Nelle storie attuali (che diligentemente la mia lei mi sottopone) non rilevo quei guizzi e quei lampi di genio tipici di quelle più antiche.
E trattandosi di animali umanizzati, uno si aspetterebbere qualche follia in più. Non so se cioò non avvenga a causa di direttive redazionali o perchè gli autori di una volta partivano un po' da zero...fatto sta che mi piacerebbe leggere ancora trovate tipo mettere il sale in zucca ai Ki-Kongi per farli diventare buoni. (avevo riso tanto e rido anche adesso).
Noto anche che nelle storie attuali ci sono poche "parole difficili".
In quelle vecchie infatti, spesso venivano inserite parole non proprio usuali, sicuramente per creare un effetto divertente, (es. quando Paperone dice "valsente" o anche solo "tapino") ma per me servirono da stimolo per ricercarne il significato.
Quoto entrambe le cose: il sale nella zucca dei Ki-kongi e il lessico.
Oggi, anche se leggo da anni poche storie, alemno su TL, mi pare tutto più... scontato.
Scontate le trovate e scontato il linguaggio.
Invece di imparare parole ricercate e buffe, sono inorridito leggendo in una storia del Dr Mouse, "redarre"! :o
Redarre è un verbo che non esiste, il verbo vero è redigere.
Redarre è stato inventato per sbaglio, credo da qualche giornalista ignorante, sul calco del participio passato
redatto.
Ora, mi auguro che da parte dell'autore sia stata solo una svista, e non sarebbe niente di tragico, le sviste capitano, ma... la redazione?
Nessuno se ne è accorto e ha corretto?
Si accorgono solo di "dannazione" che va sostituito con "Perbaccolina"?
La differenza è anche questa: un tempo i bambini leggendo Topolino imparavano parole come tapino, derelitto, sicumera.
Oggi imparano a dire "redarre" e a credere che i pinguini stiano al Polo Nord!
