Bruno Enna è uno degli sceneggiatori disneyani di cui ho più stima e che ha scritto alcune delle storie che ho più amato del recente passato del libretto (la trilogia gotica, Topo Maltese, Gli Evaporati, le sue storie con Paperino Paperotto... per citarne qualcuna.)
La sua cifra stilistica si caratterizza per la verve delle sue trame, munite di un ritmo che sa mantenere sempre desta l'attenzione del lettore, accompagnandolo per mano in una lettura di stampo immersivo in cui è facile entrare in empatia con i suoi personaggi e con gli snodi del racconto, vivendo appieno ciò che si sta leggendo.
Adoro la sua gestione degli intrecci spazio/temporali, che denotano un "polso" fermo e ben saldo nella direzione che vuole far prendere alla storia e che emerge in misura preponderante in vicende di ampio respiro come Gli Evaporati e 500 Piedi, quest'ultima vividissima nella mente dei lettori.
Lo scorso anno sono state pubblicate nove sue storie, che spaziano dalle saghe (quella delle GM, "Amelia Oceanica contro le Streghe Vulcaniche", oltre alla sopra menzionata disegnata da Cesarello) alle storie doppie (Pippo Holmes, Il Mistero dei Giganti) passando per le singole come le due dell'operazione "Mirror Christmas" o la chicca di "Paperino e il debito definitivo".
Ad eccezione della saga delle Giovani Marmotte che non è riuscita ad avvincermi, tutte le altre mi hanno offerto delle letture preziose ciascuna nelle proprie caratteristiche, che siano di stampo educativo come "Zio Paperone e l'oro trasmigrante", che uniscano Storia e approfondimento culturale come la vicenda ambientata nella sua terra d'origine (la Sardegna), di caratura quotidiana come "Il Debito definitivo" e infine le saghe, che rappresentano uno dei fiori all'occhiello della sua produzione autoriale.
Alla luce di tutte queste perle cui ha dato vita per mezzo della sua scrittura vivida, fresca, ritmata, immersiva e appassionante, per me la "palma" di Miglior Sceneggiatore disneyano del 2024, indipendentemente dagli esiti del nostro TopoOscar, è sua.