In uno dei miei ultimi numerosissimi acquisti mi sono aggiudicato, ad un prezzo altamente irrisorio, un lotto di 6 numeri della rivista Wow.
Era una fanzine dedicata al mondo del fumetto e dell'intrattenimento in generale (libri, fantascienza, cinema) vista con occhio tecnico e critico.
Devo dire la verità.... una lettura bellissima e piacevole. A parte l'alta professionalità delle firme (da Gianni Bono a Franco Fossati, per non citarne tanti altri), è proprio la possibilità di guardare gli articoli del passato con le nozioni odierne il bello della lettura.
Vedere i racconti di quando Telemontecarlo comincia a trasmettere Star Trek ("nuova serie americana che potrebbe riscuotere un buon successo"....), l'intervista ad un giovane Giorgio Cavazzano che con il suo tratto "potrebbe fare strada nel mondo del fumetto".
Insomma interviste, servizi e approfondimenti che ampliano ed aumentano l'amore per l'arte del fumetto in generale.
Volume che consiglio di recuperare a tutti ad occhi chiusi è il
numero 37 dell'anno 6 (pubblicato nell'autunno del 1981) che tratta esclusivamente della "Censura e autocensura nel fumetto".
Signori.... un albetto imperdibile !
Si inizia con un servizio di apertura, ad opera di Giulio Cesare Cuccolini, che spiega la nascita della censura e la differenziazione tra censura ("applicata da appositi organi pubblici" ) , autocensura ("esercitata dagli autori stessi o dagli editori per evitare alla prima il diritto di intervenire" ) e paracensura.
Segue poi un intero numero dedicato a qualsiasi forma di censura con casi catalogati in ordine alfabetico e con numerosi esempi di attuazione sulle più svariate pubblicazioni.
Non mancano ovviamente i riferimenti al mondo disneyano con episodi davvero interessanti come :
- Quello del fascismo (il celebre "Eccetto Topolino" promulgato da Mussolini);
- Quello in cui O'Neill, un artista underground che perse una causa con la Walt Disney da 100000 dollari

negli anni 70/80, raffigurava un Topolino "estremamente soddisfatto" per un atto erotico spinto operato da Minni....
- Quello in cui si spiega la nascita degli indiani verdi in "Paperino e i selvaggi verdi" per non contrariare il Direttore Mario Gentilini e la casa Madre Disney.
Insomma un concentrato di aneddoti Imperdibili !
Altro aspetto interessante, visto ai giorni nostri, nel medesimo numero era "Il Vademecum del fumetto Italiano" in cui si citavano tutte le associazioni, i disegnatori, gli editori, i critici, gli sceneggiatori e le più fornite librerie del panorama nazionale.
Con indirizzi e numeri telefonici ( :30 Total shock:) di personaggi del calibro di Sergio Asteriti, Bonvi, Guido Crepax, Massimo De Vita, Luciano Gatto, Milo Manara, Romano Scarpa, Altan, Carlo Chendi (allora inserito sia nel comparto critici specializzati che degli sceneggiatori), Gianni Bono, Franco Fossati, Alfredo Castelli, Ennio Missaglia, Giorgio Pezzin, Tiziano Sclavi, Alessandro Sisti.
Atro numero imprescindibile da conoscere è
il numero 35 dell'anno 6, quello che in molti avranno con lo splendido Zio Paperone di Carl Barks in copertina.
La prima parte contiene una serie di lettere originali che compongono il rapporto epistolare intercorso tra Barks stesso e Carlo Chendi.
Sono documenti non esclusivi di questa pubblicazione ma fa sempre un grande effetto leggere frasi forti e quasi "assurde" a distanza di tanti anni.
Addirittura in una di queste del 1968 Carl Barks, a quei tempi impegnato nella realizzazione delle sue tele ad olio, si lamentava che i suoi dipinti, a differenza di quelli della consorte (che raffiguravano paesaggi ed animali), restassero impilati ed invenduti tra l'indifferenza degli acquirenti

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Nella seconda parte altro fantastico cimelio quello rappresentato da un intervista fatta da Guillermo Saccomanno (!) e Carlos Trillo (!!) nientemeno che a Hector German Oesterheld (!!!).
Intervista che fu pubblicata come ricordo in occasione di "Lucca 14", quando un Oesterheld premiato non poté ritirare il premio per i tragici motivi poi appurati, in cui si parla di tantissimi argomenti e si nominano mostri sacri del fumetto come Hugo Pratt, Cesar Solano, Alberto Breccia.
Un lunghissimo "incontro" culturale incentrato sul fumetto e sulla letteratura tra 3 grandi interpreti della materia.
E a distanza di anni è bello, anche se maledettamente malinconico, ricordare la storia di Oesterheld e della sua famiglia vittima (con 4 figlie, generi e nipotini in arrivo trucidati e spariti) del sanguinoso regime di Videla.
Insomma ho passato un pomeriggio di letture così interessante, carico di ricordi, argomenti su cui riflettere che non ho potuto fare a meno di scrivere questo post per invitarvi a recuperare e godere di questi bellissimi albi.
Un consiglio di cui difficilmente vi pentirete....