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Don Rosa

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Duck Fener
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PolliceSu

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PolliceSu
    Re:Don Rosa
    Risposta #4740: Lunedì 9 Dic 2019, 18:04:32
    Nuovo sosia del Don: Larry David in "Basta che funzioni": https://www.screenweek.it/images/56679?context_type=film&context_id=21436

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      Re:Don Rosa
      Risposta #4741: Mercoledì 11 Dic 2019, 17:43:25
      Qualcuno sa spiegarmi per quale mistero misterioso l'Art Portfolio de luxe di Don Rosa non è ancora comparso sul sito Panini? Ho chiamato lunedì perché non sapevo se doveva essere prenotato e mi hanno risposto che "...abbiamo avuto dei problemi al rientro da Lucca, ma sarà caricato a breve..." Stamattina ancora niente e così con la paura di perderlo e l'ansia di mio figlio che mi tirava scema l'ho ordinato da un altro sito. Ma ne hanno venduti così tanti a Lucca?

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      PolliceSu
        Re:Don Rosa
        Risposta #4742: Mercoledì 11 Dic 2019, 18:13:02
        Qualcuno sa spiegarmi per quale mistero misterioso l'Art Portfolio de luxe di Don Rosa non è ancora comparso sul sito Panini? Ho chiamato lunedì perché non sapevo se doveva essere prenotato e mi hanno risposto che "...abbiamo avuto dei problemi al rientro da Lucca, ma sarà caricato a breve..." Stamattina ancora niente e così con la paura di perderlo e l'ansia di mio figlio che mi tirava scema l'ho ordinato da un altro sito. Ma ne hanno venduti così tanti a Lucca?

        Niente di più facile, la presenza in fiera di Don Rosa ha incrementato di molto le vendite dei suoi prodotti.
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        Gladstone
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          Re:Don Rosa
          Risposta #4743: Martedì 2 Giu 2020, 18:28:07
          Salve a tutti!
          Segnalo che sul sito abbiamo pubblicato poco fa la prima parte di un ottimo (lasciatemelo dire con tutta sincerità) articolo in cui si ricercano i motivi più profondi del successo di Don Rosa, soprattutto in Italia. La seconda parte uscirà nei prossimi giorni.

          http://www.papersera.net/wp/2020/06/02/don-rosa-maestro-del-fumetto-o-autore-di-fan-fiction-prima-parte/
          « Ultima modifica: Martedì 2 Giu 2020, 18:29:39 da Gladstone »
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          Maximilian
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            Re:Don Rosa
            Risposta #4744: Martedì 2 Giu 2020, 19:50:32
            Segnalo che sul sito abbiamo pubblicato poco fa la prima parte di un ottimo (lasciatemelo dire con tutta sincerità) articolo in cui si ricercano i motivi più profondi del successo di Don Rosa, soprattutto in Italia. La seconda parte uscirà nei prossimi giorni.

            http://www.papersera.net/wp/2020/06/02/don-rosa-maestro-del-fumetto-o-autore-di-fan-fiction-prima-parte/

            Ora, io non voglio fare sempre il bastian contrario, ma quando leggo

            "Per la prima volta il fumetto Disney offre un’ottica a temi maturi: il tradimento, l’amore mancato, la morte."

            non posso tacere.
            Temi maturi ci sono sempre stati nel fumetto disney, da che mondo e mondo. Pensare che li abbia introdotti Don Rosa significa non conoscere la produzione precedente.

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              Re:Don Rosa
              Risposta #4745: Martedì 2 Giu 2020, 19:59:57

              Temi maturi ci sono sempre stati nel fumetto disney, da che mondo e mondo. Pensare che li abbia introdotti Don Rosa significa non conoscere la produzione precedente.

              Ci sono sempre stati e siamo d'accordo. Ma trattati in maniera completamente diversa, spesso velati da un'ironia che, in un certo senso, minava la serietà di questi temi.
              Ovviamente ci sono le dovute eccezioni. Quello che trovo sorprendente, in Rosa, è però l'uso di queste tematiche in più storie e con minore scarto temporale. D'altra parte parliamo di una produzione esigua, se confrontata a quelli di tanti altri autori nostrani ben più prolifici.

