Non partecipo alle discussioni del forum da un bel po', ma continuo ad essere un gran lurkatore di tanto in tanto.
Complici le festività, ho avuto più tempo da dedicare sia al recupero di letture fumettistiche, sia di quelle forumistiche. E, leggendo qua e là, mi è capitato, ben più di una volta, di imbattermi in discussioni, flame e quant'altro che vertevano sull'annosa questione "Topolino di ieri vs Topolino di oggi".
Non è mia intenzione scatenare inutili e ulteriori polemiche, ma, reduce da una full-immersion di materiale sia recente che datato, sarei curioso di sapere, a detta degli utenti che parteggiano per una parte o per l'altra, per quali ragioni, strutturali o narrative, le storie del passato funzionavano meglio di quelle attuali o viceversa, senza tirare in ballo questioni del tipo "Prima c'era Scarpa, adesso abbiamo Ambrosio", ma cercando di spiegare perché una storia di Barks funziona mentre una di Artibani no, partendo dal presupposto, appurato in quasi ogni discussione sull'argomento, che ogni epoca ha prodotto capolavori e ciofeche, maestri e autori mediocri.
Per fare un esempio, trovo che le avventure più recenti di indiana Pipps (diciamo quelle degli ultimi vent'anni), anche quelle realizzate dallo stesso Sarda, siano generalmente inferiori rispetto alle precedenti ed uno dei motivi credo sia l'eccessiva compressione narrativa, specialmente delle sequenze di viaggio. Storie come
Indiana Pipps e il Trono Magico o
Indiana Pipps e la Fonte della Bellezza si articolavano in lunghe spedizioni che portavano su carta lo spirito e il respiro dei film d'avventura dell'epoca, laddove, invece, oggi si preferisce sorvolare, cercando di trasmettere più l'idea del viaggio piuttosto che mostrarne la narrazione.
Spero di essere riuscito a far capire ciò che intendo
