Nella prima storia quello non è il Paperone che conosco io.
Volerlo renderlo sempre così "perfetto" sta diventando stucchevole.
Concordo. Mai avrei pensato di 'tifare' per Rockerduck nei confronti di Paperone come di solito si fa con Paperino nei confronti di Gastone. E' vero che John D. continua a giocare in maniera relativamente sleale (ma in passato ne ha fatte di peggio) ma la boria, la sicumera, quel senso di invincibilità (in questo caso morale) con cui lo zione affronta il suo rivale mi porta a prendere le parti del 'pivello'.
Anche perché in passato, per quanto queste caratteristiche fossero sempre aderenti a Paperone (ma 'bilanciate' dalle sue effervescenti e umanissime reazioni), noi lettori vedevamo Rockerduck con occhi diversi dal momento che era molto più carogna di quanto sia oggi. E, in fondo, lo si conosceva poco, per quanto fosse uno dei personaggi più presenti nei fumetti Disney. Aver approfondito alcuni aspetti della sua vita, certe fragilità del suo carattere, lo rende oggi un papero più 'vero' mentre in alcuni casi (come questo) è Paperone a sembrare più finto.
Comunque diverso da come, almeno io, l'ho conosciuto: non dar peso alle rivalità ma pensare solo al guadagno è una mezza verità che lo zione si compiace di affermare: in realtà, in tante occasioni (non sempre collegate al guadagno 'diretto' ma anche al risparmio, se non per questioni di prestigio) Paperon de' Paperoni ha mal sopportato se non sofferto la presenza di Rockerduck, rivale detestato, come minimo.
Si dirà: non era il Paperone di Scarpa e di Cimino (relativamente, poi) ma era comunque quello di Martina e di Pezzin (se non dei Barosso e di Dalmasso): dunque un personaggio più che storicizzato. Se la 'vera natura' di un character dipendesse dalla cronologia delle storie lette, per me il 'vero' zione sarebbe quello lì, al di là delle tempistiche reali che vedono il Paperone di Barks come quello originale (ma non 'definitivo')
L'aver 'umanizzato' Rockerduck ha, al contempo, 'disumanizzato' Paperone, sempre con quello sguardo di sufficienza, di superiorità. Non si scompone mai (come invece accadeva spesso in passato), un papero 'zen', sicuro della sua invincibilità (la calma è la virtù dei forti e Paperone è sicuramente forte ma di certo non calmo). Non si mangia la tuba (come vorrebbe John D.) però è pronto a regalarla all'avventuriero giramondo che mette in competizione i due paperi. Rinunciare al suo storico copricapo significa arrivare all'estremo rimedio contro il 'male estremo' della sconfitta (o del 'non guadagno').
Per cui la sua reazione, una volta che neanche la tuba ha sortito l'effetto desiderato, poteva essere ben diversa da quella che è stata. Mi sarebbe piaciuto vedere nell'ultima splash page non un Paperone sorridente e sicuro di se, tornare sereno verso il Deposito ma un papero che, dopo essersi sforzato nel non esternare la sua rabbia (e questa recita poteva essere giustificata per non dare soddisfazione all'avversario), fosse finalmente libero di esprimere i propri sentimenti, con una nuvoletta nera sopra il capo, un 'Grrrr' a mezzobecco dentato e rabbioso mentre, camminando verso casa, dava un calcio ad una scatoletta sul marciapiedi.