Ha resuscitato Picone, il cui stile precedente, detto con tutto il rispetto per l'artista, era ai limiti del leggibile. (Ho ancora negli occhi quell'orrore della saga della scatola di Sio)
Purtroppo, è l'unico ad avere giovato di miglioramenti. Oltre a Freccero stesso, che si sta raffinando sempre di più.
I casi di Palazzi ed Held mi sono rimasti indigesti. Nel 3605 in edicola c'è un Held irriconoscibile, quasi un insulto verso il grande artista che è stato.
Anche De Lorenzi, vero, mi piaceva di più prima.
Non condivido su Mazzarello. Resta un ottimo artista, ma normalizzato. Il Mazzarello assurdone dei tempi degli occhi incrociati era un genio fuori dagli schemi e si adattava alla grande a un certo tipo di storie demenzial-buffacchione.
La cosa più fastidiosa è che la freccerizzazione (voluta da Bertani, non da Freccero, s'intende) non è stata democratica e non ha coinvolto tutti.
I vari Cavazzano, Pastrovicchio, Sciarrone, Mottura, ecc., hanno mantenuto (giustamente) i rispettivi stili.
Altri ottimi artisti, come Gottardo, hanno invece dovuto ripiegare sulle commission.
Altri, come Leoni, sono ancora in attività, ma disegnano solo riempitivi.
Tutto molto opinabile.
Dissento riguardo al fatto che, di tutti i disegnatori in forza al Topo, solo Picone abbia giovato della "cura Freccero".
Ricordiamoci che il suo ruolo di direttore artistico consente agli autori di avere una guida cui fare riferimento, cui ispirarsi e grazie al quale poter continuare a migliorare.
Penso a quante new-entry ci sono state negli ultimi anni e che si vanno rafforzando sempre di più, non solo grazie al proprio impegno ma anche per merito della guida di Freccero.
Autori come Bigarella, Capovilla, La Torre, Lomurno, Malgeri (tutti esordienti dal 2018/2019 in poi in ambito Disney) vanno affinando sempre più il loro tratto e se il loro stile ricorda tanto quello di Freccero non me ne faccio un cruccio.
Discorso opinabile, sicuramente, ma dal punto di vista grafico non ho nessun rimprovero da fare alla redazione perché non trovo più nessun autore che mi faccia storcere il naso per i suoi disegni e di settimana in settimana noto una cura grafica nelle storie tale da lustrarsi gli occhi.
Quanto a Marco Palazzi, io lo apprezzo oggi come gradisco i suoi disegni per storie più datate.
Mi piace il suo modo di impostare le tavole in maniera libera e ariosa, molto spesso uscendo fuori da quella che è la classica gabbia del libretto e ritrovare i suoi disegni sul Topo, anche per questa ragione, per me è sempre un piacere.
Il punto su Held, infine, mi sembra francamente esagerato.
Non capisco che cosa abbiano di male i suoi disegni moderni e di certo un autore non può mantenere il suo stile intatto in trenta e passa anni di attività.
Le sue tavole le trovo piacevoli e graziose oggi come nelle storie di trent'anni fa e mai mi sognerei di dire che il suo tratto moderno è quasi un insulto al disegnatore che è stato.
Rispetto l'opinione in disaccordo col mio punto di vista ma questa uscita è infelice e non ne comprendo la ragion d'essere, Apatico.