Anche a me non piace moltissimo. Posto che devo ancora acquistare il numero in edicola, da quello che vedo online (dai canali social ufficiali del Topo), il becco sembra avere qualcosa di strano nella colorazione che me lo fa apparire come staccato ed estraneo rispetto al resto. Non so se sia solo un mio problema di gusto personale, ma penso sia un discorso di differenza di qualità di ombreggiatura tra piumaggio e vestiti (da una parte) e becco (dall'altra). I primi hanno toni più scuri e freddi. Il becco, per quello che mi pare di capire, troppo caldi in relazione ai primi due.
a parte questo posso solo confermare che la copertina non mi piace per nulla
Il becco ha qualcosa di strano anche nel disegno, non solo nella colorazione.Anche a me non piace moltissimo. Posto che devo ancora acquistare il numero in edicola, da quello che vedo online (dai canali social ufficiali del Topo), il becco sembra avere qualcosa di strano nella colorazione che me lo fa apparire come staccato ed estraneo rispetto al resto. Non so se sia solo un mio problema di gusto personale, ma penso sia un discorso di differenza di qualità di ombreggiatura tra piumaggio e vestiti (da una parte) e becco (dall'altra). I primi hanno toni più scuri e freddi. Il becco, per quello che mi pare di capire, troppo caldi in relazione ai primi due.
a parte questo posso solo confermare che la copertina non mi piace per nulla
Ma può darsi sia un problema che non mi si presenterà nella copertina fisica :D
Mi rincuori.Il becco ha qualcosa di strano anche nel disegno, non solo nella colorazione.Anche a me non piace moltissimo. Posto che devo ancora acquistare il numero in edicola, da quello che vedo online (dai canali social ufficiali del Topo), il becco sembra avere qualcosa di strano nella colorazione che me lo fa apparire come staccato ed estraneo rispetto al resto. Non so se sia solo un mio problema di gusto personale, ma penso sia un discorso di differenza di qualità di ombreggiatura tra piumaggio e vestiti (da una parte) e becco (dall'altra). I primi hanno toni più scuri e freddi. Il becco, per quello che mi pare di capire, troppo caldi in relazione ai primi due.
a parte questo posso solo confermare che la copertina non mi piace per nulla
Ma può darsi sia un problema che non mi si presenterà nella copertina fisica :D
Mio figlio prende in mano il topolino in oggetto: 'papà c'è un errore'. pag 18..c'è "dal" ripetuto due volte.Aspetta che arrivi a pag. 56
Francamente è desolante. Succedeva anche una volta, beninteso, ma non con questa frequenza. Se un po' dell'attenzione che Bertani dedica a tenere lontane dalla rivista le storie "poco in linea col Topolino attuale" andasse alla "revisione delle bozze", ci guadagnerebbero un po' tutti.Mio figlio prende in mano il topolino in oggetto: 'papà c'è un errore'. pag 18..c'è "dal" ripetuto due volte.Aspetta che arrivi a pag. 56
non mi è ancora arrivato (le poste... come detto un po' sotto voce da bertani ieri) ma non è che paperino è ripreso in prospettiva dal basso?Sì.
La copertina, senza troppi giri di parole, è orrenda.Anzi, di più.
E nessuno ha ancora parlato di quello strano "accenno di gamba"...La copertina, senza troppi giri di parole, è orrenda.Anzi, di più.
Non capisco come la redazione possa aver dato luce verde.
Tra l'altro lo stesso Barbieri aveva detto di aver agito negli "spazi bianchi" lasciati proprio da Rosa e Barks...L'aveva detto, ma già dal primo capitolo era ovvio che non fosse così. Paperone e Doretta bff, Beagle Bob... Già Cuordipietra era "chiamato" con alcuni indizi, perciò si poteva intuire dove si volesse andare a parare.
