Dico la mia su Sio: personalmente apprezzavo di più quando scriveva storie serie rispetto a quelle non-sense; per esempio, pur non avendo seguito tutta
Breaking Bad e non potendo cogliere tutti i riferimenti alla serie tv, avevo gradito molto
Operazione Bluguette.
I video di Sio a piccole dosi li trovavo simpatici, ma le sue storie più comiche e surreali invece non mi hanno mai fatto ridere e anche secondo me snaturavano troppo i personaggi, là dove autori come Faccini e Faraci sono riusciti a trattare lo stesso genere senza però far deragliare i personaggi dai loro caratteri originali. Non so se arriverei a considerarle le peggiori storie che abbia mai letto (me ne vengono in mente molte assai peggiori), ma di sicuro sono state storie dimenticabili che non ho alcun interesse a rivisitare. Oltretutto ho sempre avuto l'impressione che il suo non-sense si basasse esclusivamente sulla casualità arbitraria, ovvero che dovesse far ridere solo perché basato sulla completa assenza di causa-effetto nelle situazioni (esempio inventato per rendere l'idea: Topolino dice a Pippo di aver comprato una bicicletta, lui risponde "Il gattopardo ha freddo". Perché? Non c'è un perché, è la prima frase che gli è venuta in mente). Al contrario, il surreale di Faccini e Faraci gioca sempre con l'irrazionale, ma pur rimanendo sensato sul piano logico, come faceva Lewis Carroll nei due libri di
Alice: la causa-effetto di Carroll ha una sua logica, è solo che ci appare stramba perché soverchia le convenzioni e sfrutta le ambiguità del linguaggio ("ne vuoi di più, di tè?", "non l'ho ancora preso, come faccio a volerne di più?", "se mai, come fai a volerne
di meno?").
Prendiamo una tavola qualsiasi di Faccini, ho cliccato su una a caso e mi è venuta questa:
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2719-02. Qui Faccini gioca con l'irrazionale (ovviamente nella realtà è impossibile dare a una bolla fatta con le gomme la forma di un viso, figuriamoci farla parlare), senza però negare un senso logico a quello che avviene (Paperoga riesce a dare alla bolla una forma dettagliata per dimostrare la propria capacità a Paperino).
Sicuramente tra le mie storie meno preferite rientrano le varie straniere che venivano pubblicate su Mega 2000/Mega 3000, sin da bambino non le ho mai amate e ho sempre trovato i disegni generici e privi di personalità rispetto a quelli degli artisti italiani. Anche le danesi che sono state pubblicate sul Topo non mi sono mai piaciute.
Tra le storie italiane ricordo invece la saga di
Wizards of Mickey, di cui mi piacevano molto l'ambientazione e il "world-building", ma che col tempo arrivai a considerare troppo contorta e scostante nei toni: affrontava tematiche profonde e non banali ma poi presentava elementi comici e parodistici (come l'amuletofonino) che mi aspetto da storie di calibro più leggero e che stonavano invece con la seriosità delle tematiche.
Anche alcune storie di Fanton le trovo pesanti da leggere; è vero che sono divertenti da leggere se approcciate con la mentalità da "so bad, it's good" e presentano numerosi siparietti innegabilmente memorabili e spiritosi se presi a sé ("sbadiglio con le orecchie!"), ma come storie in sé sono troppo confusionarie, illogiche e sgangherate per il mio gusto. Recentemente ho riletto
Il gioco made in Japan e confesso che ho faticato ad arrivare in fondo e stare dietro al giallo che si intrecciava con le numerose digressioni completamente inutili (Pippo che fa il bagno nel giardino di Clarabella).