tensione narrativa inesistenteCredo invece che la tensione nell'aria di questa storia sia uno degli elementi portanti della trama.
i disegni sono quello che sonoAllora probabilmente non ti piace neanche lo stile del Maestro Giorgio Cavazzano, perché Gervasio, nel disegno, è molto ispirato a lui con personaggi tondeggianti, ambientazioni pulite...
i disegni sono quello che sonoAllora probabilmente non ti piace neanche lo stile del Maestro Giorgio Cavazzano, perché Gervasio, nel disegno, è molto ispirato a lui con personaggi tondeggianti, ambientazioni pulite...
Io credo che Gervasio sin dai primi episodi della saga del "suo" Fantomius sia riuscito a mettere in evidenza la duplicità del personaggio, un nobile ricco che conosce e disprezza i difetti e i vizi della sua casta, e ruba sempre e solo ai loro danni. In effetti, non è un personaggio del tutto positivo, non ruba ai ricchi per dare ai poveri, ruba per la soddisfazione di farla in barba a chi lo sottovaluta.
in Paperbridge Gervasio è riuscito a mostrare il percorso psicologico che porterà Fantomius ad essere un personaggio "doppio", un uomo complesso con un lato oscuro della sua personalità, ed è riuscito, in particolare, ad evidenziare il conflitto interiore del nobile che
io apprezzo le citazioni e i rimandi a Martina e a Don Rosa: a qualcuno potranno legittimamente non piacere, ma mi sembra che siano sempre sapientemente dosati, mai stonati o in contraddizione fra loro
Il fatto che da bambino si opponeva alla rigidità del membri del suo ceto non significa che da teenager non abbia cambiato atteggiamento e si sia adeguato ad un comportamento aristocratico e spocchioso, le persone modificano i tratti caratteriali nel corso della loro vita a seguito di amicizie, ambienti sociali, condizionamento parentale ec.. (anche io a 6 anni ero troppo irrequieto, poi a 15 ero troppo tranquillo , a 25 troppo arrogante e spericolato, poi a trenta più serio ed ora di nuovo più tranquillo ma poco serio come da teenager...) nel caso di Lord Quackett lo "spirito ribelle della fanciullezza" è ancora presente , assopito ma presente visto che da subito inizia a non gradire molto gli atteggiamenti troppo bulleschi dei suoi amici. Questo è un percorso psicologico che altro dovrebbe essere!
Se parliamo di un percorso psicologico, non potrei essere meno d'accordo. Sappiamo molto del passato di Quackett. Lo abbiamo visto bambino opporsi subito alla rigidità dei membri del suo ceto, sappiamo come è nato il costume, a chi si è ispirato per divenire un ladro, abbiamo visto la prima volta che si è mascherato, la sua prima missione di ladro. Qui Quackett è un personaggio completamente diverso, si comporta come quei nobilastri che ha sempre disprezzato senza che il suo comportamento sia spiegato, come se l'autore avesse rimosso dalla memoria i flashback con cui ha (a questo punto inutilmente) appesantito le sue ultime storie.
In base a quale regola sono Introdotti forzatamente? Questo dipende dal gusto personale è chiaro che se un lettore non gradisce i richiami a personaggi di altre storie e di altri autori o i collegamenti filologici qualsiasi cosa può essere forzata. Cosa vuol dire pilastri su cui si regge la trama? La maggior parte dei personaggi inseriti della saga di Fantomius facevano parte della trama della storia come appunto il Fratello (primo fantasma della cattedrale) o il duca pazzo avo della famiglia Quackett, o lostesso Paperone che torna in incognito per pochi giorni. Poi ci sono giustamente anche dei veloci richiami a personaggi che in quel periodo erano presenti a Paperopoli o erano parenti di personaggi principali.
