Opera di Gervasio e Zanchi del 2022.
Già dalla prima, intensa, lettura mi ha restituito sensazioni di coinvolgimento e di intrigo che ricordo con molto affetto.
Gervasio si riallaccia alla narrazione d'Oltreoceano che ha reso celebre il personaggio di Zio Paperone attingendo a piene mani dai classici barksiani e donrosiani cucinando una pietanza ricca, gustosa, farcita di citazioni che non appesantiscono la trama ma che, al contrario, la valorizzano.
Il racconto scorre fluido, sostenuto da un ritmo che lo mantiene fresco e brillante e la regia grafica di Zanchi (con tavole libere, ariose e dinamiche) serve come meglio non credo avrebbe potuto l'invitante sceneggiatura.
Di par suo, Marco Gervasio intesse delle relazioni interpersonali tra i personaggi veraci e credibili, sia nel rapporto di odio tra Soapy Slick e Doretta e tra il primo e Scrooge che nella delineazione del confronto tra i due "amanti di un tempo".
Il tratteggio dell'amore impossibile tra "Glittering" Goldie e il "Re del Klondike" è quanto di più tenero e delicato si possa desiderare, pregno di sguardi, memorie che riaffiorano, rimpianti, biasimo nei confronti delle loro controparti giovanili di allora e che si nutre più di silenzi che di succosi dialoghi.
Non fatico a considerarla un classico moderno, un'opera fumettistica che merita di essere conosciuta e valorizzata come una perla contemporanea del fumetto disneyano e, in particolare, del fumetto Disney made in Italy.
Per me rappresenta inoltre una delle più belle storie con protagonista Zio Paperone che abbia mai letto, il che la dice lunga su quanto io tenga a questa storia di meravigliosa fattura.