Paperone e Doretta bff, Beagle Bob...In effetti nella intro a K Marco Nucci scrive della amicizia di Paperone con la carismatica Doretta Doremì quando sappiamo che fra i due c'è stato subito un certo feeling che andava oltre. Lo stesso Nucci nella Lampada Bisestile crea un finale tenero e romantico fra i due già anziani per cui questa sua precisazione 'amicale' in una storia dove Doretta si vede che è già 'presa' da Paperone contraddice la sua stessa recentissima narrazione.
Non so, invece, esprimermi sulla questione dei paletti. O meglio. Trovo che i paletti servano per essere aggirati e non distrutti. Né rispettati con estrema sacralità, ma nemmeno eliminati. Aggirati. Mantenuti e aggirati.Mi trovi d'accordo. Un bell'esempio di come si aggirano i paletti ce lo ha dato proprio Don Rosa, col semplice ma funzionale escamotage di Cuordipietra che non dice il suo nome a Paperone. Qui, come hai scritto, l'impressione è quella di un autore che forse ci ha pensato un po' e poi ha rinunciato.
Il fatto di essere costretti a girarci attorno costringe, chi scrive, a tirar fuori situazioni che — altrimenti, senza quei paletti — non potrebbero venir fuori. Sono uno sprone. L'impressione, in questa storia, è che l'autore abbia voluto scegliere la soluzione più semplice. In tutti i casi.
Ipotesi suggestiva la tua. Ma concordo con quella vocina che ti grida "è tutta un'illusione!". Perchè ha fatto visita anche al sottoscritto. Temo, davvero, che Barbieri si sia semplicemente trovato davanti ad una difficoltà che non ha saputo o voluto affrontare a dovere. Peccato, perché l'idea di esplorare il passato di Paperone apre molte possibilità.Non so, invece, esprimermi sulla questione dei paletti. O meglio. Trovo che i paletti servano per essere aggirati e non distrutti. Né rispettati con estrema sacralità, ma nemmeno eliminati. Aggirati. Mantenuti e aggirati.Mi trovi d'accordo. Un bell'esempio di come si aggirano i paletti ce lo ha dato proprio Don Rosa, col semplice ma funzionale escamotage di Cuordipietra che non dice il suo nome a Paperone. Qui, come hai scritto, l'impressione è quella di un autore che forse ci ha pensato un po' e poi ha rinunciato.
Il fatto di essere costretti a girarci attorno costringe, chi scrive, a tirar fuori situazioni che — altrimenti, senza quei paletti — non potrebbero venir fuori. Sono uno sprone. L'impressione, in questa storia, è che l'autore abbia voluto scegliere la soluzione più semplice. In tutti i casi.
L'unica possibile scappatoia che intravedo - ma forse la mia è solo un'illusione - è il fatto che si stia parlando di "diari", il che può far pensare che gli eventi narrati non siano del tutto corrispondenti a quelli reali, ma siano il frutto di una serie di arricchimenti e rielaborazioni compiute da Paperone nel corso degli anni. E quindi potrebbe starci che anche stavolta Cuordipietra non si sia presentato, ma in seguito Paperone - avendo ormai capito chi fosse - abbia modificato qualcosa del loro incontro per evidenziare l'identità del misterioso antagonista a un possibile lettore (magari pensando di dare alle stampe i diari) o semplicemente per essere sicuro di ricordarsene ad una futura rilettura. La stessa cosa per il suo rapporto con Doretta, che potrebbe essere più vicino a quello da lui desiderato che a quello reale.
Cornelius, nella saga Paperone si presenta usando il suo vero nome ma non sa il nome del suo rivale.Non ricordavo questo particolare, fondamentale all'epoca per restare fedele al racconto barksiano ma ininfluente se collegato all'ultimo Diario K: il breve periodo trascorso fra il primo incontro nel Transvaal e il secondo nel Klondike (un decennio) fa si che anche se CF non si fosse presentato con le sue generalità sarebbe dovuto restare impresso nella memoria di Paperone visto che due ventenni dovrebbero riconoscersi anche da trentenni. Al contrario, Famedoro avrebbe dovuto subito rammentare quel papero che lo fece incarcerare, non solo fisicamente ma anche di nome. E invece Barbieri è come se volesse ricominciare da zero.
