Caro Gilberto66, non so di quali altri fumetti tu stia parlando, (perché non avevo voglia di andarmi a cercare i tuoi post nella sezione apposita

), ma se, come immagino, ti riferisci alla Bonelli, o ad altri italiani, tipo Diabolik, pur non leggendoli più da un po', son portato a darti ragione. D'altronde fumetti con protagonisti pochi personaggi, dai caratteri molto delineati, per non dire qualche volta tagliati con l'accetta, che si trovano ad agire in una serie molto limitata di situazioni-tipo, è inevitabile che dopo un certo numero di anni tirino un po' la corda. Ed in questo occorrerebbe imparare dal fumetto giapponese, i manga, un mondo che non ho idea se tu conosca o no; comunque un mondo in cui le serie vengono ideate, scritte e disegnate da un singolo autore, coadiuvato da alcuni collaboratori, e dopo una decina d'anni, in media, si concludono, senza lasciare strascichi, e l'autore ne inventa un'altra. Difatti l'esempio è stato ripreso dalla Bonelli con miniserie di 18 numeri, come Brad Barron (dove Faraci si ispira di brutto agli evroniani per i cattivi), o Demian, e probabilmente con altre più recenti.
Ma qui stiamo parlando di Disney, e la grande fortuna che abbiamo noi lettori è che i personaggi sono davvero universali, possono vivere avventure di ogni tipo, e quindi c'è spazio per espandere la fantasia, se non proprio all'infinito, ma quasi. Noto che, ultimamente, c'è carenza di Grandi Parodie (il che magari è fisiologico, ne sono state fatte tante), con la significativa eccezione di Dracula, e se non erro, ce ne sarà tra poco una su Moby Dick.
Ma soprattutto noto che nel periodo 2000-2005, il tanto vituperato (giustamente) periodo Muci, se ne sono andati dalla Disney Italia, o si sono dedicati ad altro, un mucchio di autori, sia "storici", sia divenuti importanti nel periodo immediatamente precedente. Se ne andò Pezzin, se ne andò Artibani, e molti altri. Sulla politica editoriale si sono sentite le autorevoli voci di Pezzin e del mai abbastanza compianto Concina, e se due indizi fanno una prova...le sensazioni che avevamo avuto da lettori in quel periodo non erano fallaci impressioni, ma fatti.
Personalmente penso (sto rileggendo giusto in questo periodo un mucchio di fumetti Disney vari degli anni 90) che oggi alla Disney Italia non manchino i Grandi Autori, ma gli Artigiani; artigiani di qualità, si intende. Parlo di sceneggiatori come Sarda, Concina, Nino Russo, Giorgio Figus, Carlo Gentina, Fabio Michelini, e se ne dimentico qualcuno mi scuso (Pezzin, ormai va considerato un Grande Autore, e non solo da ora). Gente, cioè, che raramente (con le debite eccezioni, soprattutto Sarda) raggiungeva vette altissime, ma che però aveva molto chiare in testa le caratteristiche fondamentali dei personaggi, se li giostrava agevolmente, ne esplorava lati nascosti, scriveva un gran numero di storie, e, pur rimanendo nei solchi della tradizione, mai banali: andavano a costituire un "corpus" che erano la maggioranza delle storie che leggevamo (parlo degli anni 90). Queste storie avevano generalmente una qualità media molto, molto buona; si facevano leggere facilmente dal lettore occasionale, però spesso strizzavano l'occhio al lettore più esperto, più "interno" al mondo Disney, come se implicitamente dicessero: "avete presente che di solito succede questo? (es. Paperino e i debiti, Paperoga e i disastri, ecc), bene, eccovi una
variazione sul tema". Dopodiché, anche allora c'erano i Capolavori, ma di soli Capolavori non si vive, per loro natura sono rari, o non sono più tali; oggi sembra di essere negli anni '60, ci sono o Grandi Storie, o mezze schifezze (ma negli '60 c'erano molti più Capolavori Assoluti), mentre negli anni '90, a mio avviso, i tanti anni di esperienza avevano portato alla capacità di vivere alla giornata, di far bene il quotidiano. Una capacità che si è un po' persa.
La qualità media del Topolino di oggi è molto, molto alta, specie degli ultimi numeri; ma temo che si sia perso un po' quel patrimonio di esperienza, parecchi autori se ne sono andati, alcuni li ha recuperati la De Poli; certi che ci sono ancora producono meno, o vengono approvate loro meno storie. Gli sceneggiatori "nuovi" (Cirillo, Pesce, al non me ne vengono altri) non mi convincono granché. Quello di oggi, può essere uno dei periodi migliori del libretto, ma ci sono molti alti e bassi, e si è sprecato tanto di ciò che si era costruito. Voglio dire che il Topolino potrebbe essere persino migliore, e di molto.