Numero molto piacevole se non per due defezioni, ma comincio dalle storie che ho apprezzato.
La migliore per me è senza ombra di dubbio la storia più corposa del lotto.
Bruno Enna ritorna a scrivere Paperino Paperotto e sforna una delle sue deliziose avventure dal sapore agreste e fanciullesco.
"La Spia che venne dal cielo" è un racconto che pulsa di vivacità, simpatia, brio, freschezza... tutte qualità che convolano a nozze con il carattere esuberante e generoso del piccolo Donald.
Graficamente, Nicola Tosolini dà sfoggio di una prova visiva brillante che dona verve e dinamismo alla guizzante sceneggiatura di Enna.
Ottimo, poi, il racconto di punta dell'albo, scelto per la nuova "operazione dialetti".
Sisti partorisce una vicenda tanto classica quanto gradevole, munita di un buon ritmo narrativo e di dinamiche che si inanellano in maniera intrigante e simpatica.
Gervasio rappresenta la vicenda da par suo, con tavole bellissime da guardare e personaggi espressivi e sempre sul pezzo.
Molto carina anche la breve di Pelosi e Surroz, che esplorano un nuovo tratto della personalità del fedele quattro zampe di Topolino nel secondo episodio di "Vita da Pluto".
Storia semplice ma coinvolgente e che riesce a creare empatia nel lettore sia per la vita di Topolino che per il modo di vivere di Pluto.
Le due note stonate sono, nel mio giudizio, le restanti due vicende.
La breve di Faraci è insapore e racconta del nulla, lasciandomi un senso di insoddisfazione parzialmente attenuato dalla visione dei sempre graziosi disegni di Held.
Delusione che si è accresciuta con la storia di chiusura, scritta da Nucci.
Se dalle prime tavole ho sperato di poter leggere un racconto avventuroso di stampo classico ma declinato nella contemporaneità del libretto, mi sono dovuto presto ricredere.
In primis per la sua brevità, che ne fa una vicenda troppo compressa per poter risultare appassionante e, in seconda battuta, per il suo finale che mi aspettavo avrebbe virato su un risvolto solo accennato e che avrei gradito un po' di più.
Non era partita neanche male questa storia ma nel corso della sua evoluzione ho provato più delusione che altro.
Completano il numero il nuovo appuntamento con la rubrica di disegno, un interessante approfondimento sul carattere "pop" dei dialetti e la gustosa one-page facciniana in chiusura di libretto.