Un bell'esempio di come si aggirano i paletti ce lo ha dato proprio Don Rosa, col semplice ma funzionale escamotage di Cuordipietra che non dice il suo nome a Paperone. Qui, come hai scritto, l'impressione è quella di un autore che forse ci ha pensato un po' e poi ha rinunciato. L'unica possibile scappatoia che intravedo - ma forse la mia è solo un'illusione - è il fatto che si stia parlando di "diari", il che può far pensare che gli eventi narrati non siano del tutto corrispondenti a quelli reali, ma siano il frutto di una serie di arricchimenti e rielaborazioni compiute da Paperone nel corso degli anni.In effetti un Diario non può esser preso per oro colato: non a caso abbiamo anche le serie ciminiana delle "Storie (quasi) vere" dove lo stesso zione ammette ai nipoti di arricchire (volontariamente o meno, dipende anche dalla sua memoria) con qualche particolare extra i suoi famosi racconti. In questo caso non si tratterebbe di un semplice 'particolare' ma di una cosa decisamente importante. E la rielaborazione dove sarebbe? Nell'aver dato un nome ad un rivale che invece, anche in questa occasione, restava misterioso? E quanti incontri-scontri dovranno avvenire prima che entrambi si rendano conto con chi hanno veramente a che fare?
Aggiungo solo che noto anch'io una certa inflazione dell'ambientazione "corsa all'oro", ma soprattutto comincio a vedere un po' troppo inflazionato il personaggio di Cuordipietra! Ormai sta dappertutto e in tutte le epoche!
PS: Cuordipietra usiamolo nel presente, invece di aggiungere ingombranti pezzi al suo passato: già il buon Gervasio forse ha ecceduto, tra il renderlo un finto professore di latino e poi addirittura un sindaco di Paperopoli, oltre che nemesi fissa di Fantomius. Il futuro di Famedoro penso sia più interessante del suo passato.Concordo in parte con questi giudizi: è vero che le presenze di CF in epoche passate sono piuttosto 'variegate' e sicuramente il suo futuro sarà interessante come quello di Paperone (aspetto sempre un terzo atto della ipotetica 'trilogia di Artibani, fra le altre cose). Però è anche vero che, essendo coetaneo dello ziastro, un passato piuttosto 'denso' lo avrà avuto anche lui. Sta agli autori utilizzarlo nei modi e nei tempi giusti. Ad esempio la sua presenza nel Klondike non è 'strana', dal momento che diversi sudafricani dell'epoca vi parteciparono, 'allenati' dalla precedenza esperienza (anche diamantifera) fatta nel loro paese.
Dici di voler fare una storia che rispetta la continuity e che semmai amplia, muovendosi "negli spazi bianchi" tra una storia e l'altra? Allora però lo devi fare bene, perché si tratta di regole che non eri necessariamente tenuto a seguire ma alle quali tu stesso hai deciso di sottostare.Riguardo gli ultimi due personaggi non vedo incongruenze palesi (magari sbaglio dimenticandomi alcune cose) anche perché le loro storie sono sempre state legate al Klondike (a parte alcuni soggetti con Doremì a Paperopoli). Il raggio temporale delle loro apparizioni resta, di base, quello circoscritto alla Corsa all'Oro o, nel caso, a periodi successivi e non anteriori.
Tutto questo e poi però mi infili Nonno Bassotto, Cuordipietra Famedoro, Soapy Slick, Doretta Doremì, creando ogni volta incongruenze palesi, evidenti e neanche così facilmente risolvibili.