Anche qui, dissento. Ogni nuova avventura di Fantomius presenta un maggior numero di elementi esterni introdotti forzatamente. Paperone con le sue sorelle, il fantasma di Notre Duck, la pepita uovo d'anatra e così via. In questa saga ce ne sono ben due, entrambi problematici:. Non vedo dosaggi sapienti qui, stiamo parlando non di semplici citazioni ma di pilastri su cui si regge la trama, nel primo caso di Paperbridge, nel secondo di tutta la saga di Fantomius.Spoiler: mostra
Sui disegni, appoggio qui una vignetta presa dalla seconda o terza pagina del primo episodio.Ma queste osservazioni sono applicabili a moltissimi disegnatori di storie Disney, non stiamo valutando i disegni che devono per forza essere iper realistici di TEX o Martin Mistere o Diabolik. Le macchine di Sciarrone in fast Michey per esempio sono sproporzionate inventate ed assurde, anche alcune vignette o scene disegnate da Carpi e Scarpa erano in alcuni casi sproporzionate, storte o con una prospettiva strana, stessa cosa per diverse vignette di Barks. Dove invece hai ragione è che Gervasio non ha ben realizzato che le auto del 1903 non potevano essere simili a quelle che normalmente rappresentava nella saga degli anni 20, in ogni caso compaiono solo nelle scene iniziali della prima storia ed essendosi reso conto della svista sicuramente nelle prossime serie di avventure farà più attenzione a rapprentare auto dei primi del 1900
(https://i.imgur.com/G7xwn6S.png)
In questa vignetta, Quacky è alto circa quanto la ruota dell'auto (stiamo parlando di un diametro apparente di circa mezzo metro) e salta con disinvoltura da un'altezza pari a quasi la sua altezza. Il disegno dell'automobile è anche molto impreciso per quanto riguarda gli sportelli: quello anteriore si prolunga fino alla cornice di legno, mentre quello posteriore è più corto di svariati centimetri lasciando uno spazio evidente. Anche le linee sono abbastanza storte, e non si capisce come possa lo sportello rimanere chiuso. Trascurando il fatto che quel modello di Rolls-Royce viene da 25 anni nel futuro.
Bravo è la risposta che infatti darebbe qualsiasi artista e sceneggiatore di talento!
Non commento la vignetta "sbagliata" presentata da Crispo (con le gravi imprecisioni sugli sportelli) se non confermandogli che ha ragione, non so disegnare e sbaglio tutte le prospettive come afferma risoluto. È risaputo. Per fortuna su Topolino ci sono tantissimi altri disegnatori più esperti e precisi di me e potrà appassionarsi con i loro disegni.
Un caro saluto, a presto.
la scuola del Krimen, che vabbé, come fa Krimen a stare a Londra nel 1903, aveva 200 anni nel 1971?;Visto che la citazione fatta da Manuel si rifà alla puntata della settimana scorsa la 'spoilero', anche per una precisazione che non mi pare di aver letto in altri post. Al di là dell'elastico temporale caratteristico del fumetto disneyano, in questo caso il Prof Krimen nel 1971 è già morto, secondo quanto scriveva Martina nella sua storia di Paperinik dove erano i suoi ex allievi invecchiati ad agire.
Dove viene segnato che Paperbridge è ambientato nel 1903?
È una deduzione. Dato che Lord Quackett è nato nel 1885 e gli studenti del college hanno circa 17-18 anni, allora Paperbridge deve essere ambientato più o meno nel 1902-1903.Non ricordavo la data del 1885 come nascita di Lord Quackett. Immaginandolo trentenne negli anni '20, credevo potesse essere nato nel 1895 e dunque al Paperbridge College nei primi anni '10. Ad ogni modo siamo sempre in quel breve periodo pacifico e febbrile chiamato Belle Epoque, tra la fine dell'800 e la Prima Guerra Mondiale che Gervasio dovrà affrescare con più attenzione nella seconda serie che seguirà, riguardo le auto e l'abbigliamento. Sebbene nei 'roaring' Nineties, i ruggenti Anni Novanta chiamati anche 'Nifty' (eleganti) in questa moneta che ricorda un cartone Disney del 1941, i cappelli di paglia fossero già di moda e lo saranno per un periodo abbastanza lungo, considerando che ancora alla fine degli Anni Trenta lo erano, almeno in Italia.
Io mi chiedo una cosa più, diciamo, "tecnica": com'è possibile che d'improvviso in quest'ultimo periodo (corrispondente all'uscita del quarto e quinto episodio di Paperbridge) sono usciti così tanti commenti negativi a una serie che, se anche tralasciamo il mio pensiero personale, era stata apprezzata inizialmente da tantissimi utenti?
la serie è piaciuta a moltissimiMeno male.
è una coincidenza troppo grandePosso assolutamente capire l'obiezione, e tuttavia, per quanto mi riguarda, sono generalmente a favore dell'utilizzo di un personaggio già esistente o comunque già nominato, per quanto un poco stiracchiato nel contesto specifico, rispetto alla creazione di uno ex-novo. Dato lo sterminato bestiario disneiano succedutosi nei decenni, mi fa piacere incocciare in personaggi già conosciuti che offrono un guizzo argomentativo e narrativo in più rispetto alla comodità (e ignavia) di gettare ogni volta nella mischia un nuovo gallinaceo.
Ma infatti, a parte tutta questa baraonda qualcuno che avesse commentato le altre storie?
Forse perché Paperbridge resta comunque la storia focale (migliore?), mentre il resto…come lo potrei definire senza urtare nessuno?
Facciamo così, ognuno completi la frase come meglio crede.
