Curioso davvero come il traduttore italiano se ne sia uscito con l'improbabile titolo di "duca" per un nobile che doveva essere un Mormaer, in quanto Chief of a Clan, o al limite un Thane (e "Thane of Cawdor" fu salutato Macbeth dal re prima di salire egli stesso al trono) o infine un Toisich (titolo che evolverà nel Laird, l'equivalente dello Squire inglese, onorifico giustamente attribuito a Paperone nel quinto capitolo della Saga).
D'altra parte il titolo di Duca fu creato in territorio inglese solo nel 1337 da Edoardo che istituì il Ducato di Cornovaglia per suo figlio il Principe Nero, ancor oggi trasmesso all'erede al trono britannico, mentre in Scozia, ricalcando il modello del potente vicino, re Roberto III creò nel 1398 per il figlio Davide, "The Steward of Scotland", il ducato di Rothesay (anch'esso nelle disponibilità dell'erede presunto insieme con quello ancor più antico di Lord of the Isles); si dovrà attendere il 1488 perché al titolo di duca sia elevato un suddito senza parentele con la famiglia reale, con David Lindsay Duca di Montrose.
Scorrendo l'elenco degli avi di Paperone nella traduzione italiana, duole notare come ci sia una certa "esuberanza" nel distribuire a pioggia titoli e prebende totalmente anacronistiche, saltellando dal Conte Braccio di Ferro al Duca Quaquarone al Marchese Scarampola per poi ritornare prima al titolo comitale con Pancia di Ghisa e poi a quello ducale con Bambaluc, laddove l'originale (e la maggior parte delle traduzioni in altre lingue) si limita a indicare il titolo generico di Sir.
Eccezione "all'italiana" quella dei norvegesi, dove si alternano senza apparente logica i titoli di Grev (tedesco Graf, Conte) e di Hertug (tedesco Herzog, Duca).