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              Maximilian
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                Re:Don Rosa
                Risposta #4746: Martedì 2 Giu 2020, 20:27:57
                Ci sono sempre stati e siamo d'accordo. Ma trattati in maniera completamente diversa, spesso velati da un'ironia che, in un certo senso, minava la serietà di questi temi.
                Dipende dall'autore. L'Incommensurabile era parecchio esplicito e sebbene abbia scritto storie con temi seri trattati in modo comico, ne ha realizzate diverse in cui il senso del pericolo e della morte caratterizzava tutta l'atmosfera della vicenda.

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                  Risposta #4747: Martedì 2 Giu 2020, 20:44:22
                  Ci sono sempre stati e siamo d'accordo. Ma trattati in maniera completamente diversa, spesso velati da un'ironia che, in un certo senso, minava la serietà di questi temi.
                  Dipende dall'autore. L'Incommensurabile era parecchio esplicito e sebbene abbia scritto storie con temi seri trattati in modo comico, ne ha realizzate diverse in cui il senso del pericolo e della morte caratterizzava tutta l'atmosfera della vicenda.

                  Presumo tu stia parlando di Walsh. Ma vedi, Gottfredson e Walsh scrivevano in un'epoca in cui persino il cinema hollywoodiano non era codificato da norme morali (il cosiddetto pre-code hollywood), e il fumetto lo si leggeva tra le pagine dei giornali che erano comprati, notoriamente, da adulti. Quando Don Rosa approda ai fumetti di anni ne son passati davvero tanti, e nel frattempo l'America ha prima affrontato un periodo di forte controllo morale sul fumetto (con l'adozione finale del Comics Code Authority nel 1954), e poi ha cominciato a trasgredire queste norme attraverso singoli autori che ne minassero le premesse puritane (Alan Moore, Frank Miller ecc.). Anche il fumetto Disney ha risentito di queste due tendenze (se vedi bene, ne parlo anche nell'articolo, quando accenno alle serie fumettistiche), e ha quindi avuto necessità, via via maggiore, di dar conto di una realtà esterna fino ad allora ovattata da quella "magia" costruita a tavolino a partire, soprattutto, dagli anni '50. Don Rosa ha avuto il merito di essere riuscito ad intercettare queste esigenze e di aver provato a costruire un fumetto più adulto. Certo, ripeto, non era il solo, e anzi, negli anni '90 di prove in questo senso ne abbiamo avute davvero tante. Cos'è rimasto, dopo, lo sappiamo abbastanza bene, purtroppo.

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                  Cornelius
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                    Re:Don Rosa
                    Risposta #4748: Martedì 2 Giu 2020, 23:15:28
                    Presumo tu stia parlando di Walsh. Ma vedi, Gottfredson e Walsh scrivevano in un'epoca in cui persino il cinema hollywoodiano non era codificato da norme morali (il cosiddetto pre-code hollywood), e il fumetto lo si leggeva tra le pagine dei giornali che erano comprati, notoriamente, da adulti.
                    In realtà, dopo le svariate libertà creative degli anni '20 e primi anni '30, per sfuggire a controlli moralizzatori esterni Hollywood si diede un 'codice interno' (il famigerato codice Hays) che fu estremamente rigido e che copri oltre un trentennio, fino agli anni '60.

                    https://auralcrave.com/2018/04/04/il-codice-hays-il-piu-rigido-sistema-di-censura-che-hollywood-abbia-mai-avuto/

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                      Re:Don Rosa
                      Risposta #4749: Mercoledì 3 Giu 2020, 09:48:07

                      Presumo tu stia parlando di Walsh. Ma vedi, Gottfredson e Walsh scrivevano in un'epoca in cui persino il cinema hollywoodiano non era codificato da norme morali (il cosiddetto pre-code hollywood), e il fumetto lo si leggeva tra le pagine dei giornali che erano comprati, notoriamente, da adulti.
                      In realtà, dopo le svariate libertà creative degli anni '20 e primi anni '30, per sfuggire a controlli moralizzatori esterni Hollywood si diede un 'codice interno' (il famigerato codice Hays) che fu estremamente rigido e che copri oltre un trentennio, fino agli anni '60.

