Recensione Topolino 3544
Numero di Halloween doveva essere e numero di Halloween è stato. Una buona dose di “terrore” permea questo albo, in linea con la media usuale ma
forse più convincente proprio per la compattezza tematica e l’assenza – con sole tre storie – dei sempre dolenti momenti di dispersione.
La storia di apertura è
Lord Hatequack presenta… Minni e la fiera delle ombre lunghe, di
Marco Nucci e
Giorgio Cavazzano. La vicenda vede
il ritorno del Dottor Piuma, introdotto in
Topolino e l’incubo dell’isola di corallo, che di nuovo si serve di un oggetto magico per introdurre nella vita dei protagonisti un elemento di misteriosa e spiazzante alterità. Con lui è di scena il corpulento
Dottor Catrame, di fatto il braccio armato di una coppia che nei nomi richiama l’antica punizione dei bari nel west.
Il culmine della genuina tensione horror della storia si raggiunge quando l’oggetto di turno, una pendola, sprigiona per la prima volta il suo potere magico, invertendo il flusso del tempo e costringendo
Minni e sua zia Cordelia (la proprietaria della
Casa dei mille corvi) a vivere a ritroso, risvegliandosi ogni volta una giornata più indietro nel passato.
Meccanismo semplice ed efficace, che sfocia in uno iato di anni, con i due personaggi ringiovaniti fino al tempo delle loro dolci memorie di infanzia/giovinezza.
Altri aspetti della storia, tuttavia, appaiono meno efficaci: anzitutto, la lentezza nelle azioni di Minni e Cordelia, determinate soprattutto dalla
inflessibile verbosità della seconda, un po’ irrigidita nel suo alveo di parente bonaria e positiva. In generale, varie sezioni della storia hanno dato a chi scrive una sensazione di innaturale “inserto” fra i gangli della vicenda.

Indietro tutta
Poi
il refrain dell’epiteto che la zia rivolge alla nipote: “Fanciulla”; così come “fanciulli” sono i corvi dell’omonima casa. Espediente tipico dell’autore,
i “tormentoni” funzionano benissimo nelle sue storie umoristiche, ma finora hanno sempre mostrato una marcia in meno in quelle più serie. Insomma, questi elementi-cuscinetto fra i personaggi e la loro genuina paura
un po’ stemperano la tensione nei momenti in cui invece si vorrebbe vederla incalzare o quantomeno sottilmente permeare la vicenda. A parere personale, un peccato.
I disegni di Cavazzano aprono un discorso interessante: laddove le atmosfere più complesse e – appunto – orrorifiche sono spesso centrate, su alcuni scorci elementari il Maestro lascia meno convinti: nulla da eccepire se pensiamo a un disegnatore settantacinquenne reduce da un infortunio alla spalla, e per giunta alla prova su una storia lunga e come detto prima forse troppo lunga per il suo materiale.
In senso più neutro,
personaggi come Minni appaiono più slanciati, in un trend nella recente produzione del Maestro che lo ha visto progressivamente allontanarsi dalle proporzioni fissate vent’anni fa e armonizzare diversamente i rapporti fra le varie parti del corpo. Come sempre,
un’evoluzione continua che non manca di destare la nostra curiosità e ammirazione.
La seconda storia del numero,
Dormi, dormi, Paperino, di
Matteo Venerus e
Giada Perissinotto, è una piccola sorpresa in positivo: uno spunto apparentemente telecomandato (Paperino che si addormenta e sogna il suo spaventapasseri tormentarlo nel sonno), viene portato alle estreme sue conseguenze interne e
riesce a toccare picchi di inquietudine insperati, specialmente nella ramificazione dei paradossi tipici della logica dei sogni. Interessante il ruolo dei disegni, che certamente non ci hanno abituati ad un tratto gotico/horror, e che proprio per questo
al momento del dunque stupiscono positivamente.

Un incubo… familiare[/size][/i]
Si chiude con una storia che in realtà è
una ristampa:
Che avventure, Topolino!, scritta e disegnata da
Casty cinque anni fa in occasione del compleanno di Topolino ma allora relegata ad una
pubblicazione speciale come storia “da completare” mediante figurine.
Mossa stramba, pubblicare una ristampa nel momento in cui Topolino compie 95 anni e soprattutto la sua Casa dei Sogni ne compie 100. Molto più legittima la collocazione nel numero della
Thriller Edition uscito un mese fa. Ma tant’è.
La vicenda è buffamente scombinata e magari non delle più memorabili, ma il diavolo – in questo caso domiciliato in provincia di Udine – sta nei dettagli e Casty non si smentisce: impagabile, ad esempio, l’atteggiamento di Topolino nei momenti più imbizzarriti della vicenda,
quasi in elegante controtempo con il fiume di eventi che si risolverà poi nella sua ennesima festa di compleanno.
Un numero strano, in conclusione, che va controcorrente rispetto alla consuetudine di spalmare le storie a puntate su molti numeri. Una sorpresa per nulla sgradita, per quanto riguarda il sottoscritto che ancora ricorda di non aver creduto ai suoi occhi, nel glorioso 2010, nel constatare che
Topolino e il mondo di Tutor stava tutta intera in un volumetto del settimanale.
Ogni tanto la scorpacciata (di dolci o di scherzi) ci vuole. Buon Halloween a tutti!
Voto del recensore:
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