Bellissime entrambe, ma la mia preferenza è andata a Topolino e le regolissime del Guazzabù per il tema della realtà virtuale che catapulta i videogiocatori muniti di appositi "occhialissimi" in una realtà fittizia, distorcendo la loro percezione sull'ambiente in cui si muovono e sulle azioni che compiono.
Umorismo, suspense e intrigo sono armonizzati all'interno di un tessuto narrativo che sa mantenersi coinvolgente e ritmato e convivono felicemente in questa perla della splendida coppia Casty/De Vita, nella quale il subdolo Doppioscherzo riesce a produrre una crepa nel rigore e nella fermezza del carattere dell'abbiente Colin Mc Cresus che lo spinge molto vicino ad impossessarsi del suo intero patrimonio finanziario, punzecchiandolo nella sua smania di essere, in ogni ambito, sempre e comunque il migliore, il Numero Uno!
Meravigliosa poi la caratterizzazione di Topolino che, ben lungi dall'essere un personaggio "perfetto", si lascia coinvolgere anche lui (con un entusiasmo gioviale e genuino, degno di un ragazzino) nel gioco del Guazzabù ma che ben presto comprende come ci sia, dietro a tutto ciò, qualcosa di assolutamente malsano e che riuscirà, nel gustoso finale della storia, a rendere pan per focaccia al villain che aveva voluto farsi beffe di lui utilizzando gli stessi meccanismi dell'inganno prodotti dal genio distorto del "re della burla".