                      https://auralcrave.com/2018/04/04/il-codice-hays-il-piu-rigido-sistema-di-censura-che-hollywood-abbia-mai-avuto/

                      Vero, ma la ricezione del codice Hays fu lenta e graduale, e si può dire che coprì buona parte degli anni '30. Già negli anni '40 la moralizzazione era dominante nel mercato cinematografico americano, ma la tematica della guerra (presente anche nel Topolino di Gottfredson) permetteva ancora un margine d'azione non indifferente, definitivamente abbandonato subito dopo l'evento.

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                        Re:Don Rosa
                        Risposta #4750: Mercoledì 3 Giu 2020, 10:20:58
                        Dobbiamo anche pensare ad un altro aspetto: in america quasi nessuno ha piu letto gottfredson e walsh fino alla edizione della library da parte di Fantagraphics. Parlandone con Don Rosa, a mia domanda su che cosa pensasse di Gottfredson, mi ha risposto: "non era nei comic book che leggevo da bambino, quindi non lo conosco".

                        Per l'americano medio topolino e quello dei cartoni scemi della casa di Topolino, oppure dei pupazzi. Gia quello di rudish e una chicca, e speriamo faccia breccia in nuovo pubblico giovane. Quindi, il discorso di morte e argomenti tabu riportati in auge da Don Rosa, e vero. Nel ventennio 1966-1986 in america a livello di fumetto disney non c'e stato nulla. Se poi pensiamo alle modeste storie di Kay Wright, Don Rosa non e una ventata di aria fresca, ma un benefico tornado che ha fatto piazza pulita di un passato recente ben poco raccomandabile.

                        In italia in parte e diverso ma, se confrontiamo la produzione donrosiana con quella italian 1980 - 2020, e ovvio vedere un uso dei temi ben piu maturo e adulto.

                        Ottimo articolo, bravo Alberto ;)

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                        dr. Paperus
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                          Re:Don Rosa
                          Risposta #4751: Mercoledì 3 Giu 2020, 10:36:41
                          Non si può negare che Don Rosa con il suo corpus di storie abbia realizzato un'opera assolutamente nuova e che forse mai più si vedrà: ha messo insieme la trattazione di tematiche adulte, mai trattate così apertamente e senza ironia, riuscendo a propinarle in salsa Disney (in fumetti comunque prima di tutto divertenti), ha costruito una robusta continuity che, in fondo, per il mondo dei paperi era sotto gli occhi di tutti, solo che nessun autore era andato a rivelarla probabilmente perché era ritenuto troppo impegnativo; secondo me è inutile tessere le lodi di quest'autore come il migliore di sempre, almeno tanto quanto sia inutile condannarlo: come hanno scritto nell'introduzione alla sua cronologia di storie sul The Disney Compendium, si tratta semplicemente di un artista il cui successo è oggi impossibile scegliere di ignorare, perché ci ha fatto emozionare, commuovere, ridere, innamorare dei suoi disegni, delle sue complesse trame e dei suoi personaggi, e questo prima di tutto il resto ne fa un grande Maestro Disney, degno di stare alla corte di Gottfredson, Barks, Scarpa, Casty; potrebbe anche essere il minore, ma comunque ci sta.

                          P.S. Non è qualcosa di cui abbiamo bisogno, ma ho sempre sognato che prima o poi nascesse un nuovo Don Rosa che facesse con Gottfredson e Topolino il lavoro che lui ha impostato su Barks e Paperone.
                          « Ultima modifica: Mercoledì 3 Giu 2020, 10:39:20 da Volkabug »
                          ex Paperinik il Templare e Volkabug, inventore dell'Immergrün; prima niubbo, poi lurkatore, adesso utente affezionato; secondo la monetazione antica TEMPLI*PAPERINICUS*E*PAPERIBUS*MIRUM

