Nel numero di Topolino dedicato a Lucca sarà presentata la storia di Cimino "Zio Paperone e il veliero d'argento" disegnata, come già noto, da Giorgio Cavazzano.
Oggi sarebbe stato il suo ottantacinquesimo compleanno.
Era dicembre 2011 quando finalmente tornai a Mestre a fargli visita per
qualche giorno. Era stanco, provato dagli acciacchi che lo
indebolivano e ormai lo costringevano in camera, fra la poltrona e il
letto; ma era sempre lucido. Aveva perso la mobilità e le forze ma non
la memoria o la presenza di spirito. Chiacchierammo a lungo. Una
mattina venne a trovarlo anche il guardiacaccia della valle da pesca
veneta del suo amico, il quale portò due enormi capitoni (o meglio
bisatti, come si dice da quelle parti). Ho in mente questa immagine di
Rodolfo lì, in vestaglia, seduto al tavolo della sua stanza da letto,
con tagliere e coltellaccio a tagliare e pulire questi bisatti che la
sua consorte, esperta coi fornelli, avrebbe poi tramutato in uno
squisito manicaretto in salsa di pomodoro.
Mi regalò le sceneggiature di due sue nuove storie di Zio Paperone,
allora ancora inedite: i difensori di argilla mobile e il veliero
d'argento, colorandone davanti a me la pagina iniziale, come soleva
fare, e aggiungendo una dedica a penna, sempre rigorosamente in
stampatello. In quei paperini schizzati con pochissimi tratti di
matita, in quel Battista che se la ride sotto i baffi, in quel
gabbiano che guarda incuriosito, in quelle espressioni inimitabili
("fantasia di qualche encefalo ammalorato")... c'è tutto lui, il
geniale autore capace di immaginare le trombe di Eustachio, il
Paperzucum, i ki-kongi, Spack Doblon e il muschio del Moloch. Quando
poi, tre mesi dopo, se ne andò, questa storia del veliero era ancora
inedita e Giorgio chiese di poterla disegnare lui, come ultimo saluto
al grande maestro e amico. Ormai lo ha fatto. Sta per uscire.

Parlammo di tante altre cose ma persino anche delle sue storie (non
certo l'argomento su cui di solito si intrattenesse, se non su
esplicita richiesta) e in particolare degli indimenticabili racconti
intorno al fuoco. Quest'uomo ormai vecchio ma sempre pieno di
sentimenti e dotato di straordinaria sensibilità, l'unico fra tutti
che fu mai davvero capace di scrivere d'amore sulle pagine di
Topolino, rivisitò a parole le sue storie più romantiche e intense, a
partire dal suo capolavoro, il bel cavaliere e la regina del lago, del
quale mi raccontò l'originale finale tragico che decise poi di non
adottare. E, nel rievocare questa nonché quella con lo struggente
amore filiale del tamburino, confidò che un'altra storia gli stava
particolarmente a cuore, e che gli sarebbe piaciuto vedere sul secondo
Tesori dedicato ai suoi racconti intorno al fuoco: quella della
sciarpa dell'artigliere, stampata su Minni e lasciata nel
dimenticatoio. L'avevo scoperta tardi ma la ricordavo: un'altra storia
di amore filiale e di innamoramento ma anche di guerra, di ingiustizie
sociali e di riscatto etico. Che poeta straordinario, capace di
parlare ai bambini e agli adulti ed affascinare gli uni e gli altri in
egual misura.
Ciao, Rodolfo, ancora una volta. Quanto sei stato generoso, sempre, e
che regali stupendi le tue storie, le tue parole, i sentimenti e le
risate e le lacrime che hai evocato. Immagina che ti stia chiamando
per farti gli auguri. Lo so che guardi, da lassù, e che
sorridi. Grazie per i tuoi messaggi di speranza e di felicità e di
allegria. Ti abbraccio. Fortissimo.