Avendo contribuito alla nascita della discussione, vorrei replicare per chiarire alcuni punti.
Innanzi tutto l'uso del termine "benpensante". E' un neologismo abbastanza irritante perchè evoca la figura di colui che è pronto ad offendersi e gridare allo scandalo anche per circostanze di poca o nessuna importanza, pur di criticare e polemizzare.
Ricordo di averlo sentito di recente durante una nota trasmissione televisiva del venerdi sera sulla prima rete pubblica, quando durante un'esibizione una delle protagonista ha avuto un cedimento del vestito che le ha messo in mostra il petto per alcuni secondi; bene, interrotta l'esibizione, il conduttore ha detto che sicuramente qualche ben-pensante avrebbe avuto da ridire e criticare, e tuttavia non era successo nulla di male e non era stato offeso nessuno. Penso avesse perfettamente ragione, in realtà non era davvero successo nulla di grave se non un inconveniente non previsto, pazienza se qualcuno (come, peraltro accaduto) avesse avuto da ridire.
Nel caso della vignetta, invece, credo che la situazione sia diversa perchè li l'offesa c'è eccome: chiaramente non mi riferisco all'uso del termine "negro", quanto piuttosto a quel riferimento alle
pulci. "Avere le pulci" indica chiaramente sporcizia, non cura di se stessi, dunque vivere come animali (i quali hanno appunto le pulci). Ora, a mio modo di vedere una simile affermazione rivolta verso chi differisce da me solo per una maggiore pigmentazione della pelle mi sembra inequivocabilmente offensiva, che l'abbia pronuciata Guido Martina, il Presidente della Repubblica o chiunque altro. E non credo che il fatto che sia stata scritta nel 1960 possa costituire una valida giustificazione; se non sbaglio un 25/30 anni prima si è detto ben di peggio verso gli ebrei, ma a nessuno oggi verrebbe in mente di giustificare la presenza in un fumetto di simili affermazioni.
Per ciò, penso sia opportuno distinguere tra il ben-pensante che si indigna di inezie di nessun conto, e chi invece ritiene poco opportuna un'esclamazione del genere lasciata li
sic et simpliciter. Perchè alla fine il punto è proprio questo. E' vero che mi sono dichiarato d'accordo con chi invocava il ritorno della censura (per la precisione, ho scritto che mi ha stupito trovare quella frase a fronte di censure spesso inutili e dannose), ma semplicemente non avevo ragionato sulla possibilità di inserire una nota nell'articolo di presentazione, in modo da contestualizzare la frase a beneficio di chi ha meno dimistichezza con il linguaggio di Martina. In fondo bastava davvero poco, appena qualche rigo di spiegazione in modo da preservare l'originalità del testo (non sono contro la filologia, ci mancherebbe), ma lasciare la frase li dove sta semplicemente non mi trova d'accordo.
Vorrei chiudere con un

per chiarire che non ho intenzione di far polemica con nessuno, volevo solo precisare il mio pensiero.