Ho avuto di recente il grandissimo privilegio di una corrispondenza privata con uno dei più grandi autori Disney che esistano al mondo, Rodolfo Cimino. Il quale, oltre ad una cortese lettera, mi ha gentilmente omaggiato di una delle sue tantissime sceneggiature (con tanto di dedica personale), quelle fatte con gli storyboard come fossero cartoni animati (ne possiedo gelosamente altre due, ma sono recenti e ancora non sono state pubblicate).
Non scrivo questo post per vantarmi o con la smania di rendere nota la notizia che l'autore ha corrisposto in privato con un suo ammiratore/lettore, ma perché sono un pochetto triste (da leggersi amareggiato, chi ha seguito i tg in questi giorni sa davvero cosa voglia dire la tristezza).
Facendo un po' di pulizie in camera ripesco il Topolino n. 2432 contenente proprio la storia scritta dal Maestro Rodolfo (Paperino, Paperoga e la Pentola della Cuccagna), e per divertirmi decido di rileggerla passo passo con la sceneggiatura davanti, per capire come nasce davvero una storia dallo storyboard alle vignette finite. Non c'è che dire, le vignette sono disegnate molto bene e abbastanza fedeli alle impostazioni dettate dai semplici schizzi di Cimino.
Però...
... noto che praticamente TUTTI i dialoghi originali del Maestro sono stati completamente massacrati, riscritti e modificati. Tutti. Vi citerò soltanto alcuni esempi.
Nella storia c'è Battista che dice a Paperone: "Porto tè e pasticcini, signore?"
E lui in risposta: "No, Battista! In questi casi ci vuole il piatto del minatore! E non risparmiare con il pane secco!"
Cimino invece aveva pensato a queste (imho meravigliose) battute per lo zione, in risposta a Battista: "tè con i pasticcini? Ma li hai guardati bene? Servici il dessert del minatore! Borlotti & cannellini in bella vista!" (

)
Altra scena sulla storia, vi è un indigeno con fattezze papere che ha saputo dell'arrivo di Paperino e Paperoga e, sembra non essere contento.
"Andiamo a portar loro la giusta accoglienza! Fatemi strada!"
Isolano: "Yu-uuh! Ci divertiremo!"
Versione originale. Didascalia: "Francuccio prepara accoglienza cocillatoria!"
Indigeno: "Se turisti.. non turisti... Francuccio cocilla! Anda! Anda!"
Isolano affianco: " Evviva Francuccio!"
Capito? L'isolano in originale aveva un nome, Francuccio (lol), non aveva fattezze papere (ma qui non era indispensabile), e parlava sgrammaticato.
Cosa abbiamo avuto sul Topo? Una scena che NON fa ridere, priva di tutto il succo ciminiano che tanto ci ha fatto amare le sue storie.
Sulla capanna del villaggio, poi, c'era scritta un'insegna recante: "Francuccio - Capataz Cocillero". Nella storia sul topo l'insegna è stata completamente rimossa, quindi l'indigeno non è proprio chiamato Francuccio.
La cosa più incredibile di tutto questo, è che non ci si è limitati a cambiare/eliminare tantissime battute ciminiane (c'erano anche parecchi riferimenti e paroloni filosofici, ovviamente omessi), ma addirittura sono stati modificati dialoghi del tutto normali del tipo: "D'accordo, zio!", in "Certo, zio!".
Probabilmente son cose che molti di voi avranno già avuto modo di discutere, e non voglio di certo creare "scandali" e né tantomeno sono intenzionato a farne, posso capire le esigenze di narrazione e scelte editoriali (parliamo comunque del periodo Muci), ma l'idea di tanti lettori che, avendo letto la storia sul Topo, abbiano potuto giudicarla abbastanza noiosetta (così come chissà quante altre storie coi dialoghi massacrati), mi mette un po' di tristezza che non posso farci nulla.
Leggere la sceneggiatura originale vi assicuro che è tutta un'altra cosa e la storia è molto gradevole e divertente più di quanto lo sia la versione sul topo (e Cimino a dirla tutta fa molta tenerezza con i suoi disegni, e si è preso anche la briga di colorare alcune vignette con i pastelli).
Spero non sia così per tutte le sceneggiature di Cimino, avendo più fiducia nella gestione De Poli, e soprattutto, che non sia così per (quasi) ogni storia.
Ecco, volevo dirvi solo questo e condividerlo con chi ne potrà trarre utilità... mi scuso se ho fatto male a rendere pubblici pezzi di sceneggiatura originale di Cimino, e mi scuso anche per la piccola amarezza con cui chiudo questo post, amarezza ampliata dal timore di tantissime storie odierne ciminiane con dialoghi e idee praticamente non suoi.
Grazie per questo regalo Maestro, ora posso dire di avere la VERA
Paperino, Paperoga e la Pentola della Cuccagna.