Ad esempio la sua presenza nel Klondike non è 'strana', dal momento che diversi sudafricani dell'epoca vi parteciparono, 'allenati' dalla precedenza esperienza (anche diamantifera) fatta nel loro paese.Secondo Wikipedia, i quotidiani americani hanno riportato la notizia che è stato scoperto l'oro nel Klondike un anno dopo, ovvero nel 1897. Praticamente lo stesso periodo in cui Paperone ha trovato la petita uovo d'anatra (lo si legge nel quotidiano che appare nel capitolo 9 della saga). Non sappiamo quando la notizia arrivò in Sudafrica, ma credo che se Cuordipietra volesse partire appena gli è arrivata la notizia credo che sarebbe arrivato intorno al 1898, stesso anno in cui Sameul Steele interviene per riportare la legge a Dawson.
E infatti Barbieri li inserisce fin dal primo capitolo uscito due mesi fa, protagonisti di un regalo fatto allo zione (il diamante Stella del Transvaal) che aveva collaborato con loro e scovato una vena aurifera nella loro concessione fino ad allora poco generosa. Quasi un 'prologo' per l'arrivo di un altro sudafricano con il quale certe collaborazioni sono impossibili. Questa presenza di CF in Klondike, coerente con gli spostamenti del tempo ma inaspettata per la conoscenza diretta e 'certificata' fra i due giovani paperi, ha comunque un senso come potrebbero averlo ancor di più altre situazioni storiche.
(mi viene da citare Slick, che - vado a memoria - non ho mai visto sulle pagine del "Topo").È comparso in "Road to World Cup" e in "Zio Paperone re del Klondike", oltre che naturalmente in "L'ultima slitta per Dawson" (anche se su Zio Paperone).
Concordo in parte con questi giudizi: è vero che le presenze di CF in epoche passate sono piuttosto 'variegate' e sicuramente il suo futuro sarà interessante come quello di Paperone (aspetto sempre un terzo atto della ipotetica 'trilogia di Artibani, fra le altre cose). Però è anche vero che, essendo coetaneo dello ziastro, un passato piuttosto 'denso' lo avrà avuto anche lui. Sta agli autori utilizzarlo nei modi e nei tempi giusti. Ad esempio la sua presenza nel Klondike non è 'strana', dal momento che diversi sudafricani dell'epoca vi parteciparono, 'allenati' dalla precedenza esperienza (anche diamantifera) fatta nel loro paese.
E infatti Barbieri li inserisce fin dal primo capitolo uscito due mesi fa, protagonisti di un regalo fatto allo zione (il diamante Stella del Transvaal) che aveva collaborato con loro e scovato una vena aurifera nella loro concessione fino ad allora poco generosa. Quasi un 'prologo' per l'arrivo di un altro sudafricano con il quale certe collaborazioni sono impossibili. Questa presenza di CF in Klondike, coerente con gli spostamenti del tempo ma inaspettata per la conoscenza diretta e 'certificata' fra i due giovani paperi, ha comunque un senso come potrebbero averlo ancor di più altre situazioni storiche.
Ad esempio, visto che si parla di corse all'oro, perché non approfondire quella sudafricana appena accennata da Don Rosa nella sua Saga? Vedere come Cuordipietra si sia arricchito fra giacimenti auriferi e diamantiferi, circondandolo di personaggi nuovi, non potendo più utilizzare Paperone per i motivi ben noti (al di là del donrosiano Terrore del Transvaal) in quel triennio in cui visse in Sud Africa. Lo si sta facendo con Cornelius Coot, raccontando la sua epopea giovanile nel passaggio tra la East e la West Coast; perché non farlo anche con Famedoro, 'storicizzando' il suo periodo pionieristico che lo porterà a costruire un Money Bin nella Valle del Limpopo?
Sicuramente non ne uscirebbe fuori un quadro 'per educande' e se la Saga di Paperone è tutta incentrata su determinati valori, quella di Cuordipietra lo sarebbe su 'altri'. Però potrebbe essere l'occasione per comprendere (non giustificare) diverse sue 'marachelle' (se così vogliamo chiamarle) e comportamenti decisamente scorretti, risalendo magari a forti delusioni avute in gioventù o problemi familiari non del tutto risolti. Il tutto condito da intervalli anche comici oltre che avventurosi, al di là delle cattiverie fatte, tanto per rendere più leggera (e leggibile) una saga che risulterebbe altrimenti troppo pesante per un fumetto che ufficialmente è rivolto ai più giovani.
