero il nostro Pier Luigi dice chiaramente che questo numero è tutto anni '60, eccezion fatta per una capatina nel decennio successivo e due (ma in realtà è una) in quello precedente. Il titolo del redazionale si riferisce, come dimostra quell'aggettivo... cosmico, solo alle avventure di fantascienza pubblicate in questo numero.

                          Concordo con Samu e Mario su questa bella avventura, tra l'altro disegnata magnificamente da uno Scarpa in pieno plasticismo, che risulta davvero una gioia per gli occhi (anche se forse, preferisco il suo Topolino gottfredsoniano degli anni Cinquanta).
                          A differenza del buon Lo Galbo, ho apprezzato anche l'altra storia di Martina, con un ottimo soggetto della giovane ragazza vincitrice di un concorso – chissà se è ancora tra i vivi. Ho trovato piacevolmente sopportabili i disegni di Perego, autore che sto rivalutando positivamente proprio di questi tempi: ha avuto molti alti e bassi, soprattutto nei '60, ma anche nelle sue opere più brutte trovo qualcosa di interessante, di accattivante. Starò invecchiando.

                          Gaspa ha perso di sicuro l'occasione di citare, per la seconda volta tra le pagine di questo volume, Alberto Becattini: il toscano ha partecipato infatti a "Lascia o raddoppia?", e a dire il vero la sua carriera di concorrente è stata piuttosto turbolenta. Vi lascio indovinare il tema da lui scelto per partecipare alla trasmissione: la risposta in questi due video sul canale di Sprea.
                          https://www.youtube.com/watch?v=6RhYX1eMqRA
                          https://www.youtube.com/watch?v=fw3tIXksXQ0
                          Concordo con quanto dici su Perego, anzi credo che questo artista, a volte un po' bistrattato, meriterebbe la pubblicazione di un volume o almeno un albo a lui interamente dedicato.
                          Forte il Becattini a "Lascia e raddoppia" :) Del programma originale  continuò a sentirsi l'eco anche nei successivi anni '60, ricordo che se ne parlava ancora parecchio, così come di alcuni concorrenti, come Mario Valdemarin in seguito divenuto attore e sopra tutti il leggendario ed erudito dandy Marianini.  Altro personaggio della Tv di quei tempi è citato in "Astral Pippo 9999", il divulgatore Prof. Alessandro Cutolo (nella storia Prof. Mutolo)

                          *

                          MarioCX
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                            Re:I Grandi Classici Disney (Seconda Serie) - Anno 2024
                            Risposta #1962: Sabato 20 Lug 2024, 22:45:29
                            Si...l'unica cosa un po' fastidiosa è la mancanza assoluta, non dico di assoluzione, ma almeno di riflessione nei confronti del "colpevole", indotto al suo poco encomiabile comportamento dalla sua miserabile condizione esistenziale e sociale.
                            Ma sarebbe forse pretendere troppo.

                            Perchè "pretendere troppo"?

                            Perché sono note le posizioni ideologiche di Martina (ma anche di Scarpa) non certo di eccessiva comprensione sociale.
                            Sto usando giri di parole per evitare cenni troppo espliciti a posizioni politiche et similia, probabilmente fuori policy e poi questa non è la sede adatta.

                            È noto l'episodio in cui Bottaro si rifiutò di disegnare una storia di Martina in quanto questi definiva i disoccupati come dei "fannulloni".
                            Non che si possa pretendere riflessioni sociali ampie e profonde da chi fa simili teorizzazioni.

                            Detto ciò, sia chiaro, adoro il Martina giallista topoliniano.
                            E non poco.
                            « Ultima modifica: Domenica 21 Lug 2024, 13:07:42 da MarioCX »
                            ...ho la febbre, ma ti porto fuori a bere...

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                              Re:I Grandi Classici Disney (Seconda Serie) - Anno 2024
                              Risposta #1963: Domenica 21 Lug 2024, 13:20:36


                              In ogni caso, segnalo che (perlomeno nella mia copia, ma credo non soltanto) le pagine 176 e 177, all'inizio dell'impresa cosmisubacquea, sono invertite.
                              [/quote]

                              Confermo stesso difetto anche nella mia copia.

                              *

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                                Re:I Grandi Classici Disney (Seconda Serie) - Anno 2024
                                Risposta #1964: Martedì 23 Lug 2024, 22:30:52
                                Sinceramente non comprendo perchè Astralpippo è stato inserito nella sezione "Fantascienza".

                                 

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