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                          Manuel Crispo
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                            Re:Don Rosa
                            Risposta #4752: Mercoledì 3 Giu 2020, 10:48:39
                            Non si può negare che Don Rosa con il suo corpus di storie abbia realizzato un'opera assolutamente nuova e che forse mai più si vedrà: ha messo insieme la trattazione di tematiche adulte, mai trattate così apertamente e senza ironia, riuscendo a propinarle in salsa Disney (in fumetti comunque prima di tutto divertenti), ha costruito una robusta continuity che, in fondo, per il mondo dei paperi era sotto gli occhi di tutti, solo che nessun autore era andato a rivelarla probabilmente perché era ritenuto troppo impegnativo; secondo me è inutile tessere le lodi di quest'autore come il migliore di sempre, almeno tanto quanto sia inutile condannarlo: come hanno scritto nell'introduzione alla sua cronologia di storie sul The Disney Compendium, si tratta semplicemente di un artista il cui successo è oggi impossibile scegliere di ignorare, perché ci ha fatto emozionare, commuovere, ridere, innamorare dei suoi disegni, delle sue complesse trame e dei suoi personaggi, e questo prima di tutto il resto ne fa un grande Maestro Disney, degno di stare alla corte di Gottfredson, Barks, Scarpa, Casty; potrebbe anche essere il minore, ma comunque ci sta.

                            P.S. Non è qualcosa di cui abbiamo bisogno, ma ho sempre sognato che prima o poi nascesse un nuovo Don Rosa che facesse con Gottfredson e Topolino il lavoro che lui ha impostato su Barks e Paperone.

                            Ecco il mio problema con Rosa. Non riusciamo mai a scorporare il suo lavoro come opera singola, da un punto di vista prettamente artistico, e la sua volontà di creare un "canone". E' come se la Saga si appoggiasse per buona parte sul peso specifico generato dall'azione di ordinare e sistemare le storie di Barks, che per me è invece il suo difetto maggiore. Immagino un autore competente e generoso come Rosa (al netto delle lagne su Doretta che mi sono assai indigeste) cosa avrebbe potuto dare al fumetto se si fosse sentito libero di inventare una Saga paperoniana totalmente ex novo, e mi sembra uno spreco.
                            “O con amore o con odio, ma sempre con plutocratica sicumera”.

                            *

                            dr. Paperus
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                              Re:Don Rosa
                              Risposta #4753: Mercoledì 3 Giu 2020, 10:58:40
                              Ecco il mio problema con Rosa. Non riusciamo mai a scorporare il suo lavoro come opera singola, da un punto di vista prettamente artistico, e la sua volontà di creare un "canone". E' come se la Saga si appoggiasse per buona parte sul peso specifico generato dall'azione di ordinare e sistemare le storie di Barks, che per me è invece il suo difetto maggiore. Immagino un autore competente e generoso come Rosa (al netto delle lagne su Doretta che mi sono assai indigeste) cosa avrebbe potuto dare al fumetto se si fosse sentito libero di inventare una Saga paperoniana totalmente ex novo, e mi sembra uno spreco.

                              Veramente io non penso che la Saga si appoggi sul peso specifico generato dall'azione di ordinare e sistemare le storie di Barks... la Saga è prima di tutto una grande storia di avventura, sentimenti, sogni e rimpianti. Al di là di tutto questo c'è la base barksiana, ma Don Rosa ha realizzato un'opera tutta sua: il suo giovane Paperone non è come quello dei flashback delle storie di Barks, perché parte da quello ma lo sviluppa e approfondisce secondo la personale visione che Don Rosa ha del personaggio; e i "fatti" barksiani che vengono inseriti filologicamente non sono il vero scheletro della Saga: talvolta essi sono solo un piccolo spunto da cui l'autore parte per costruire qualcosa di enorme, talvolta invece (come nel capitolo 11) sono quasi un intralcio che l'autore è bravo a incastrare nella trama senza renderla tediosa; il vero scheletro dell'opera è il percorso di formazione e poi di declino di Paperone, cui Barks aveva accennato ma non con i fatti, piuttosto con i sentimenti di Scrooge; io penso che non avrebbe fatto differenza concettuale se Don Rosa avesse usato come fonte Scarpa o Cimino piuttosto che Barks: in ogni caso, non si limita a copiare ma realizza una storia sua.
                              ex Paperinik il Templare e Volkabug, inventore dell'Immergrün; prima niubbo, poi lurkatore, adesso utente affezionato; secondo la monetazione antica TEMPLI*PAPERINICUS*E*PAPERIBUS*MIRUM