Don Rosa e Marco Gervasio sono stati molto attenti a 'calibrare' i rapporti fra i due (fra generalità non dette e 'sfioramenti' paperopolesi) anche se questa 'tecnica' rende comunque impossibile la continuazione di una rivalità palese, vis à vis, che pure sarebbe stato bello raccontare fin dalla gioventù e non partendo da una classica età anziana che pure tante 'soddisfazioni' ci ha già dato. Un Terrore del Transvaal replicato in anni cronologicamente prossimi, in altri lidi e in altre circostanze, non sarebbe stato male.
Sicuramente Paperone e Cuordipietra avranno modo di scontrarsi anche in futuro, come scritto da Sommo, e potremo leggere comunque belle storie. Ma sarebbe stato bello anche dare un passato storico a questa rivalità, a cominciare da quella giovanile, in Sud Africa come in Klondike o nella Paperopoli degli anni '30 (in quest'ultimo caso di 'mezza età').
E' per questo che non mi scandalizza l'abbattimento (magari unico, fine a se stesso) di un classico 'paletto' barksiano.
Un 'sacrificio' che potrebbe portare ad uno sviluppo clamoroso di storie inerenti questo nuovo plot. Sperando da parte dei possibili autori di non mettere troppe carte in tavola o, nel caso, di saperle giocare bene.
Io penso (e spero!) che Barbieri sapesse del precedente incontro tra Paperone e Cuordipietra, magari ha dato per scontato che lo Zione non riconoscesse il bovaro perché non ha una fisionomia particolarmente originale. Va da sé che un pensiero del più duro dei duri che esprime un dubbio tipo "Ma a me questo qui è familiare..." sarebbe stato opportuno e avrebbe fugato molti dubbi; inoltre solo un progetto di continuity ben elaborata fa sì che scomodare il sudafricano sia stato effettivamente indispensabile.
Comunque concordo con chi dice che le pagine bianche nel passato di PdP sono troppo gustose per non infilarcisi a capofitto, ma effettivamente stanno diventando troppo affollate di personaggi già noti all'universo disneyano; qualcuno potrebbe (e dovrebbe?) prendersi la briga di creare nuove entità che magari lì nascono e lì rimangono (mi viene da citare Slick, che - vado a memoria - non ho mai visto sulle pagine del "Topo").
Si vuole ignorare Don Rosa? Ma lo si faccia pure. Non mi pare che qualcuno pianga il fatto che PKNA entri in contraddizione con la continuity martiniana di Paperinik. Anzi. È proprio quello l'incipit.
Soapy Slick è apparso anche nel presente, recentemente (come detto anche dal Grande Tiranno). Un esempio clamoroso è proprio in una storia di Nucci-Intini (legata al Torneo delle Cento Porte), "Road to World Cup - Una canzone per Dawson", e in una storia di Gervasio-Zanchi, "Zio Paperone Re del Klondike". Non solo Soapy e Dawson appaiono in due storie diverse e quasi contemporaneamente (entrambi nell'estate 2022), ma ci sono anche piccole incongruenze su Dawson (quella gervasiana riprende quella di Don Rosa, con la statua di Paperone e l'hotel di Doretta al posto della Bolla D'Oro demolita, mentre quella nucciana ha una Nuova Dawson e una Vecchia Dawson che comprende anche il rudere ancora in piedi della Bolla D'Oro)ma comunque sono d'accordo sul fatto che
io, tutta questa continuity asfittica e crudele che vessa i poveri sceneggiatori, non l'ho vista nel corso degli anni. Cuordipietra per decenni era come se non fosse mai esistito, Zio Paperone è stato per quasi mezzo secolo il fratello di Nonna Papera, Paperino per anni era un orfano il cui uovo era stato trovato dai due sopracitati "fratello e sorella", per non parlare della Storia e Gloria di Martina con Paperone e Rockerduck che si incontrano per la prima volta da neonati sostanzialmente coetanei (!!!) e i loro assurdi genitoricome a dire: ognuno se la intende come vuole. A voler citare nuovamente Spider-Man si direbbe che anche qui esistono vari universi, ma la verità è che qualunque autore ha avuto (forse erroneamente) il via libera su una propria interpretazione del mondo Disney. Ovviamente di Barbieri non convince il dichiarato volersi legare a Don Rosa quando la pratica non corrisponde alla teoria, ma insomma... Penso sia inutile chiudere il recinto quando i buoi sono scappati, è bene leggersi i fumetti col cuore in pace senza farsi troppe domande, specie se si tratta di Paperone, il personaggio più gustoso e, forse anche per questo, più martoriato in quanto a licenze creative.
non è mai stato spiegato, né da Pezzin né dal "tardo" Martina come mai Paperino abbia deciso di cambiare ragion d'essere al suo alter ego, cosa sia successo per fagli cambiare idea e farlo evolvere dall'egoista mezzo criminale del "primo" Martina al generoso eroe di quartiere delle storie successive. E sarebbe anche un tema interessante da sviluppare, secondo me (per quanto mi riguarda, sospetto che dietro ci sia qualche motivazione wholesome tipo l'amore per i nipotini e il timore che seguano le sue orme come esempio negativo, da cui la necessità di ripulire l'immagine di Paperinik). Ma fatto sta che quell'evoluzione non è stata messa in discussione ed è un qualcosa di assodato.
invece per rispondere a Ruhan dico che IMHO si potrebbe ignorare Rosa utilizzando personaggi come Doretta o Soapy, che sono stati infatti creati da Barks (Paperino e la stella del Polo e Zio Paperone a nord dello Yukon), ma al di là che queste operazioni come in questo caso spesso lasciano il tempo che trovano, è assolutamente insensato dire di volersi ricollegare e poi contraddire tutto.Concordo. Anche se, personalmente, trovo che sarebbe ancora meglio inventarne di nuovi di personaggi. Lo si voglia o no, i personaggi da te citati sono stati "sequestrati" dalla continuity donrosiana; più di altri personaggi, intendo. Bisogna essere davvero molto abili nell'usarli, senza ricollegarsi minimamente al canone post-Barksiano di Rosa. Il più delle volte, pare che la tentazione di pescare da Don Rosa sia troppo grande. E, allora — a questo punto — meglio evitare e finirla con le solite storie sul Klondike che vanno tutte a parare verso situazioni già esplorate.
Ah, ti segnalo che il presupposto di PKNA è proprio quello di essere in continuity col Paperinik classico di Martina. :thankYou:
In realtà PKNA al contrario fu un precursore per quanto riguarda worldbuilding e continuity. Fu tra i primi a citare il termine "Calisota" di Barks e Rosa (roba che ora è menzionata praticamente in ogni singolo Topolino, ma che all'epoca pareva una bestemmia), oltre alle storie classiche di Barks e alla Saga. Ed è lo stesso Paperinik ideato da Martina, non entra in contraddizione con esso: è la naturale evoluzione del Paperinik dei vari De Vita e Pezzin, Sarda e Held, Michelini e Carpi, Scarpa e Chierchini ecc, ma anche del Martina delle sue ultime storie paperinikesche, dove si era gradualmente allontanato dal ruolo di diabolico vendicatore delle primissime storie fino a diventare un supereroe vero e proprio, per quanto scalcinato.Avete ragione entrambi e ho sbagliato a non chiarire cosa intendessi.
