Piccola recensioncina nel mio stile, visto che da un po' non ne facevo...
Premetto di non avere mai visto il Celoni extradisney, ma le tavole sui fumetti topopaperosi non mi hanno mai lasciato indifferente.
Né le prime (forse le primissime mi erano un poco scivolate, lo ammetto), che identifico per quel periodo con PKNA
Spore, né l'ultima,
Dracula, dove l'evoluzione del tratto è evidente.
Se in
Spore Celoni giocava tutto sulle deformazioni, sugli allungamenti volutamente eccessivi, sullo sperimentalismo, anni dopo lo sperimentalismo ha dato i suoi frutti in
Dracula, dove Celoni spesso estremizza senza mai eccedere, anzi caratterizzando in modo perfetto ogni singolo personaggio, con una morbidezza di tratto a dir poco inconsueta, ma certamente magistrale.
Ma, in quest'ultima storia topolinosa (
Dracula, appunto), quel chepiù mi ha stupito è la maestria usata nei chiaroscuri, che spesso danno non solo un incantevole gioco di luci ed ombre (soprattutto), ma fondamentalmente più spessore ai personaggi e agli oggetti di quanto la colorazione moderna già non faccia, colorazione della quale egli si conferma sapiente maestro ed al contempo coraggioso spermentatore (vedi
Io sono Xadhoom)
Se questo è il riferimento della nuova generazione Disney più "anticonformista", ben venga in Disney l'anticonformismo!
E ben venga anche se il detto anticonformismo dovesse creare blooper incredibili come in
Spore, dove Paperinik e Janson si salutano dandosi la mano sinistra...
