Mi era sfuggita questa cosa di Indiana Pipps
che peccato non vogliano ripescarlo, ci sono state tante sue belle storie.. un'avventura ogni tanto non mi dispiacerebbe..
Anche a me piacerebbe rivedere qualche storia con Indiana. Così come Eta Beta e altri personaggi ricorrenti fino a pochi anni fa e che ora sembrano spariti del tutto o quasi...
Si sa come mai il direttore ha deciso di ostracizzarli?
Secondo me Indiana Pipps è diventato stantio per diversi fattori. Anzitutto la bidimensionalità del personaggio; Indiana è una parodia del quasi omonimo Indiana Jones, ma quest'ultimo si distingue da tanti protagonisti eroi perché è un personaggio profondo, ricco di sfumature e pieno di difetti (nel primo film è una figura ambigua che ruba un artefatto a una popolazione sudamericana e che ha spezzato il cuore di una ragazza quando questa era molto giovane; nel terzo film scopriamo che ha un rapporto burrascoso con il padre, mentre nel quinto lo vediamo fare i conti con la sua stessa mortalità e con la fugacità del tempo). Pipps è praticamente imbattibile e privo di debolezze, e a parte la sua passione per le negritas non ha nulla di caratteristico che lo distingua da altri avventurieri (anche senza scomodare Indiana Jones o Lara Croft, basti pensare a Zio Paperone o Eurasia, che come Pipps condividono l'amore per l'avventura e per le cacce al tesoro ma risultano molto più caratterizzati).
Non a caso una delle avventure più belle con il personaggio è, a mio avviso,
Indiana Pipps all'inseguimento della stella verde, che mette al centro il suo rapporto con Giada, mostrando quindi un lato romantico che smussa il personaggio e lo rende più umano. A parte questo, ritengo che il personaggio non sia riuscito ad assumere un'identità tutta sua e che sia rimasto bloccato nel ruolo di parodia, pur partecipando ad alcune storie memorabili (una che ho letto solo di recente ma che ho apprezzato molto è
Topolino e la città di ghiaccio), senza mai crescere o evolvere (l'Indiana degli anni '80 è lo stesso degli anni 2020).
La bidimensionalità del personaggio si riflette sulle singole storie, che risultano quindi monotone ripetizioni del medesimo canovaccio, senza guizzi o colpi di scena. A questo contribuisce anche la riproposizione del personaggio del dottor Kranz come antagonista, che già è insulso di suo (anche lui non presenta alcuna tridimensionalità; persino il suo essere un opposto di Indiana sembra essere del tutto irrilevante, là dove
I predatori dell'arca perduta giocava moltissimo sulla specularità di Indiana e Belloq, tanto da incentrare uno dei temi principali del film proprio su questo conflitto), e in più comparendo come unico (o quasi) antagonista di Indiana, porta le storie a risultare ancora più ripetitive (sarebbe come se Paperinik avesse affrontato gli Evroniani in ogni singolo numero di PKNA, anziché cimentarsi con antagonisti diversi come il Razziatore o Vertighel).