Poi sì, si potrebbe dire che non è mai stato spiegato, né da Pezzin né dal "tardo" Martina come mai Paperino abbia deciso di cambiare ragion d'essere al suo alter ego, cosa sia successo per fagli cambiare idea e farlo evolvere dall'egoista mezzo criminale del "primo" Martina al generoso eroe di quartiere delle storie successive. E sarebbe anche un tema interessante da sviluppare, secondo me (per quanto mi riguarda, sospetto che dietro ci sia qualche motivazione wholesome tipo l'amore per i nipotini e il timore che seguano le sue orme come esempio negativo, da cui la necessità di ripulire l'immagine di Paperinik). Ma fatto sta che quell'evoluzione non è stata messa in discussione ed è un qualcosa di assodato. Per cui no, PKNA non si pone in contrapposizione con Martina, essendo semplicemente la continuazione delle avventure del Paperinik "classico". Le Nuove Avventure, appunto.
(Però sì, magari se in futuro vorranno svelare il mistero del cambiamento del "cuore" di Paperinik, mi incuriosirebbe molto!)
Non mi pare che qualcuno pianga il fatto che PKNA entri in contraddizione con la continuity martiniana di Paperinik. Anzi. È proprio quello l'incipit.
Eh no raga;1 Paperinik divenne parodia di batman per imitare le storie di paperbat di paperoga;il mega almanacco anni 80 che ristampava queste storie in italiano ristampava in realtà storie anni 70 di questo tipo;è in Sud America che vespa vermiglia crea il club supereroi dove paperinik diventa quello che intorno a fine anni 70 pezzin aveva abbozzato in storie ironiche;negli anni 80 ecologiste;2 pkna di pone in antitesi completa al pk martiniano cinico e spietato che chiude le porte col piede e sfascia il vetro della finestra del deposito per fare “scena” e che finge che la 313 non funziona per punire i nipotini facendoli spingere la 313 che avevano insultato;il pkna dove in trauma paperino è solo 1 povero piccolo papero è proprio l antitesi dello “scostumato” politically scorrect Paperinik martiniano originale;2 universi assolutamente paralleli che non si incontrano mai
Visto l'andazzo dei diari del Klondike nel tirare fuori antagonisti fuori luogo, secondo me in una storia futura salterà fuori anche un giovane Rockerduck.Ad esempio la sua presenza nel Klondike non è 'strana', dal momento che diversi sudafricani dell'epoca vi parteciparono, 'allenati' dalla precedenza esperienza (anche diamantifera) fatta nel loro paese.Secondo Wikipedia, i quotidiani americani hanno riportato la notizia che è stato scoperto l'oro nel Klondike un anno dopo, ovvero nel 1897. Praticamente lo stesso periodo in cui Paperone ha trovato la petita uovo d'anatra (lo si legge nel quotidiano che appare nel capitolo 9 della saga). Non sappiamo quando la notizia arrivò in Sudafrica, ma credo che se Cuordipietra volesse partire appena gli è arrivata la notizia credo che sarebbe arrivato intorno al 1898, stesso anno in cui Sameul Steele interviene per riportare la legge a Dawson.
E infatti Barbieri li inserisce fin dal primo capitolo uscito due mesi fa, protagonisti di un regalo fatto allo zione (il diamante Stella del Transvaal) che aveva collaborato con loro e scovato una vena aurifera nella loro concessione fino ad allora poco generosa. Quasi un 'prologo' per l'arrivo di un altro sudafricano con il quale certe collaborazioni sono impossibili. Questa presenza di CF in Klondike, coerente con gli spostamenti del tempo ma inaspettata per la conoscenza diretta e 'certificata' fra i due giovani paperi, ha comunque un senso come potrebbero averlo ancor di più altre situazioni storiche.
Poi sinceramente non lo ci vedo a fare il cercatore d'oro, secondo me almeno inizialmente la sua ricchezza dovuta ad azioni disoneste.
potremmo dire che è la versione di Martina ad essere in antitesi con Paperino e in generale con i personaggi di Topolino che ormai conosciamo bene, come un universo paralleloIl che è una verità sacrosanta, peraltro.
potremmo dire che è la versione di Martina ad essere in antitesi con Paperino e in generale con i personaggi di Topolino che ormai conosciamo bene, come un universo paralleloIl che è una verità sacrosanta, peraltro.