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                              Manuel Crispo
                              Sceriffo di Valmitraglia
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                                Re:Don Rosa
                                Risposta #4754: Mercoledì 3 Giu 2020, 11:16:33
                                Ecco il mio problema con Rosa. Non riusciamo mai a scorporare il suo lavoro come opera singola, da un punto di vista prettamente artistico, e la sua volontà di creare un "canone". E' come se la Saga si appoggiasse per buona parte sul peso specifico generato dall'azione di ordinare e sistemare le storie di Barks, che per me è invece il suo difetto maggiore. Immagino un autore competente e generoso come Rosa (al netto delle lagne su Doretta che mi sono assai indigeste) cosa avrebbe potuto dare al fumetto se si fosse sentito libero di inventare una Saga paperoniana totalmente ex novo, e mi sembra uno spreco.

                                Veramente io non penso che la Saga si appoggi sul peso specifico generato dall'azione di ordinare e sistemare le storie di Barks... la Saga è prima di tutto una grande storia di avventura, sentimenti, sogni e rimpianti. Al di là di tutto questo c'è la base barksiana, ma Don Rosa ha realizzato un'opera tutta sua: il suo giovane Paperone non è come quello dei flashback delle storie di Barks, perché parte da quello ma lo sviluppa e approfondisce secondo la personale visione che Don Rosa ha del personaggio; e i "fatti" barksiani che vengono inseriti filologicamente non sono il vero scheletro della Saga: talvolta essi sono solo un piccolo spunto da cui l'autore parte per costruire qualcosa di enorme, talvolta invece (come nel capitolo 11) sono quasi un intralcio che l'autore è bravo a incastrare nella trama senza renderla tediosa; il vero scheletro dell'opera è il percorso di formazione e poi di declino di Paperone, cui Barks aveva accennato ma non con i fatti, piuttosto con i sentimenti di Scrooge; io penso che non avrebbe fatto differenza concettuale se Don Rosa avesse usato come fonte Scarpa o Cimino piuttosto che Barks: in ogni caso, non si limita a copiare ma realizza una storia sua.

                                Mi sembra abbastanza evidente però come l'elemento di fascino maggiore presso il grande pubblico risieda proprio nell'aver "ordinato" gli spunti barksiani. Poi concordo sul fatto che Rosa sia comunque un bravissimo autore, ma non si può sottovalutare il peso che questa volontà ordinatrice ha avuto nella fortuna decennale della Saga. Basta chiedere a un lettore qualunque per strada qual è per lui l'elemento di maggior rilievo nella Saga, cosa la renda così unica e memorabile. Io ho sempre ricevuto sempre la stessa risposta: perché per la prima volta si crea una visione canonica, organica e sistematica della vita di un personaggio Disney.

                                Io non sono un sostenitore tout court dell'idea "Saga come fan-fiction", tuttavia una fan-fiction cos'è in fondo? Il sogno spurio di un fan che costruisce edifici laddove un Creatore altro aveva tracciato dei semplici segni per terra. Wikipedia ci dice che "Tali opere vengono spesso ideate dai fan per fornire una propria visione della storia, creando situazioni che si inseriscono nella continuità in un momento precedente o successivo alla trama dell'opera originale, oppure inserite nel corso della trama stessa, con l'intento di "completare" parti che non erano state approfondite dagli autori originali." E' chiaro che realizza una storia sua, come dici, ma poggia comunque in modo non comune sugli indizi seminati da Barks nelle sue storie. Credo che questo sia innegabile e credo anche che per molti sia il maggiore elemento di interesse. 
                                « Ultima modifica: Mercoledì 3 Giu 2020, 11:18:27 da Manuel Crispo »
                                “O con amore o con odio, ma sempre con plutocratica sicumera”.

                                 

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