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Andrergio Fanteriti, o l'umorismo in agguato.
Quello di Andrea Fanton (e dell'insostituibile Sergio Asteriti alle matite, con il quale si crea una delle più esilaranti simbiosi del fumetto Disney, paragonabile solo a Fanton/Perego e Fanton/De Vita padre; da cui la fusione dei due nomi) è un umorismo diverso da tutti gli altri umorismi Disney. Non è un umorismo come quello di Don Rosa o quello di Casty (per prendere due esempi molto diversi da loro nonchè dallo stesso Fanton). Non è un umorismo di maniera, del resto, di quello propinato dagli autori dell'era Muci (e anche da molti dell'era De Poli), subordinato a poche battute e situazioni classiche e schiacciato dall'incuria del linguaggio e della messa in scena.
Quello di Andrea Fanton e Sergio Asteriti è un umorismo che si muove per trappole, in cui capita talvolta che l'azione manchi del tutto, lasciando il posto ad un altro elemento, sinora mai così accentuato. L'osservazione.
Il Pippo di Andrea Fanton (e Sergio Asteriti) è un tipo bizzarro, come lo era sempre stato, e imprevedibile come e più di sempre; tale imprevedibilità viene visualizzata in una memorabile scena da "La depressione da inquinamento", una delle sue avventure più sorprendenti, in cui rischierà più volte di di far fare le spese della sua malattia a coloro che lo circondano:

Oppure, sarà Talipete a trascinarlo nel proprio appartamento/aula per interrogarlo. E il bello è che Pippo, controvoglia, tirato dentro suo malgrado ma costituzionalmente incapace di opporsi, di volta in volta subisce svariati supplizi.
Il Pippo di Fanton è sbadato, disponibile come lo è sempre stato, e soprattutto, molto più che in origine, è
immerso nel suo mondo.
E infatti spesso lo vediamo compiere azioni o fare battute che a noi sembrano avulse dal contesto ma che invece rispondo al suo indecifrabile modo di pensare ed alla sua incredibile personalità.
Ed eccoci alla frase di apertura: Andrea Fanton o l'umorismo in agguato; nelle sue storie, la risata è veicolata dalla stranezza, dallo stupore, dall'inatteso, che si fa di volta in volta ridicolo, catastrofico, filosofico.
E la celestiale battuta da "Il salto... in lungo e in largo": "Andiamo a goderci lo spettacolo", che mi ha fatto capire tante ma tante cose su tanta gente; e che compensa una certa follia fine a sè stessa forse un po' superficiale di cui i due autori vengono talvolta accusati non senza qualche ragione (che pure - "Le sfere essenziali" - riserva comunque delle perle almeno comiche).
Uno degli umorismi più sottili e pervasivi che conosca, personalmente, e che personalmente adoro. Un umorismo, appunto, che prende in trappola il lettore, che gli tende un agguato ad ogni passo, accompagnandolo dall'inizio alla fine (che fine poi non è, perché la conclusione è spesso in media res) persino nei nodi fondamentali della trama.
Andrea Fanton è parte integrante del successo di Asteriti e Sergio Asteriti è parte integrante della narrativa di Fanton.
Ed io personalmente ho letto con piacere le storie di questo sceneggiatore nelle quali ho trovato tanto buonumore, tanto divertimento e persino... me stesso:
