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Storie Disney e DIRITTO!

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Gancio
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    Storie Disney e DIRITTO!
    Venerdì 9 Set 2016, 11:58:10
    Cari amici ed utenti paperseriani, ho pensato di aprire questo nuovo topic come punto di riferimento per tutte le discussioni e i dibattiti su tematiche fanta-pseudo-simil-giuridiche che a volte capita di affrontare leggendo le nostre storie preferite o anche sono per semplici pippe mentali speculazioni personali degli utenti.

    Anche il diritto infatti, come altre manifestazioni della civile convivenza, fa a volte la sua comparsa nell'immaginario mondo dei personaggi Disney, nella maggior parte dei casi con connotazioni buffe e fortemente ironiche, in qualche caso perfino con tratti più verosimili.

    Lo scopo del topic è, pertanto, quello di provare a riunire in un unico contesto tutte le varie discussioni sulle storie che, direttamente o indirettamente, trattano o citano tematiche giuridiche, confrontando punti di vista e analizzando le modalità con cui gli autori di volta in volta adattano gli istituti alle esigenze narrative.

    In questo primo post terrò due elenchi, che cercherò di aggiornare costantemente, uno con l'elenco delle storie (specificando tra parentesi tematica ed autore della segnalazione), anche e soprattutto sulla base delle vostre segnalazioni, un altro con l'indicazione delle questioni più "calde", vale a dire quelle che han dato luogo a dibattiti o analisi.

    Invoco dunque la benedizione del nume tutelare del diritto disenyano, quel Bartolomeo Pandetta ideatore delle famosissime pronuncie di "arrangiati&spera" di ciminiana memoria e, sperando di aver fatto cosa utile e/o gradita, passo ad inaugurare il topic.

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    [size=14]ELENCO DELLE STORIE CON TEMATICHE GURIDICHE[/size]
    [list bull-redcheck]
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    [size=14]DISCUSSIONI A TEMA GIURIDICO[/size]
    [list bull-blackcheck]
    • Uno degli ultimi argomenti giuridici che hanno animato l'estate disneyana è sicuramente la fantomatica e molto discussa questione della legalità dell'acquisto della bottiglia, contenente i triliardi di Paperone, ad opera dei Bassotti in Zio Paperone e i triliardi in bottiglia.
      La questione ha intrigato parecchio l'animo giuridico di molti utenti, riempendo le pagine del topic sul topo 3167 con interessanti ed a volte fantasiose ricostruzioni; personalmente ho già detto la mia, dunque non aggiungerò altro, ma il recente articolo apparso su di un noto sito dedicato al mondo dei fumetti, a firma di un utente del forum, ha riportato d'attualità la questione: ebbene, quid iuris;D

      ---------------

    • Altra questione che non posso esimermi dal segnalare è la discussione sull'eventuale/ipotetica delazione ereditaria di Paperon de' Paperoni (nota personale: quello ci seppellisce tutti, altro che eredità!  ;D) discussa amenamente in questo topic.

      ---------------

    • Su segnalazione e richiesta dell'amico Luxor, ho scritto due parole sulla questione della eventuale spettanza dei diritti d'autore sul romanzo di Steven Ping nella zichiana storia del Grande Splash

      ---------------

    • Qualche breve considerazione sull'usucapione menzionata da Massimo De Vita ne Il matrimonio di Zio Paperone
    Ringrazio tutti per la collaborazione e le segnalazioni, e non esitate ad inviarne di nuove  :)

    Ah, e non dimenticate di consultare lo Studio Legale dell'avvocato Cavillo Busillis, consulenze a buon prezzo per tutti!!!  ;D
    « Ultima modifica: Lunedì 7 Nov 2016, 19:54:25 da Angelo85 »
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    Maximilian
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      Re: Corpus Iuris Disneyanus
      Risposta #1: Domenica 25 Set 2016, 19:48:23

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      Luxor
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        Re: Corpus Iuris Disneyanus
        Risposta #2: Domenica 25 Set 2016, 19:55:48
        Io vorrei segnalare la storia del Grande Splash per un dubbio giuridico: alla fine, il bassotto scrittore afferma che sarebbe bastato aspettare un altro giorno e i bassotti avrebbero incassato due miliardi di diritti di vendita del libro, ma che visto quello che è successo devono probabilmente rinunciarci.

        Legalmente parlando, quei due miliardi non spettano comunque al bassotto che ha scritto il libro?
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          Re: Corpus Iuris Disneyanus
          Risposta #3: Lunedì 26 Set 2016, 00:37:48
          C'erano belle storie con Filo Sganga, Brigitta e Paperone che battagliavano con norme giuridiche d'ogni fattura.

          La più celebre non può che essere l'usucapione della storia "Il matrimonio di zio Paperone"
          https://coa.inducks.org/story.php?c=I+TL+1510-AP

          Una storia che mi ha sempre lasciato dubbi giuridici è invece "Zio Paperone e il maleficio blu"
          https://coa.inducks.org/story.php?c=I+TL++686-A

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            Re: Corpus Iuris Disneyanus
            Risposta #4: Lunedì 26 Set 2016, 01:01:04
            In generale, sono interessanti sotto questo punto di vista tutte le storie in cui compare l'avvocato Cavillo Busillis, personaggio ricorrente nelle storie di Scarpa.

            https://coa.inducks.org/character.php?c1=date&c=Busillis&view=4

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            Gancio
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              Re: Corpus Iuris Disneyanus
              Risposta #5: Giovedì 13 Ott 2016, 18:58:32
              Mi ero un po perso il topic.  :)

              Segnalo questa storia
              Questa non la possiedo, aggiungo "putroppo" in quanto vedo essere una ciminiana, quindi lascio la parola a chi l'ha letta, idem per "Zio Paperone e il maleficio blu".

              Il Grande Splash devo rileggermela, cosi a freddo non ricordo l'aneddoto, e stessa cosa farò per il matrimonio di ZP, poi magari scriverò qualcosa.

              Grazie MiTo per la segnalazione di Cavillo  ;D
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                Re: Corpus Iuris Disneyanus
                Risposta #6: Sabato 15 Ott 2016, 16:11:50
                Questa non la possiedo, aggiungo "putroppo" in quanto vedo essere una ciminiana, quindi lascio la parola a chi l'ha letta
                Tra l'altro è proprio una delle ciminiane che preferisco, appunto per come viene affrontato l'argomento legislativo.   

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                  Re: Corpus Iuris Disneyanus
                  Risposta #7: Sabato 15 Ott 2016, 17:00:39
                  Tempo fa ci ha visti divisi una storia con Basettoni che tenta in tutti i modi di incastrate Gambadilegno (inizialmente innocente) per proprio tornaconto personale. La storia è Basettoni e il colpo a doppia (anzi, tripla) sorpresa e la discussione nacque da questo post.

                  Tra i classici, come non citare il contratto tra Paperone e i Bassotti ne Le lenticchie di Babilonia? Pezzo di carta che ribalta tutto il senso della storia finora letta.

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                  Luxor
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                    Re: Corpus Iuris Disneyanus
                    Risposta #8: Sabato 15 Ott 2016, 17:39:02
                    Io vorrei segnalare la storia del Grande Splash per un dubbio giuridico: alla fine, il bassotto scrittore afferma che sarebbe bastato aspettare un altro giorno e i bassotti avrebbero incassato due miliardi di diritti di vendita del libro, ma che visto quello che è successo devono probabilmente rinunciarci.

                    Legalmente parlando, quei due miliardi non spettano comunque al bassotto che ha scritto il libro?

                    Mi autoquoto solo perchè vorrei chiedere agli avvocati del forum se possono risolvermi questo dubbio :)
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                      Risposta #9: Mercoledì 19 Ott 2016, 11:24:06
                      Allora, ho dovuto rileggere la storia perchè non ricordavo l'aneddoto, e confesso che tentare di fare un qualsivoglia ragionamento anche un minimo serio in una trama cosi "folle" è cosa ardua.

                      Dunque, provando a semplificare al massimo il ragionamento, abbiamo dei banditi che ordiscono un complesso piano ai danni di un riccone, che si esplica attraverso la pubblicazione di un libro presso la casa editrice della (futura) vittima, il tutto per acquisire credibilità ai suoi occhi, potersi introdurre in casa sua e derubarlo. Sennonchè, il furto (non può parlarsi di rapina perchè non vi è stata alcuna violenza alle persone) avviene proprio il giorno prima di quello fissato per la corresponsione dei proventi connessi al diritto d'autore sul libro (cifra peraltro molto consistente, dato l'enorme successo che aveva riscosso quel romanzo), ed allora uno dei Bassotti esclama "Temo che con la faccenda della rapina ce li siamo giocati".

                      Orbene, a parte l'aspetto comico della gag, accentuato dal fatto che alla fine i Bassotti non ricaveranno nulla dal loro elaboratissimo piano, ritengo che la faccenda sia più complessa.

                      Per quanto concerne i profili penalistici (a me più congeniali), come già detto è improprio parlare di rapina, ma anche di truffa poichè manca l'atto di disposizione patrimoniale della vittima; personalmente ritengo, invece, che si tratti di furto, più precisamente di furto in abitazione (art. 642-bis c.p.: Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, mediante introduzione in un edificio o in altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa, è punito...) pluriaggravato, poichè sussistono, infatti, almeno tre aggravanti speciali ex art. 625 co. 1 c.p.:
                      - la n. 2, mezzo fraudolento (che consiste in consiste in un'azione straordinaria del soggetto caratterizzata da astuzia e scaltrezza, idonea a soverchiare o sorprendere la volontà contraria dell'offeso e quindi a rendere vani gli accorgimenti e le cautele da questi predisposte; direi che ci sta tutta, tenuto conto della elaboratissima preparazione del piano);
                      - n. 4, fatto commesso con destrezza (quando il fatto è commesso con abilità e sveltezza, non necessariamente di carattere eccezionale, essendo dunque sufficiente che l'agente abbia eluso l'attenzione della persona offesa per sottrargli le cose che ha indosso o comunque nella sua sfera di disponibilità; anche questa è rinvenibile nella pantomima di Nonno Grazia, che finge l'orticaria quando invece sta comandando i robot);
                      - la n. 5, fatto commesso da tre o più persone (e i Bassotti sono quattro).
                      In più sussiste anche un'aggravante comune ex art. 61 co. 1 c.p.:
                      - la n. 7, danno di rilevante gravità nei delitti contro il patrimonio (e te credo, gli hanno svuotato il Deposito!)

                      La presenza di queste aggravanti aumenta minimi e massimi edittali, portando la pena da un minimo di tre ad un massimo di dieci anni (art. 624-bis c.p. ul. co.: La pena è della reclusione da tre a dieci anni e della multa da duecentosei euro a millecinquecentoquarantanove euro se il reato è aggravato da una o più delle circostanze previste nel primo comma dell'articolo 625 ovvero se ricorre una o più delle circostanze indicate all'articolo 61), tenendo conto della quantità di aggravanti sussistenti, nonchè della recidiva, i Bassotti avrebbero davanti un bel periodo di gattabuia (per completezza aggiungo che il fatto che abbiano perso il bottino non implica che il delitto si configuri quale tentativo, perchè per la configurazione del furto consumato è sufficiente che la cosa sottratta sia passata, anche per breve tempo, sotto l'autonoma disponibilità dell'agente, e cosi è stato).

                      Passando ora ai profili civilistici, che poi sono forse quelli più inerenti al quesito posto da Luxor, vediamo di capire se effettivamente il Bassotto autore del romanzo avrebbe diritto a percepire le somme derivanti a titolo di diritti d'autore. Innanzitutto sembra chiaro che il fantomatico Steven Ping abbia concluso un contratto di edizione con la Casa Editrice Stomp Edizione, di proprietà di PdP, conferendogli il diritto di pubblicare il romanzo a fronte di un dato corrispettivo (se fisso o rapportato ai volumi di vendite del libro poco importa).
                      Ebbene, da un lato abbiamo una probabilissima (per non dire certa) condanna dei Bassotti, compreso Steven Ping, ad una pesante pena detentiva per l'azione delittuosa nei confronti di PdP, dall'altro il diritto d'autore che è assoluto (ed inalienabile nella parte morale, cedibile a terzi nella parte patrimoniale), ed in effetti si potrebbe essere portati a pensare che, avendo comunque il Bassotto scritto il romanzo, ed avendo questo riscosso un grande successo, comunque un corrispettivo gli sarebbe dovuto.
                      La cosa, tuttavia, non è cosi semplice.
                      Innanzitutto, è ovvio che PdP, proprietario della Stomp Edizioni, una volta appresa la vicenda da Paperino sicuramente farebbe di tutto per bloccare il pagamento ai Bassotti, rifiutandosi categoricamente di consegnare loro la somma convenuta.
                      A questo punto si pongono almeno due ordini di problemi.
                      Primo, i Bassotti, nelle more del processo penale, dovrebbero agire in giudizio (civile) citando la casa editrice per ottenere il pagamento della somma ma, come mi è stato autorevolmente fatto notare, con quale nome l'autore del libro potrebbe agire? Il falso Steven Ping? Bassotto 176-qualcosa? O cos'altro?
                      Secondo, anche ammesso che un bravo Cavillo Busillis riesca a trovare l'escamotage per un atto di citazione, difficilmente l'azione potrebbe avere successo. Infatti il contratto di edizione, che legittimerebbe la richiesta, è sicuramente annullabile per dolo della controparte (art. 1439 c.c.: Il dolo è causa di annullamento del contratto quando i raggiri usati da uno dei contraenti sono stati tali che, senza di essi, l'altra parte non avrebbe contrattato). Nel caso di specie non v'è dubbio che Paperone, se fosse stato a conoscenza delle reali identità ed intenzoni dei Bassotti, mai e poi mai avrebbe acconsentito a pubblicare il libro, ed in ogni caso il dolo sarebbe facilmente dimostrabile con la sentenza penale di condanna.
                      Dunque il contratto è annullabile, ma non nullo, e la differenza sta nel fatto che, fino al momento in cui non ne viene chiesto l'annullamento al giudice, esso resta valido e continua a produrre i suoi effetti.
                      Naturalmente Paperone non avrebbe alcun interesse a chiedere l'annullamento del contratto di edizione, che travolgerebbe tutti gli effetti fino a quel momento prodotti (non dimentichiamo che ha guadagnato miliardi dalle vendite del romanzo), tuttavia il fatto che sia annullabile torna a suo favore perchè, anche nell'improbabile caso di azione dei Bassotti nei suoi confronti, egli potrebbe rispondere con una eccezione riconvenzionale ex art. 1442 ultimo co. cc (L'annullabilità può essere opposta dalla parte convenuta per l'esecuzione del contratto), appunto eccependo l'annullabilità del contratto di edizione per dolo della controparte ai sensi del 1439 c.c., ottenendo cosi l'effetto di paralizzare la richiesta economica e far contemporaneamente salvi i suoi guadagni.  8-)

                      La questione è tuttavia molto complessa, perchè si intreccia proprio con la normativa sul diritto d'autore (che è molto particolareggiata e sui più livelli normativi, nazionale e comunitario se non erro), dunque non mi sento di mettere la mano sul fuoco su quanto ho detto e lascio la parola a chi ha più dimistichezza con la materia.

                      In definitiva, mi sento di concludere che, come sempre, i Bassotti da tutta la vicenda non dovrebbero poter ricavare altro se non un bel soggiorno al fresco! Naturalmente, SE Steven Ping non fosse fuggito dal Deposito aggrappandosi al mezzo volante dei Bassotti, e SE Nonno Grazia non avesse stupidamente raccontato tutto a Paperino, probabilmente il bassotto autore avrebbe potuto tranquillamente incassare la somma e poi sparire nel nulla, ma credo sia un'osservazione troppo logica e del tutto fuori luogo in un storia folle come quella!
                      « Ultima modifica: Mercoledì 19 Ott 2016, 12:43:37 da Angelo85 »
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                      PolliceSu
                        Re: Storie Disney e DIRITTO!
                        Risposta #10: Mercoledì 19 Ott 2016, 13:00:16
                        Semplicemente impressionante, i miei complimenti :o
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                          Re: Storie Disney e DIRITTO!
                          Risposta #11: Mercoledì 19 Ott 2016, 14:50:52
                          Mi complimento anch'io col collega, scusandomi per non avere bazzicato troppo il topic, e, da buon internazionalista, mi permetto di uscire dalla fictio iuris per cui la vicenda andrebbe risolta con il diritto italiano, perché tale ipotesi è stata sviscerata in maniera impeccabile dal nostro buon Gancio.

                          Parliamo di diritto statunitense, del quale non sono un superesperto, sia chiaro: vado a ricordi di diritto commerciale internazionale.

                          Punto primo: i danni patiti da Paperone nella vicenda. Non parlo solo dei pochi dollari effettivamente rubati dai Bassotti: intendo anche il danno derivante da perdita di chance, presente anche nel nostro ordinamento. Il danno da perdita di chance rappresenta la liquidazione di quell'insieme di occasioni perdute in conseguenza dell'evento lesivo: ad esempio, la perdita di un colloquio di lavoro che mi avrebbe potuto arricchire, se non fossi stato investito da un'auto. Ora, mettiamoci nei panni di Paperon de' Paperoni e chiediamoci: quanti soldi può avere perso il miliardario in questa vicenda, non potendosi dedicare ai suoi affari perché occupato ad investigare sul furto?

                          Punto secondo, e su questo la giurisprudenza statunitense è favolosamente creativa: vogliamo considerare il danno esistenziale da stress emotivo (che di recente ha trovato adito anche avanti le nostre corti, sia chiaro) patito da Paperone per la perdita dei suoi adorati dollarucci? Di sicuro quel furto è stato un trauma che ha sconvolto l'esistenza del nostro povero miliardario, cambiandone, seppur per una giornata, ritmi e modi di vita ecc ecc. Non prendetela per una battuta: è una categoria in fase di sviluppo qui da noi, ma che sta trovando sempre più giudici pronti a riconoscerla. Del resto, a memoria, non c'era qualcosa di simile in Zio Paperone e la moda della parrucca (Barks) già negli anni '60? ;)

                          Punto terzo: i punitive damages. Cos'è un danno punitivo, da noi praticamente sconosciuto? Nei paesi anglosassoni, e ci comprendo anche gli Stati Uniti sia chiaro, il tradimento della fiducia altrui è considerato, passatemi il termine poco giuridico ma che rende l'idea, peccato capitale da risarcire ben oltre la perdita patrimoniale arrecata alla parte lesa, perché funga da deterrente a futuri comportamenti illeciti. Se da noi, come diceva il mio prof di Civile II, la responsabilità civile comporta la liquidazione monetaria di ogni danno patito in ogni singola voce (biologico e morale) anche per entità considerevoli, epperò la stessa non può essere occasione di lucro, negli USA viene spesso accordato un risarcimento ulteriore del danno, se derivante da affidamento tradito, assolutamente ingente e financo sproporzionato rispetto al danno effettivamente arrecato, proprio perché sia sanzionata la scorrettezza del comportamento, affinché, in altri termini, sia colpita duramente la malafede con cui ci si è comportati. Ora, ciò posto, Gancio ha ben spiegato il dolo (civilistico) con il quale Steven Ping / Bassotto ha scritto il suo libro per raggirare Paperone: ecco quindi che da tale raggiro, assoluto, indubitabile, lesivo grandemente della fiducia che Paperone aveva riposto nello scrittore, non può che scaturire una condanna risarcitoria pesantissima a detrimento di Steven Ping e dei Bassotti suoi complici, che certamente vanificherebbe, congiunta a quanto sopra, i pur ragguardevoli proventi da diritto d'autore che sarebbero loro spettati.

                            Re: Storie Disney e DIRITTO!
                            Risposta #12: Mercoledì 19 Ott 2016, 15:16:55
                            Tengo i post separati per evitare confusione.

                            In fondo, il più grosso problema giuridico si trova in "Il doppio trionfo di Paperinik": come fa Paperino, non avvocato, a difendere Paperone in giudizio? D'accordo che negli Stati Uniti ci si può difendere da soli, senza legale, ma, se ti appoggi a qualcuno, questi deve essere un avvocato, per forza di cose! ;D

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                            Dippy Dawg
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                              Re: Storie Disney e DIRITTO!
                              Risposta #13: Mercoledì 19 Ott 2016, 15:24:40
                              In quest'altra storia, addirittura, era lo stesso Paperinik a fare sia da avvocato che da testimone!
                              Io son nomato Pippo e son poeta
                              Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
                              Verso un'oscura e dolorosa meta

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                                Re: Storie Disney e DIRITTO!
                                Risposta #14: Mercoledì 19 Ott 2016, 15:33:35
                                In quest'altra storia, addirittura, era lo stesso Paperinik a fare sia da avvocato che da testimone!
                                Si, ricordo la scena, surreale a dir poco... :D
                                Roba che neppure l'ordinamento giuridico dei Puffi potrebbe contemplare, se esistesse...  ;D
                                E poi, se non ricordo male, alla fine Paperinik impersona pure il ruolo del colpevole, poiché si autoaccusa del furto ai danni di Rockerduck... Insomma, li non c'è diritto che tiene, quell'udienza è tutta una farsa e l'unica chiave di lettura è il reverente timore (oltre che profonda stima) di tutti nei confronti del papero mascherato!
                                Tritumbani fritti!

                                 

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