Come ogni venerdì è online la puntata settimanale del The Fisbio Show, buona visione: https://youtu.be/g9DveZYo7NY ;D
Le critiche a Paperbridge ovviamente sono eccessive e motivate con i piedi, per usare un'espressione gentile.
Anche la mia critica fatta a Panaro (sul thread di Topolino 3381) ha generato risentimento nello stesso che infatti non ha risposto né alla mia replica maggiormente argomentata(*), né ad un messaggio che gli ho scritto privatamente.
Un tempo l'autore di fumetti era, nel bene e nel male, un essere oscuro anche laddove ne veniva indicato il nome come sulle pubblicazioni Bonelli.
Oggi è oggetto di venerazione e odio come ogni popstar che si rispetti, perché di ciò si tratta. e come ogni popstar messa su qualche altare mediatico fa spesso esercizio di spocchia e supponenza.
(*)http://www.papersera.net/forum/index.php/topic,17179.msg575796.html#msg575796
Ciao MarioCX,
mi spiace ma, per quanto mi riguarda, sei completamente fuori strada. Da parte mia, ti garantisco che non c'è stato alcun tipo di risentimento nei tuoi confronti...
Volkabug, ti rispondo io:
Forse perché Paperbridge resta comunque la storia focale (migliore?), mentre il resto…come lo potrei definire senza urtare nessuno?
Credo anch'io siano eccessive, però apprezzo molto la capacità di sintesi e tendono ad annoiarmi filippiche interminabili che richiedono risposte altrettanto labirintiche.
Mi piace chi scrive poco (diciamo "il giusto") facendosi capire senza dettagliare fino allo sfinimento, in fondo più per convincere che per effettiva necessità di chiarezza.
Young Donald in più di un caso mostrò che, se sei bullizzato e lo segnali ad un adulto, questo non ti crede, cosa purtroppo a volte vera, ma che di certo non può essere detta ad un bambino come 'ciò che tanto accadrà', mentre qui è mostrato che gli adulti sono sempre attenti e disponibili quando si tratta si bullismo o maltrattamenti tra ragazzi, ottimo e giusto messaggio da far passare.
Quello è vero, ma è anche vero, per come l'ho letto io, che viene proprio mostrato il preside che non crede mai alle loro segnalazioni di atti di bullismo e anzi spesso accusa loro di ciò che hanno fatto i bulli. È giusto il messaggio che fanno trasparire, ma è anche irrealizzabile: più che 'illudere' un bambino che tutti i tuoi compagni di scuola ti aiuteranno (io ho vissuto il bullismo sulla mia pelle per 5 anni di elementari e 3 di medie, e posso assicurare che quelli che non sono direttamente bulli fanno tutto fuorché aiutarti o difenderti, esclusi ovviamente rari casi), ma quanto ricordare che è importante denunciare agli adulti, farsi aiutare da loro... (poi è vero, a volte capita che maestri, professori ecc, 'intimiditi' dai genitori dei bulli o simili, riescano a fare poco, ma tu al bambino devi insegnare che, ad un insegnante, a un genitore, a un nonno... deve comunque sapere che può essere aiutato se racconta tutto invece che tenersi dentro)Young Donald in più di un caso mostrò che, se sei bullizzato e lo segnali ad un adulto, questo non ti crede, cosa purtroppo a volte vera, ma che di certo non può essere detta ad un bambino come 'ciò che tanto accadrà', mentre qui è mostrato che gli adulti sono sempre attenti e disponibili quando si tratta si bullismo o maltrattamenti tra ragazzi, ottimo e giusto messaggio da far passare.
Il messaggio che si voleva fare passare non di certo era quello. Il messaggio non era "non dite niente agli adulti tanto non ti credono", ma piuttosto "se tutti si ribellano ai bulli e non si richiudono in un silenzio omertoso, allora essi verranno sconfitti".
Un altro appunto su cui, però, potrei sbagliarmi: le macchine rappresentate, non sono quelle che erano diffuse tra gli anni '30 e '40? Nel primo decennio del '900 non c'erano ancora carrozze e le primissime macchine più primitive? (Se sul forum ci fosse qualche esperto di automobili mi corregga pure)Non mi considero un "esperto" ma solo un "appassionato" di automobilismo d'epoca. In realtà automobili come quelle rappresentate in Paperbridge iniziarono ad essere prodotte negli anni Dieci, e andarono per la maggiore negli anni Venti. Già negli anni Trenta quel tipo di carrozzeria venne superato in favore di linee che iniziavano a tener conto dell'aerodinamica. Nel primo decennio del XX secolo si usavano ancora molto le carrozze, e le automobili erano per lo più scoperte o con capote richiudibili a soffietto.
