La butto lì:
ricordate i Topolino anni '70, con magari storia grandiosa d'apertura e chiusura e qualche riempitivo in mezzo? Solitamente venivano affidate a personaggi secondari come un primitivo Moby Duck, Orazio Cavezza, magari la doppietta Nonna Papera-Paperone (usato decisamente come macchietta) o Paperino-Cip&Ciop. Il 90% di queste storie erano mezzi ricicli, disegnate malissimo (personaggi immobili, sfondi assenti, colorazione a dir poco minimale), quindi direi che non farei un titolo preciso ma andrei a sparare nel mucchio lì dentro, dove sembrano abbondare. Troppo spesso si santifica tutto quel periodo, ma ho recuperato parecchi numeri dove la parte mediana è una lunga "terra di nessuno"

Parlando di una storie più identificabili e portandomi meglio nell'ambito specifico del tread, direi: "Paperodissea", scritta da Martina e illustrata da De Vita. Devo dire che mi ci approcciai con una marea di aspettativa, era contenuta in una raccolta e la coppia al comando era composta da due dei miei favoriti tra gli autori disneiani (sono un martiniano convinto nonchè grande fan di alcuni lavori del De Vita più maturo), ma è stata davvero una grossa delusione. La trama è decisamente ingarbugliata (ok, che è una riduzione di una delle opere più complesse della letteratura occidentale, ma i riferimenti sono quantomeno anarchicheggianti, labili e messi anche un po' a caso, difficili da cogliere), con un mix di personaggi che poteva risultare eccezionale e che invece si sbroglia in una ammucchiata dove rimangono per lo più macchiette che occupano uno spazio sullo pagina. Considerando che Martina fu uno dei più grandi autori del suo periodo (e forse di sempre, nella Disney Italia) nonchè uomo di cultura, un risultato del genere è, in questa prospettia, anche peggiore. De Vita, lo ammetto, a me piace ma lo preferisco nel suo periodo successivo ("Spada di ghiaccio", varie avventure nel tempo ecc), qui è ancora legato a una dimensione decisamente più grezza, con proporzioni e espressività dei personaggi decisamente più abbozzata.
Quindi, sì, per me è questa la più grande delusione. Lo spunto della parodia è un'opera grandiosa e conosciuta, la coppia al lavoro è una delle migliori e il risultato è quantomeno illeggibile.