Archimede e l'assistente talentuoso mi è complessivamente piaciuta: tuttavia, mentre la leggevo, mi era venuto da pensare cheAnch'io, prima di arrivare alla fine, avevo immaginato qualcosa del genere.
SPOILER: HIDE
Jasper, mostrato come un tipo così efficiente, al punto da essere un assistente migliore di Edi, si rivelasse alla fine come un malandrino (magari una delle tante trasformazioni di Amelia allo scopo d'intrufolarsi nel deposito evitando le trappole anti-strega col pretesto dell'invenzione che Archimede doveva consegnare a Paperone): anche l'idea dell'economizzatore di energia avrebbe potuto rivelarsi un atto di sabotaggio.
Grazie mille per la delucidazioneUn altro appunto su cui, però, potrei sbagliarmi: le macchine rappresentate, non sono quelle che erano diffuse tra gli anni '30 e '40? Nel primo decennio del '900 non c'erano ancora carrozze e le primissime macchine più primitive? (Se sul forum ci fosse qualche esperto di automobili mi corregga pure)Non mi considero un "esperto" ma solo un "appassionato" di automobilismo d'epoca. In realtà automobili come quelle rappresentate in Paperbridge iniziarono ad essere prodotte negli anni Dieci, e andarono per la maggiore negli anni Venti. Già negli anni Trenta quel tipo di carrozzeria venne superato in favore di linee che iniziavano a tener conto dell'aerodinamica. Nel primo decennio del XX secolo si usavano ancora molto le carrozze, e le automobili erano per lo più scoperte o con capote richiudibili a soffietto.
No, non è una citazione voluta; intendevo semplicemente trovare un nome collegato alle proprietà ottiche. Anche se, da vecchio lettore di Martin Mystère, non posso escludere di aver scelto di basare il nome proprio sull'aggettivo "diafano" per una reminiscenza inconscia della Città delle ombre diafane.
In Zio Paperone e il dedalo invisibile il nome "Diafanovia" (il lontano paese dove ha luogo la storia) mi ha ricordato la "Città delle ombre diafane", uno dei luoghi più significativi del fumetto Martin Mystère (dove, tra l'altro, il protagonista fa la conoscenza di Java, l'uomo di Neanderthal che diverrà il suo fido assistente). Se l'autore ci legge, potrebbe confermare che si tratta di una citazione voluta oppure di una coincidenza?
Saranno forse legittime, ma il tono volutamente provocatorio da spocchioso maestrino delle elementari è naturale che dia fastidio.
Ma cosa intendi?Credo intenda la presenza delle pistole nelle fondine
Ma cosa intendi?Credo intenda la presenza delle pistole nelle fondine
Al di la di Paperbridge che non mi ha entusiasmato molto, ma il Ciak finale...? Come han fatto a farlo passare in questo periodo di censura su tutto?
Ciao!
Il Grande Tiranno
Però suggerirei di evitare di dare risalto a queste cose, sai mai che poi facciano più attenzione... :))
Il personaggio di Jasper è nuovo o è stato ripreso da qualche vecchia storia?Immagino possa aver ricordato anche a te il piccolo inventore George presente nel Dollaro Fatale
Dato lo sterminato bestiario disneiano succedutosi nei decenni, mi fa piacere incocciare in personaggi già conosciuti che offrono un guizzo argomentativo e narrativo in più rispetto alla comodità (e ignavia) di gettare ogni volta nella mischia un nuovo gallinaceo.
Per restare al numero della settimana, per esempio, non mi sarebbe affatto dispiaciuto se il ragazzino che assiste Archimede nella guerriniana, fosse stato il medesimo corvetto che aiutò Paperone inventando dei piccoli ragnetti robot nel Dollaro Fatale (e d'altra parte la somiglianza grafica è palese, dove purtroppo i nomi invece non coincidono). Ecco, fosse stato utilizzato il medesimo character, avremmo forse oggi un nuovo personaggio, in questo modo invece solo altri due anonimi corvetti destinati a perdersi nella memoria.
Immagino possa aver ricordato anche a te il piccolo inventore George presente nel Dollaro FataleCome ce lo siamo entrambi ricordato (io più vagamente e tu, Tang, più esattamente - grazie per il link) credo che, a maggior ragione, anche gli autori dovrebbero tener maggiormente in conto certi characters one shot per poi riprenderli con una certa coerenza e continuity, senza creare doppioni inutili ma, al contrario, far emergere dei personaggi alternativi di contorno per rendere più variegata la fauna antropomorfa più o meno fissa di Paperopoli e Topolinia. Leggo che anche tu hai avuto lo stesso pensiero e spero che l'attuale direzione Bertani si distingua dalle precedenti anche per questo.
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3200-1 (https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3200-1)
Come avevo segnalato qualche messaggio più sopra